Forrest Gump è da sempre il mio film preferito. Lo riguardo almeno 4/5 volte all’anno, nonostante io lo sappia ormai a memoria.

La prima volta che lo vidi ero piccola, probabilmente ero ai primi anni delle elementari, e da allora porto nel cuore Forrest, prima bambino, poi ragazzo e infine uomo che, nonostante la sua “lentezza” mentale, riesce a stare al passo con i tempi che cambiano. La cosa che più mi ha sempre colpita della trama è proprio questa: il sapersi adattare del protagonista a tutti gli importantissimi eventi storici e culturali che si ritrova a vivere, senza esserne praticamente consapevole nella maggior parte dei casi.

Forrest, infatti, non si rende mai conto veramente di cosa stia affrontando e quali persone stia incontrando ed è questo che rende il film a mio avviso molto tragicomico – basti pensare alla scena in cui, durante la Guerra del Vietnam, viene colpito da due proiettili alle natiche e lui rimane fermamente convinto di essere stato morso da un serpente.

Grazie a questi escamotage, regista, sceneggiatore e attori sono stati in grado di trattare tematiche importantissime e molto delicate, come appunto la Guerra del Vietnam, ma anche la violenza domestica, l’abuso di droghe, l’AIDS, senza rendere pesante il film, ma anzi a parer mio portando ancora di più lo spettatore a rifletterci sopra e, dunque, non con leggerezza come si potrebbe pensare.

Guardando il film non si può non affezionarsi a Forrest, sia per il senso di ingiustizia che emerge fin dalle prime scene, quando da bambino viene continuamente bullizzato a causa delle sue difficoltà cognitive, che per quello di rivalsa che si prova quando, crescendo, diventa involontariamente ricco e famoso. Forrest è ingenuo, ma anche genuino e riesce a far emergere valori come quelli dell’amicizia senza pregiudizi, della solidarietà e dell’amore. È un personaggio che entra direttamente nella Storia della seconda metà del ‘900.

Forrest Gump è un film che di tanto in tanto va riguardato, perché personalmente ogni volta che lo guardo, trovo e scopro nuovi aneddoti storici o personaggi famosi che il protagonista incontra senza nemmeno capire chi si trova davanti – come un giovanissimo Elvis, i presidenti degli Stati Uniti Kennedy e Reagan e addirittura John Lennon tramite un ottimo rotoscoping che ha permesso di accostare Tom Hanks a riprese reali dei suddetti personaggi – che la volta precedente non conoscevo.

Nota conclusiva: grazie a questo film ho iniziato ad amare Tom Hanks. Interpretazione a dir poco magistrale, sotto tutti i punti di vista, grazie alla quale ha ottenuto uno degli Oscar più meritati di sempre a mio parere.