Ogni mattina, una persona qualunque si sveglia e sa che dovrà postare una storia prima di essere risucchiata dalla frenesia della sua normalissima vita.

Ogni mattina, una persona in vacanza si sveglia (tardi) e sa che dovrà postare storie per tutto il giorno, o la sua vacanza sarà stata inutile.

Non importa che tu sia in vacanza o meno, l’importante è che ogni mattina ti alzi e posti una storia con i Boomdabash come colonna sonora.

Sì, questa è la cosa che odio di più dell’estate. Già durante il resto dell’anno non mi fa impazzire, ma almeno ci si mette un po’ di fantasia in queste storie e foto e video. Durante l’estate no. Tutte uguali, tutte con lo stesso filtro, fatte in serie. E dietro ci sta una cosa come un’ora di ingegno buttato via, tra la ricerca della luce giusta e il momento in cui il vento ti sfiora i capelli creando l’effetto sperato. Il fatto è che lo capisco, sono una millennial, lo so quanto può diventare importante la vita sui social. Però dopo quattro volte che vedo lo stesso video perché quattro amici lo hanno ripostato, anche basta.

Stai lavorando mentre tutti gli altri sono in ferie? Lamentati pure. Stai studiando per l’ennesima sessione brucia-neuroni? Sono qui per supportarti. Sei al mare o in montagna o al lago o comunque in vacanza? Pavoneggiati come se non ci fosse un domani. Ma magari, e lo dico tanto per dire, potresti non farlo. Potresti chiederti se proprio ne valga la pena di spendere tutto quel tempo a trovare un filtro che ti faccia sembrare abbronzato. Addirittura, potresti spingerti fino al punto di domandarti se tutto sommato tu ti stia davvero godendo quello che stai facendo. Perché se hai la possibilità di essere in vacanza, di studiare o anche solo di lavorare, beh forse non la stai sfruttando al massimo. E credimi, ormai di foto di scalate a 3000 metri, libri sottolineati e PC acceso per lo smartworking è pieno l’Internet.