Quando mi chiedono qual è il mio film preferito io dico sempre il secondo capitolo della trilogia del Signore degli Anelli. In realtà non è propriamente vero, o meglio, si può considerare una mezza verità.

Da amante del cinema mi risulta impossibile stabilire con certezza il mio film preferito. Ci sono troppe pellicole che mi hanno colpito, emozionato o che ho amato. Inoltre mi viene difficile non citare anche film che non solo mi sono tanto piaciuti ma che rappresentano anche pietre miliari del cinema, film studiati da ogni studente di belle speranze come lo ero io anni fa.

Non potendo sceglierne uno tra tutti, ne dico uno che probabilmente, considerandolo nel suo complesso, non si posizionerebbe nemmeno tra i primi dieci della mia personalissima classifica. Classifica che oggigiorno credo dovrebbe tener conto anche della serialità televisiva, con buona pace dei puristi.

Ma torniamo al film in questione: perchè scegliere “Le Due Torri”?

Per la scena della battaglia al Fosso di Helm.

Quella singola lunga scena è, per me, la scena più bella di sempre di un qualsiasi film. Anche qua, se consideriamo singoli aspetti (dialoghi, messa in scena, fotografia, azione, ecc) probabilmente potrei trovare film che hanno scene migliori ma, nel suo complesso, è la mia masterpiece, la mia personale pietra angolare cinematografica.

Se ripenso alla primissima visione al cinema mi vengono ancora i brividi. Mai era successo prima e mai è successo dopo che mi fossi così emozionato ed esaltato come in quel singolo momento.

Ricordo tutta la tensione che si costruisce nel pre battaglia, con gli umani pronti a morire macellati dagli orchi; l’arrivo della truppa elfica che da una fievole speranza, distrutta immediatamente dall’avanzare dell’esercito di Uruk-hai; i combattimenti sulle mura e l’esplosione kamikaze che fa crollare il muro che si riteneva inespugnabile; la risoluzione finale con l’arrivo di Gandalf.

Questa scena, quel momento è stato quello che ha fatto sì che dopo le superiori mi dedicassi all’università ad indirizzo cinema. E pur essendo finita in maniera abbastanza pessima, nonostante la laurea, non posso non pensare che quella singola battaglia abbia, in qualche modo, cambiato e condizionato la mia vita.

Col senno di poi c’è anche un personaggio che oggi ho molto rivalutato, è che credo sia incredibilmente esplicativo di una certa parte di società attuale: Grima Vermilinguo.

Nel film è un viscido consigliere del re Théoden, alleato di Saruman e che avvelena letteralmente la mente dell’anziano re. Ovviamente verrà smascherato e cacciato dagli eroi ma rivedendolo oggi è un personaggio “sempre attuale”.

Infatti, quanti re Théoden conoscete? Forse pochi re ma spogliateli del titolo nobiliare e vedrete sicuramente la somiglianza con qualcuno che frequentate. Persone dalla mente annebbiata dalle falsità trovate in rete e sui social. Grima nella nostra realtà è Facebook.

Nel film racconta notizie false al re, rendendolo spaventato verso gli stranieri, pauroso di uscire dal suo villaggetto e contrario ad ogni forma di collaborazione. Gli altri si devono arrangiare da soli, lui ha già perso un figlio, non deve dimostrare più niente a nessuno. E se qualcuno muore nel viaggio verso il suo reame, beh cazzi suoi.

Non vi ricorda qualcosa? Non sta succedendo esattamente la stessa cosa? Solo che nel film Gandalf con una bastonata in fronte lo fa rinsavire, con noi sarà molto più complicato.