tr2È successo. C’erano davvero pochissime probabilità ma è davvero successo. Il colpo di scena perfetto per queste elezioni americane. Donal Trump è presidente. Non un presidente qualsiasi ma quello più importante del Mondo. Mentre scrivo sono ancora parzialmente incredulo.

È ancora presto per cercare di capire, in maniera corretta e approfondita, come sia riuscito nella più grande rimonta in una elezione presidenziale che la storia ricordi ma una prima analisi si può provare a fare.

Più che il suo programma elettorale – che pochi hanno davvero letto e forse compreso – ha funzionato la sua persona, il suo modo di “vendere” un futuro e un benessere. Le sue sparate possono aver convinto quelli meno scolarizzati e staccati dalla realtà globale ma allo stesso tempo hanno rafforzato l’idea di cambiamento totale. Una distruzione per la ricostruzione. Gioco pericoloso che può portare a estremi positivi o negativi, difficilmente nel mezzo.

Dai primi dati emerge una spaccatura fra l’elettorato delle zone più rurali e isolate (maggioranza in USA) e le città popolose, con le seconde che han votato in maggioranza per la Clinton. Questo sembra riversarsi anche sul voto dei singoli stati (quello che conta per l’elezione), con gli stati costieri a maggioranza democratica (preciso che al momento in cui scrivo non ci sono i dati finali di tutti gli stati).tr

Altra grossa spaccatura è all’interno dell’elettorato. Trump fin dai primi sondaggi andava benissimo tra gli elettori bianchi e mediamente o poco istruiti, la Clinton tra le comunità ispaniche, asiatiche e afroamericane. Hillary Clinton aveva un maggior favore delle donne mentre Donald Trump degli uomini. Bisognerà vedere quali di questi segmenti elettorali ha invertito i sondaggi. Per ora di quasi certo c’è che i millenials hanno votato in larga parte per la candidata democratica.cl

Già, i sondaggi. Tutti sbagliati. Da inizio campagna elettorale. È davvero possibile? Anche in questo caso bisognerà attendere qualche giorno. Ho seguito questi sondaggi per mesi e il loro modello ha una affidabilità piuttosto alta. Il campione è molto ampio e vario, sono stati ripetuti in luoghi diversi e per diverso tempo (come minimo un anno), vengono tenuti in considerazione anche lo storico dei voti e un errore statistico importante. Penso però che sia potuta capitare una cosa non così peregrina: una buona fetta di elettori potrebbe non aver voluto rispondere al sondaggio. Persone che durante questi mesi non si sono esposti in nessun modo e che hanno votato in massa per Trump. Posso certamente sbagliarmi, l’ho fatto per il risultato finale, e sicuramente le probabilità sono a mio sfavore però spiegherebbe un errore che avrebbe del clamoroso.25349687914_da06ccbe7d_b

Di clamoroso però c’è stato talmente tanto che non ci si stupisce più. Vista la popolarità di Obama, ci si sarebbe aspettati un flusso di voti democratici dall’ormai ex presidente alla candidata che prometteva di continuare le sue politiche. Invece così non è stato. Bisognerà capire il peso in questo del voto afroamericano, legato fin dall’inizio maggiormente a Bernie Sanders e che potrebbe aver fatto mancare il suo peso.

Ora al presidente Trump aspetta un compito davvero duro: tenere fede alla parola data. E non sarà cosa facile, a partire dalla sua squadra di governo – ci si aspetta un Rudolph Giuliani e un Chris Christie in posizioni di rilievo – finendo con la spiegazione concreta di come intende attuare il suo programma (cosa non da poco e che durante la campagna non ha mai spiegato).hillary_clinton_vs-_donald_trump_-_caricatures

Vedremo se il Gop (il partito repubblicano) riuscirà a controllare, o almeno arginare, Trump. Se ci riesce ne uscirà rafforzato – probabilmente però molto cambiato – se invece il presidente Trump farà quello che ci si aspetta, rischia di esplodere. A suo favore ha il fatto di poter contare sia su camera dei rappresentanti che senato a larga maggioranza repubblicana e, probabilmente, un voto complessivo più ampio rispetto all’avversario democratico.

Insomma, ci sarà ancora da “divertirsi”.