hillary_clinton_vs-_donald_trump_-_caricaturesOggi, martedì 8 Novembre 2016, si vota per il 45° presidente degli Stati Uniti. Dopo due anni di campagna elettorale, direi finalmente. Come me la pensano anche i poveri giornalisti americani che si seguono la campagna e che, nelle ultime ore, si sono fatti un tour de force non male. Certo, noi in Italia siamo abituati ad una campagna elettorale costante ma non è – o non dovrebbe essere – la normalità.

È forse l’elezione più importante al Mondo, sicuramente quella capace di attirare di più l’attenzione del pubblico, sia sui vecchi che nuovi media. I due candidati principali sono la democratica Hillary Clinton e il repubblicano “atipico” Donald Trump. Entrambi hanno storie personali e credo politici diversissimi. Nelle primarie prima e negli ultimi mesi di campagna “testa a testa” poi, sono riusciti come non mai a dividere l’opinione pubblica (non solo americana). L’unica cosa su cui sono tutti d’accordo è che sono sicuramente i due candidati più impopolari di sempre. Molti di quelli che voteranno per uno dei due, lo faranno per una mancanza di alternative. Esistono candidati indipendenti ma non hanno possibilità concrete di vittoria, spesso non sono nemmeno presenti in tutti gli Stati.

Queste elezioni saranno ricordate più per gli scandali personali, le email e indagine dell’FBI, le “sparate”, i silenzi, i meme di internet che per i contenuti dei programmi. Programmi quasi antitetici, contrapposti punto su punto. Riassumerli non è facile, sono lunghi e complessi, ma si può provare: la Clinton promuove una maggiore tassazione sui redditi alti e maggiori investimenti per piccole e medie imprese in settori come energie rinnovabili, tecnologia, startup e settore manifatturiero. Trump invece vorrebbe abbassare le tasse a ricchi e aziende chiedendogli di investire maggiormente in Usa che all’estero, rivedendo i trattati commerciali e cercando una maggior protezione per le imprese americane.

Sull’immigrazione la Clinton promuove una maggiore accoglienza di rifugiati e immigrati e una loro regolazione seguendo quello che è stato già fatto da Obama. Trump dall’altra parte sostiene con decisione un blocco delle politiche di accoglienza e il pugno “durissimo” con l’immigrazione, arrivando alla deportazione forzata e un muro lungo il confine con il Messico.25349687914_da06ccbe7d_b

Per quello che riguarda la politica estera, Trump vorrebbe un maggiore isolazionismo e minore interventismo militare ma allo stesso tempo maggiori e più proficui rapporti con la Russia di Putin e una guerra senza frontiere all’ISIS. La Clinton, forte dei suoi anni di esperienza come segretario di stato, vorrebbe continuare l’impegno militare americano in Siria, Afghanistan e Iraq.

L’ultimo grande tema è stato l’educazione e la famiglia. Trump vorrebbe concedere un sussidio a tutte le neo mamme ma non fare nulla per quello che riguarda la scuola. Hillary Clinton invece punta su una minore spesa per le famiglie per asili e scuole rendendole più accessibili a tutti, università comprese (ultimo punto “preso in prestito” dal programma del suo sfidante alle primarie Bernie Sanders).

Questi a grandissime linee i principali punti programmatici. Peccato che non se li sia filati quasi nessuno. Queste elezioni e questa campagna elettorale saranno tristemente associate a Trump e al “trumpismo” (moda che ovviamente stiamo già cercando di importare). Basti pensare al suo ridicolo e irrealizzabile piano anti immigrazione con la costruzione di un muro fatto pagare al Messico, la sua ossessione verbale sulla Cina, il suo account Twitter, le denunce di molestie, bancarotta e di non aver pagato interamente le tasse. Ma l’elenco potrebbe essere molto lungo.

Stando così le cose però, una persona potrebbe chiedersi come mai sia arrivato fino in fondo e anzi, rischi di vincere. Per i media è stato come la manna dal cielo, ogni giorno offriva spunti per programmi tv e articoli di giornale. Di conseguenza è stato mediaticamente sovraesposto e ha potuto farsi conoscere come quello anti establishment, la scheggia impazzita ma indipendente, addirittura l’uomo della strada (nonostante sia un miliardario e provenga da una famiglia ricca) che vuole abbassare le tasse. Di contro ha avuto concorrenti alle primarie repubblicane che non sono riusciti a scalfirlo con nulla e anzi, giocando al suo gioco di “spararle grosse” sono finiti col fare una figura mediocre.

Nella campagna contro Clinton ha parzialmente vissuto di rendita e infatti contro una politica esperta ha mostrato tutti i suoi difetti e limiti (basti pensare che ha perso 3 dibattiti su 3 e le sue affermazioni durante questi non hanno superato il 20% di fact checking). Allora perché la Clinton non sta stravincendo e i sondaggi la danno testa a testa?

Innanzitutto le probabilità di vittoria di Trump sono bassissime. I media italiani non hanno brillato e per cercare il titolone hanno dato spazio a sondaggi molto parziali e malfatti. In un sistema elettorale come quello americano dare un dato nazionale non ha senso, andrebbe dato stato per stato. Non a caso in quest’ultimo caso il vantaggio della Clinton era enorme, salvo diminuire con l’avvicinarsi dell’election day, cosa normale e fisiologica.cl

Ci sono anche altri motivi come la polarizzazione dell’elettorato americano che voterà sempre per il suo partito, l’entusiasmo dei supporter di Trump molto maggiore e la stessa Clinton. Hillary stessa non è esente da errori durante la campagna, amicizie opache col mondo della finanza, accuse di corruzione, lo scandalo – che si è rivelato non esserlo – delle email, la sua poca simpatia. A questo possiamo aggiungerci anche un po’ di sessismo, giusto per non farci mancare nulla.

Dal mio punto di vista – magari verrò smentito nella notte – i giochi sono fatti e, salvo esiti in alcuni stati chiave che avrebbero del miracoloso, domani avremo il primo presidente donna degli Stati Uniti. Da spettatore però c’è molto rammarico per quello che sarebbe potuto essere. Penso ad una sfida Sanders o Biden contro Rubio, con età e pensieri differenti ma più focalizzati sui contenuti, con meno sparate e più proposte concrete. Sarebbe forse stato un momento di migliore politica.

In ogni caso è stato un bel viaggio e chi, come me lo ha seguito dall’inizio o quasi si è anche divertito.