Da quando è nata “l’era” delle piattaforme di intrattenimento musicale e cinematografico a pagamento come Netflix, Spotify, NowTv et similia, quasi tutti abbiamo almeno una volta usufruito delle offerte di prova gratuita o scontate rispetto al prezzo originale. Una volta finito il periodo di prova c’è chi ha continuato il rinnovo, chi l’ha disdetto, chi ha creato altri account per usufruirne nuovamente e chi magari sfrutta fratelli e sorelle maggiori che pagano per tutta la famiglia.

Ma la reazione migliore alla fine della prova scontata l’ha avuta lei: Costanza Miriano. Per evitare di dire che non voleva spendere troppo per l’abbonamento alla piattaforma Disney+ e che non l’avrebbe rinnovato per questa precisa ragione, ha espresso una una motivazione circa la sua disdetta che lascia di stucco tanto è imbarazzante. La Disney, secondo la nostra autrice di romanzi dal titolo illuminante e dal retrogusto patriarcale e medievale come “Sposati e sii sottomessa”, pare utilizzi i suoi prodotti cinematografici per sponsorizzare la fantomatica propaganda Gender ed LGBT, fomentando così nelle povere creature che li guardano dubbi, traumi e incubi che potrebbero irrimediabilmente smontare tutte le certezze e i capisaldi che gli irreprensibili genitori hanno loro trasmesso sul concetto di “famiglia”.

Che dire, grazie Costanza per avermi aperto gli occhi. E io che ho sempre pensato di aver avuto aspettative di vita troppo alte e quasi irraggiungibili sì per colpa della Disney, ma per tutte quelle storie da “E vissero tutti felici e contenti” palesemente irrealizzabili e finte in cui la principessa rimane tranquillamente a casa sua finché il principe azzurro non corre a salvarla, per poi sposarlo e diventare finalmente la madre e la moglie perfetta.

E invece no. A quanto pare sono stata traumatizzata proprio da tutti quegli altri Classici Disney che preferivo a quelli troppo principeschi – evidentemente mi ero già accorta che la mia vita sarebbe stata molto poco chiara e poco incline a seguire quel format – in cui gli animali parlavano, giovani ragazze cinesi andavano a combattere in guerra per evitare che ci andasse il padre infermo, ragazze hawaiane si occupavano nonostante grosse ristrettezze economiche della sorella minore perché rimaste orfane o ancora in cui un segugio e una volpe diventano migliori amici nonostante le loro “diversità” biologiche che in teoria avrebbero dovuto portarli a essere rivali in natura.

Costanza, un consiglio: “anche meno” la prossima volta, suvvia, ci siamo passati tutti e l’amarezza di non potersi abbonare a qualsiasi piattaforma prima o poi si supera!

P.s: lo sappiamo che i Live Action della Disney non sono stati poi un’idea così ben riuscita in alcuni casi, cara Costanza, ma quello che più ti ha dato fastidio (e sappiamo tutti perché, basta saltare subito agli ultimi dieci minuti del film), spiace dirlo, è uno dei più belli: La Bella e la Bestia.