Beppe_Grillo_1In questi giorni ho letto un’esplosione di commenti a favore del “Movimento cinque Stelle”, sinceramente non ne comprendo il perché, ergo, vorrei poter esprimere anch’io la vituperante, corrotta, disinformante e becera opinione in merito a quello che realmente è il movimento in questione. So che questa mia nota sarà giudicata dai sostenitori del movimento e da qualcuno di qualche area estremista come un’opinione pari a quelle del complottismo, quindi, priva di fondamento e semplicemente depauperante per la cultura collettiva, ma essendo sancita la libertà di pensiero da parte della Costituzione italiana e da parte del diritto internazionale ne approfitto per dar voce anche al mio di pensiero.

 “Movimento cinque Stelle” e questione “Casa Pound”: Le azioni di Grillo, ricordiamo non in veste di candidato premier, ma di “divulgatore del messaggio a cinque stelle” sono tipiche di un esponente appartenente ad un movimento autoritario. Espellere dal proprio partito qualcuno per avere dimostrato la realtà intestina dello stesso – sì, lo so il M5S è un movimento non un partito, ma il mio è un caso “sui generis”, ergo, non mi sto riferendo direttamente al M5S –, o espellere qualcuno perché di opinione diversa rispetto a quella del “leader maximo” o ancora perché in divergenza rispetto ad alcuni temi con l’apparato del movimento è un “modus operandi” tipico di un leader autoritario, non di un esponente democratico. Sì, il M5S non è così democratico come i suoi seguaci credono.

Vi è da aggiungere, inoltre, che evitare categoricamente il diretto confronto con i propri avversari o con i mass media, come accadrebbe per esempio in un’intervista, è un qualcosa di molto simile ad non avere un’opposizione, o non far credere di averla. Sicuramente si tratta di una mossa mediatica eccelsa, non c’è che dire. Infatti, ogni volta che Grillo è oggetto di critica, questo suo agire, come se non ci fosse un’opposizione, ma solo una resistenza, (i vocaboli utilizzati hanno lo scopo di evocare una certa metafora) suscita nei seguaci del movimento un certo senso di repulsione e di protezione verso il “leader”, come se lui fosse la perenne vittima della “resistenza al cambiamento”.

Grillo, nella sua dichiarazione in pubblico ai corrotti mass media, ha affermato “sì, di aprire a tutti” vero, ma anche affermato di “aprire a casa Pound”; ora non è che voglia dire, ma se anche “La destra di Storace” e il vecchio “MSI” non avevano aperto a “Casa Pound” qualcosa questo vorrà pur dire, no? O sono troppo poco “fascisti” LDS o il MSI, o è troppo fascista Grillo, sicuramente nessuna delle due, ma altrettanto con certezza Grillo non si può definire campione di democrazia. Se a questa mia affermazione mi citassero che: “Ci sono tre semplici regole, ed una di queste è ‘non andare in TV’” io risponderò che è vero, gli esponenti del M5S non devono andare in TV ed evitare di lasciare dichiarazioni. È, però altrettanto vero che la Salsi non è stata espulsa per il suo mancato rispetto del “non-statuto” ma per le dichiarazioni da lei rilasciate a proposito del M5S a Ballarò. A prova di quanto dico basti visualizzare il blog e i commenti degli aderenti al M5S in proposito. Io a mio tempo l’avevo fatto ed il commento medio era: “La Salsi è una schifosa bugiarda. Tutto quello che ha detto su Grillo, Casaleggio o il M5S sono solo balle. Dovrebbero buttarla fuori a calci in culo una così. Ecco come distruggere la grandiosità del movimento.” Ora, non commento il turpiloquio, ma è per rendere l’idea di libertà che regna nel M5S, a paragone, “Feudalesimo e libertà” propone un grado di libertà maggiore!

Proprio a questo proposito, essendo Grillo il solo portavoce del M5S e non il suo “segretario” – o non-segretario – non dovrebbe avere il titolo di ritirare il simbolo ai suoi sostenitori, ma al limite dovrebbe indire un referendum interno per decidere sull’epurazione dei membri del M5S. Su quest’ultimo punto un “grillino” serio non avrebbe da ribattere, perché se di democrazia si trattasse così, bisognerebbe operare! Nei partiti della “vecchia politica”, di solito, l’espulsione dei membri è decisa a seguito della riunione del congresso o dell’assemblea locale. Questa, però è la “vecchia politica”, roba da far accapponare la pelle: decisione su congresso! Deus!