Sabato 18 Agosto si sono tenuti i funerali di stato per le vittime del disastro del ponte Morandi di Genova. Funerali che verranno ricordati non per le parole di Mattarella, del cardinale Bagnasco o dell’Imam Salah Husein ma per i selfie di Salvini, gli applausi a 5 Stelle e Lega e i fischi al PD.

Dei funerali, della tragedia del ponte si è già detto e scritto tanto. Come Idealmentre abbiamo dato ampio risalto alla vicenda e non poteva essere diversamente. Avremmo anche potuto scrivere un pezzo solamente sui fischi e sugli applausi. Alcuni giornalisti presenti hanno scritto – a titolo personale, va specificato – di come quei fischi e quegli applausi sembrassero un po’ preparati.

Nel nostro piccolo, anche noi abbiamo avuto una mezza conferma da una fonte ma, in mancanza di prove solide, abbiamo deciso di soprassedere. Forse siamo troppo idealisti ma alle views facili, ai like, abbiamo preferito non uscire con una mezza verità. Di mezze verità sono piene i giornali tradizionali e troppo spesso la politica. La stessa che è stata fischiata ed applaudita.

E’ giusto comunque dirlo perché proprio quei fischi e quegli applausi hanno diviso molto l’opinione pubblica. In molti li hanno trovati evitabili e fuori luogo; altri li considerano una diretta conseguenza non solo della tragedia ma anche di quello che sta diventando la politica.

In realtà non bisogna dimenticare che applausi e fischi – più i secondi che i primi – sono un fatto tristemente consueto in occasioni pubbliche che vedono una sfilata di politici. Basti pensare ai fischi agli esponenti politici in visita nei luoghi degli ultimi terribili terremoti del centro Italia o alle varie commemorazioni della stragi di Bologna o di Capaci. In passato quanti esponenti della destra sono stati sommersi dai fischi dal pubblico? E come dimenticare i vari ministri del Lavoro che sono spesso oggetto di contestazione in quasi qualunque occasione.

Certo, in quest’occasione la ferita dell’incidente era fresca – forse troppo visto che si sta ancora scavando per recuperare i corpi dei dispersi – e questo governo non è nuovo a comizi sul dolore, gruppi di supporter organizzati e via dicendo. Sicuramente il messaggio di Casalino (responsabile della comunicazione dei 5 Stelle e di Palazzo Chigi) ai giornali per chiedere che i fischi fossero evidenziati non ha aiutato a stemperare la situazione.

C’è però da tenere in considerazione anche la possibilità che i fischi e gli applausi fossero genuini. Possibilità remota ma non meno “interessante”. Magari erano persone lì per fare una passerella personale, persone che con Genova e il suo dolore non c’entravano. Erano lì per vedere da vicino i suoi politici del popolo, i loro beniamini, le loro stars. Perchè in fondo la politica oggi è anche un po’ questo. Non ci sono più degli elettori ma dei supporter, dei fan.

Gli elettori sono, come il PD sa bene, pericolosi perché una volta ti premiano ma se non rispetti le loro aspettative la volta dopo ti abbandonano. I fan sono più addomesticabili. Vivono per una tua foto, una tua stretta di mano e se la volta dopo non li consideri, pazienza. Bisogna fare attenzione però perché anche i fan stanno cambiando: con la stessa velocità con la quale ti trasformano nella più luminosa delle stelle ti possono far finire nel dimenticatoio o, peggio, riempirti di insulti, come la cronaca mondana ci insegna fin troppo bene.

E’ un gioco delicato e pericoloso. Lo è quando parliamo di attori, attrici e musicisti, figurarsi quando si tratta dei politici che hanno nelle mani le sorti della nazione.