Sono piemontese, per questo odio praticamente chiunque e qualsiasi cosa. Sopporto poco le chiacchiere sterili, mi crea cattiveria pura il pensiero di andare in Liguria al mare, detesto il traffico, ma nulla batte il caldo estivo (milanesi a parte).

Nato e cresciuto tra le fresche campagne, perfettamente al centro tra Alba, Torino e Asti, ho passato le estati nella val sangone con qualche puntatina di una settimana in romagna a luglio. Poi è vero, lo ammetto, crescendo ho smarrito la via e per anni sono stato fuorviato a trascorrere quasi un mese al mare, però in veneto, non troppo caldo. Gli inverni erano bellissimi ed esistevano le mezze stagioni. Le preferite di un piemontese. L’aria fresca, massime sui 25º, nessuna rottura, nessun’aria condizionata, nessun bagno di sudore, camicia pezzata o gocce sulla fronte. La mattina esci presto e i 10/15º ti avvolgono come un lenzuolino fresco dopo aver fatto l’amore. Niente di più bello. Ti accarezzano facendoti sognare un mondo perfetto.

Ma poi è arrivata lei. Questa globalizzazione ha rovinato il mio fantastico mondo d’incanto. I server di mezzo mondo stanno sciogliendo i ghiacciai. L’inquinamento sta riscaldando tutto il nostro caro Piemonte come un forno a microonde. Non nevica più. Il sogno di ogni bambino è distrutto per poter avere a disposizione 167 paia di scarpe in un negozio, Ananas in ogni periodo dell’anno al supermercato e negozi cinesi pieni di cavolate che non si compravano prima, figurati adesso. Abbiamo ucciso la neve. E ci tocca sopportare questo caldo afoso e umido, manco fossimo dei pomodori in serra.

Non ho mai visto temporali così forti e pieni di grandine. L’unica cosa che hanno di positivo è che rinfrescano, ma non ce ne sarebbe bisogno se facesse meno caldo. Non ci prendiamo in giro, i 38º a Torino non piacciono a nessuno. Quindi per il prossimo anno, chiudiamo le frontiere: vogliamo solo il vero caldo Piemontese! 27-29º nei picchi di luglio-agosto, giusto per farci ricordare quanto era brutto sentire quel calore. Vogliamo solo il fresco delle nostre montagne, che ci abbracciano da sempre, dalla Granda fin su ai semi-lombardi. Uniti ce la possiamo fare