di Alessio Mason

L’estate. Il mare, il sole, la montagna, la sabbia, le gite fuori porta. Questo se siete persone fortunate. I libri, gli appunti, i monitor accesi tutto il giorno, l’aria condizionata, questo se siete universitari.

Ed è facile poi che questo mix porti ad inserire gli esami della sessione estiva tra le cose più odiate dell’estate. Non che gli esami di febbraio siano simpatici, ma quelli estivi presentano un livello di sfida ancora superiore.

Voglio dire, già rinchiudersi in camera a studiare per otto ore filate è difficile normalmente, figuriamoci se poi nei cinque minuti di pausa apro Instagram e scopro che un’orda di aspiranti Carlo Conti è in riva al mare a prendere il sole. Già normalmente viaggiare per andare all’università in estate a dare un esame è un divertimento unico, tra ai bambini che giocano in oratorio e ragazzi che girano in bici per le campagne, e tu lì sul treno a soffrire mentre ripassi, quest’anno in più devi pure improvvisarti esperto informatico e antennista perché se la connessione cade è ancora colpa tua.

E poi ti devi vestire in un certo modo, mica puoi indossare vestiti che favoriscano l’aerazione. No, ringrazia ancora che forse le maniche corte sono accettate, forse. E sì, anche se l’esame lo fai nella tua cameretta, perché sia mai che qualcuno vada a rivedere la registrazione. E poi, quando hai finito la sessione estiva, mica puoi riposarti: no, tempo un mese e c’è la sessione di settembre, giusto perché metti che uno a ferragosto non aveva organizzato niente.

Insomma, gli esami sono sempre brutti, ma d’estate si mettono proprio di impegno, e l’odio un po’ te lo cavano fuori sinceramente. E diciamolo: quando arriva l’inverno, in fondo in fondo, un po’ sei contento.

Ecco, questo è ciò che la maggior parte degli universitari vi direbbe se chiedeste loro cos’è che odiano di più dell’estate. Ed è abbastanza quello che ti viene da pensare ogni volta che un esame si avvicina pericolosamente. Io, però, non sono d’accordo.

Perché chi l’ha detto che l’estate è il periodo dell’anno in cui non si deve far nulla per tre mesi? Certo, il clima è migliore e quindi una gitarella al mare o in montagna male non fa, ma è pur vero che se ci si organizza almeno una settimana di ferie si può fare in modo di infilarla tra i vari esami. E mal che vada si va alla fine della sessione.

Quello che odio di più dell’estate, insomma, sono le persone che si lamentano che l’estate non la possono vivere, come se il tempo estivo fosse ben investito solo se trascorso su un sentiero montano o con i piedi a bagno nel mare.

Probabilmente sono io a vedere solo un unico punto di vista, sicuramente ci sono persone in pieno diritto di lamentarsi, sicuramente dopo tanto studio e lavoro è giusto ambire ad un po’ di sano e meritato riposo, però ecco, se quelle storie su Instagram in cui fate vedere le vostre gocce di sudore sui libri che vi impediscono di rispondere al richiamo del mare le postate un po’ meno spesso, sta’ a vedere che siamo tutti più contenti. Forse eh.