“The Rocker – Il batterista nudo” è una commedia senza molte pretese, ma è stato molto significativo nella mia adolescenza.

È la storia di Robert Fishman, un ottimo batterista che, con la sua band di amici, riesce ad attirare l’attenzione dei talent scout. Si comincia da un concerto, la prova che farà decidere se proporre alla band un contratto discografico. Sono ottimi musicisti e il concerto va bene. Al momento del grande annuncio però, il manager convince la band a far cacciare il batterista su pressione del proprietario della casa discografica, che così facendo riesce a sistemare il nipote, aspirante rock star, al posto di Rob.

Passano 20 anni e la band, i fantastici Vesuvius, sono in procinto di uscire con l’ennesimo album di grande successo. Rob invece è rimasto fermo agli anni dei concerti, accontentandosi di lavori saltuari e poco soddisfacenti. Perderà tutto, sempre a causa del suo ex gruppo, ma da li rinascerà. Non svelo altro, guardatelo in una serata in cui vi serve ridere. Ve lo consiglio.

È una commediola sulle seconde occasioni, sul desiderio di farcela e sull’amicizia. Niente di che, ma da batterista che sognava di sfondare con i suoi tre compari musicisti, questo film è stato un modo per farsi coraggio per molto tempo. Mi ha dato speranze, quasi come un amico che rivedevo ogni tanto. I sogni, da ragazzi, ti accompagnano per mano finché non ti scontri con la realtà della vita vera, del mondo del lavoro, della famiglia. Ma non spariscono, rimangono li, sopiti.

Sarà per questo che non lo guardo da anni, per non risvegliare quel desiderio che, ora come ora, non posso realizzare. D’altronde mi chiamo Roberto, come lui. Tra vent’anni ci risentiamo, chissà…