Come cambiano le nostre abitudini quotidiane al tempo del coronavirus?

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Con l’esplosione dell’emergenza, la mia vita non è cambiata di un H. Continuo con le stesse norme igieniche di sempre. Grazie alle scuole chiuse trovo spesso parcheggio davanti all’ufficio, il che mi ha illuso che il coronavirus potesse in qualche modo migliorarmi la vita.

Poi però stamattina mi arriva una mail che mi informa che il mio volo per Madrid è stato cancellato e quindi no, ho ripreso coscienza che la mia vita, annessa sfiga costante in qualunque viaggio che intraprendo, è rimasta intonsa. Immacolata.

[Allego breve elenco delle sfighe:
– Lisbona 1, cancellato per vulcano islandese che erutta
– Lisbona 2 (un mese dopo), cancellato per vulcano islandese che ri-erutta
– Berlino, smarrito bagaglio. “Attualmente è a Monaco di Baviera, spiace”
– Maiorca, scambio bagaglio con stronzo
– La Coruna, “La sua Seat Ibiza è stata erroneamente già affidata ad altro cliente, però se vuole abbiamo un triciclo”
– Stoccolma 1, sciopero globale di Lufthansa, rimbalzo a Francoforte con 9 ore di scalo
– weekend Modena (Dio bono manco il volo sta volta), ad Asti Est mi crolla l’autostrada, a meno di un km da me.

Allora, chi vuol venire in ferie con me quest’anno?] (And. Tag.)

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Stavo valutando le conseguenze negative di tutto ciò sulla mia vita, ma oltre a qualche problematica logistica e commerciale sul posto di lavoro, in realtà le procedure restrittive dovute al virus salveranno il mio fegato, dato che per il secondo weekend di fila chiuderanno di nuovo circoli, discoteche e pub. Questo virus mi vuole sana. (Sar. Mar.)