Quando il movimento delle sardine prese visibilità, io dissi che non credevo in loro. E fui bugiardo e ipocrita. Io pensavo veramente che fossero brave persone ma che alla fine della fiera, tentavano un ennesimo giro di giostra buonista, una sfilata in piazza per raccogliere like e farsi qualche scopata occasionale. Fui codardo a non dire la verità ma lo feci per evitarmi i vostri insulti. Che comunque arrivarono: in fondo se non sei con l’ultima moda di sinistra sei per forza un fascista. Il potere dei social.

Sicuramente tra le migliaia di persone accorse nei vari eventi, ci sarà stata qualche persona realmente in gamba, con idee grandiose e un cuore grande. Magari è uno di voi. Non lo so. Quello che so è che mi sono sbagliato. Non di tanto ma mi sono sbagliato. La realtà, infatti, è molto peggio.

Il movimento delle sardine sta riuscendo a farci ricredere sul movimento 5 stelle in quanto a poca capacità di raziocinio. Un movimento che nasce “da fuori” (qualunque cosa voglia dire) ma che come obbiettivo ha quello di incontrare il premier Conte. Un movimento composto anche di tanti giovani che stanno beatificando Craxi (!!!!). Un movimento che nasce coi meme rubati alle pagine di shitposting e che vorrebbe far chiudere quelle stesse pagine. In modo TOTALMENTE INCONSAPEVOLE.

Quando dici di voler mettere un “daspo” social agli odiatori sui social senza spiegare come, senza dare finalità educative, senza nemmeno porti il problema delle conseguenze di una possibile applicazione di una roba così vaga, non sai quello che stai dicendo. Forse, non sai nemmeno cosa stai facendo.

Il daspo social è una cazzata, impossibile da fare sia a livello tecnico che legislativo. Ed è una cosa che solo a pensarla fa male, se arrivi a dirla pubblicamente inizio a pensare ci sia del dolo. Avessi vent’anni in più griderei: “Ki vi paka!!!?? La Lega??!!!Vergoniaaa!!1!”

Mi si dirà che sono errori in buona fede, che sono vittima della loro stessa spontaneità e del fatto di essere dei buoni. Sottotitolo: sono dei fessacchiotti ma lo fanno per il fine ultimo del “Bene”, dell’ “Amore” e balle varie. Mah. Ci credo poco. E’ anche vero che quando nasci su Facebook, di Facebook stesso ne sei un pò la rappresentazione. E impedire agli altri di dire stronzate sui social è puro Facebook anni 2018-2020. Ma c’è il solito problema: chi decide cosa si può dire e cosa no? Questo mio pezzo è pubblicabile? Conosco persone che non lo farebbero mai. Persone che nella vita si battono per i diritti degli ultimi, dei dimenticati, degli odiati e dei più bisognosi. Eppure anche loro si incazzano, soprattutto se gli tocchi la loro ultima valvola di sfogo contro le brutture di questo mondo contemporaneo.

Se le sardine dovevano essere la rivoluzione gentile, hanno già fallito. Probabilmente hanno fallito qualunque cosa volessero essere.

Godetevi dunque il concertone pre elezioni in Emilia Romagna perchè, a voto avvenuto, ho paura di cosa sarà rimasto. E di cosa verrà poi dopo. A ben pensarci un daspo sui social potrebbe rivelarsi necessario per non avvelenarsi il fegato nelle prossime settimane….

“Daspami, Santori, daspami! Perchè se Salvini vince in Emilia, e io già so che vince, io non voglio più vivere (sui social). Daspami, Santori, daspami!” (semi-cit.)