5440002785_7b1ed0ac3e_bDonald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.

Ancora una volta gli Stati Uniti hanno dimostrato all’Italia chi comanda e chi guida, in ogni categoria. Ebbene si, anche nella categoria “follia”.

Già perché noi ci abbiamo messo una vita a far crescere politici promettenti alla Calderoli, Borghezio, Salvini e Razzi. Le loro frasi riecheggiano ancora oggi tra le mura di tutti i manicomi del Belpaese (e purtroppo alcune anche tra le mura del parlamento europeo) ma, ahinoi, non sono nulla rispetto alle frasi follemente geniali di colui che, ad essere sinceri, è il maggior detentore mondiale di strafalcioni.

“Barak Obama è il fondatore dell’Isis” è diventata da subito una delle mie frasi preferite. Un mix di assurdità e infantilità da far impallidire gli sceneggiatori di Scary Movie.

Poi però, questo “personaggio” viene eletto. Significa che milioni di persone la pensano come lui oppure, alla meno peggio, si fidano di lui nonostante certe uscite veramente al limite dell’assurdo.

Questo significa che ora la firma di Donald Trump ha acquisito un peso che prima non aveva. Se fino a due giorni fa poteva avere il potere di occupare tutte le prime pagine con il suo faccione tendente all’arancione, ora la sua impronta finirà su diverse scrivanie importanti, scrivanie di altri capi di stato.

La cosa più preoccupante, però, credo che stia altrove, ovvero in ciò che lo circonda. Se vivessimo in un mondo governato solamente da gente responsabile, il caro Trump farebbe la figura del compagno di classe bisognoso di attenzioni. Farebbe casino, risponderebbe alla maestra, ruberebbe di tanto in tanto il temperino alla Svezia (eh si, il compagno secchioncello ma in fin dei conti buono, per me, non può che essere la Svezia). Ma purtroppo non è così. tr

Nella classe abbiamo un bambino coreano che ha litigato con il barbiere. Lui ogni volta che il preside lo convoca, minaccia di sganciare l’atomica in classe “come avvertimento”.

Più indietro abbiamo il compagno turco. Lui invece pur di rimanere seduto sulla sua sedia ha provato a convincere tutti che se torna a casa i genitori lo picchiano. “A casa mia c’è un colpo di stato! Non vogliono che io venga a scuola! Ma io sono così coraggioso che a scuola ci vengo, perché è un mio diritto e un mio dovere” ha sentenziato un giorno.

Ma non è mica finita qua…

Abbiamo Vladimir, il ragazzino russo, che pure lui di bombe se ne intende. Solo che lui all’asilo era nel Kgb, quindi anche il preside lo prende sul serio.

Con i componenti di questa classe si potrebbe andare avanti ancora un bel po’, ma preferisco fermarmi.

Mi fermo perché probabilmente non è il caso di fare del sarcasmo. Ci si gioca davvero una fetta importante di futuro, o magari addirittura il futuro. Al momento le sorti del mondo sono in mano ad alcune persone alle quali non affiderei nemmeno il mio cagnolino.

“E certo che però anche la Clinton non è che mi facesse impazzire”. Mai altre frasi potrebbero descrivere meglio lo stato mentale della quasi totalità degli americani. Noi, dall’altra parte dell’Atlantico, possiamo criticare e sbeffeggiare gli americani per la loro scelta, ma probabilmente dobbiamo sentirci fortunati di non aver dovuto noi prendere una decisione al riguardo.

E quindi veniamo a noi. Ho sentito più volte dire che il nostro sistema elettivo è sbagliato, perché non può esistere un parlamento con 5 o più partiti, perché un governo non ha mai la possibilità di durare una legislatura intera, perché con queste regole l’Italia non è governabile, perché il presidente del consiglio dovrebbe avere più potere, perché beati in Gran Bretagna che si deve scegliere solo tra due schieramenti. Ecco però che dall’altra parte del mondo ci stanno facendo vedere l’altra faccia della medaglia.

Certo, gli anni del pentapartito non sono stati i più solidi né i più proficui, ma se non altro non si è mai corso il rischio di avere una probabile deriva come quella che potrebbe avvenire in America.

Non sono qua a dirvi quanto fosse bello quando c’era la DC che litigava con il PCI ed il PSI, giammai. Ma cerco di trarre un insegnamento dal post Election Day.

Bisogna rendere più governabile l’Italia, su questo sono pienamente d’accordo, ma non mi sento di dire “quanto sono fortunati quelli che hanno solo i democratici ed i repubblicani”.

Quando in Italia, e prima in Grecia, si litigava nei senati, si eleggevano i consoli e si dominava il mondo, tra l’Atlantico e il Pacifico c’erano solo bufali che correvano liberi (più a sud c’erano delle popolazioni incredibili, ma poi i coloni hanno deciso di decimarli mannaggia). Forse la storia e la cultura a qualcosa servono. Rendono sicuramente più litigiosi e meno risoluti. Ma se la risolutezza porta a dover scegliere tra Clinton e Trump, voglio litigare per tutta la vita.