Il titolo è provocatorio e sicuramente qualche fesso con poco tempo da perdere scriverà qualche commento indignato senza leggere nemmeno una riga. Non voglio però creare un caso alla Gramellini e quindi lo dico subito: io sono favorevole alla difesa della propria casa, famiglia, fabbrica. Se necessario anche con le armi.

Ora potete indignarvi. Però vi consiglio anche di leggere il resto. Non vi farò cambiare idea (nemmeno mi interessa) ma voglio cercare di far conoscere e, spero, far capire il perché di questa mia (ma non solo) affermazione.

In questi giorni il dibattito sulla difesa personale e delle proprietà personali è tornata di attualità in seguito al fatto di Arezzo. Un gommista, Freddy Pacini, ha sparato e ucciso un ladro che si era intrufolato nella sua officina. Il gommista si è difeso dicendo che era il 38° tentativo di furto e non ne poteva più. Nelle ore seguenti si è scoperto che solo 6 furti sono stati realmente denunciati e di essi solo 2 sono avvenuti realmente (gli altri 4 erano tentativi sventati sul nascere). Gli altri 32 episodi parrebbero un mix tra paranoie dell’uomo e blandi tentativi di qualcuno che passava di lì. Le forze dell’ordine stanno indagando e nei prossimi giorni sapremo qualcosa di più su una vicenda non ancora chiarissima.

Al momento Pacini è indagato per eccesso di legittima difesa. Io penso che la difesa della proprietà privata e personale sia un diritto sacrosanto. E lo penso senza mezze misure, fosse per me si potrebbe fare come in Texas. Detto in parole povere e populiste “se entri in casa mia per rubare o fare del male in qualsiasi modo, io ho il diritto di difendermi con ogni mezzo”. E aggiungo anche che, di nuovo, fosse per me se un malvivente viene scoperto e fermato dal proprietario di casa, quello può neutralizzarlo come crede.

Non voglio però dire che sparare a qualcuno sia la prima e unica mossa da fare, anzi. Perché si può essere a favore della difesa della casa senza essere necessariamente a favore del Far West (che, precisiamolo, era ben altro).
Nella mia ottimistica e utopistica visione delle cose, basterebbe un po’ di responsabilizzazione e il ritorno all’antica usanza di fare le cose per bene, anche se complicate e legate a temi delicati.

Nel concreto: mi piacerebbe che l’uso delle armi per difesa personale venisse legiferato bene, con dovizia di particolari. Partendo dalla vendita delle armi solo dopo diversi test attitudinali – e dopo il controllo accurato di eventuali precedenti penali o denunce – per arrivare al normare il semplice possesso. Si potrebbe, ad esempio, obbligare ogni possessore di arma da fuoco ad andare per un tot di ore al poligono ad addestrarsi settimanalmente. Non hai voglia? Non puoi avere un’arma. Altra cosa che renderei obbligatoria è l’installazione in ogni casa con all’interno un’arma da fuoco di un sistema di video sorveglianza. Se puoi permetterti un fucile, puoi permetterti 150€ di telecamere collegate ad un registratore in funzione 24/7. Così siamo sicuri che ci saranno sempre le prove di quello che succede in casa e non c’è possibilità di inganni vari, “non ricordo”, ecc.

Sicuramente si possono fare tante legittime obiezioni e spero ne nasca un dibattito costruttivo, nel frattempo cerco di rispondere a quelle più comuni.

Uno degli argomenti più utilizzati contro l’uso della forza estrema è che i crimini stanno diminuendo ma la percezione di essi sale. Non c’è un reale bisogno, solo un bisogno indotto. Verissimo e io sono super a favore di una maggiore attenzione su questo. Le fake news, che in questo campo abbondano, vanno combattute con tutti i mezzi possibili. Allo stesso tempo la criminalità esiste, in alcuni territori molto più di altri. Qui vanno rafforzate per prima cosa le normali misure di sicurezza, la polizia e i loro controlli. Non è armando i cittadini che si risolve il problema, anzi.

Però, intorno a questo argomento, si dibatte molto ma si fa poco in concreto. E l’impossibilità delle forze dell’ordine di agire porta poi, come anche nel caso di Pacini, al non denunciare quasi mai perché tanto non serve a nulla. Io sono convinto che denunciare serve sempre ma capisco anche chi è scoraggiato. Le risposte che spesso si ottengono sono, a volte, più fastidiose del furto stesso e lasciano i denuncianti con la sensazione di aver solo perso tempo. Più uomini e più risorse è uno slogan stra abusato ma che non ha mai seguito pratico.

Altra grande obiezione è che chi si vuole armare è spesso un fascista, razzista, ecc. Sarà anche vero (non ho dati che lo dimostrino) ma sono due discorsi diversi. Difendere la proprietà non vuol dire “sparare a caso alle persone che ritengo diverse da me”; inoltre i razzisti mangeranno anche loro la pizza a cena ogni tanto, che facciamo, vietiamo la pizza perché chi la mangia odia gli immigrati?

C’è poi un’ obiezione che faccio anch’io: se do un’arma a qualcuno affinché si difenda, quello la può usare per altro o per far male alla gente. Purtroppo è vero ed è uno dei motivi che rende tanti miei bei discorsi poco applicabili. Io a molta gente stabilissima psicologicamente ed emotivamente non darei mai un’arma. Eppure anche secondo i miei criteri rientrerebbe tra i quali la possono possedere. Un bel problema che esemplifica come il dibattito sia complessissimo e contraddittorio.

Sullo stesso piano possiamo infatti mettere anche tutte quelle persone (in prevalenza donne) che girano con uno spray al peperoncino in borsetta per difesa personale. Uno spray che può provocare danni anche gravi, il cui possesso è giustificato da un bisogno più percepito che statistico, che può essere usato in maniera scellerata (pensate solo a cosa è capitato un anno e mezzo fa in Piazza S.Carlo a Torino) e che serve a “coprire” una mancanza di sicurezza strutturale a monte.

E quindi, che si fa? Inizierei dal rendere il dibattito una cosa seria e non uno spot elettorale per l’una o l’altra parte. Smetterei di citare paesi e stati culturalmente e con un sistema di leggi molto diversi dal nostro. Proverei a non ridurre il tutto ad uno scontro tra presunti intellettualismi o a “blastate” generiche. Per una volta ci vorrebbe un po’ di comprensione del fenomeno, qualche dato e qualche proposta pratica e condivisa.

Mi rendo conto che sia difficile, Natale ed elezioni Europee sono alle porte e quindi “ciau bale”. Vien da se che altri Pacini ci saranno e che il miglior modo per finire il tutto nella barbarie e non fare assolutamente nulla.