Estate. Sole, caldo, lunghe giornate, vacanze, gite fuori porta e spensieratezza. Un elenco da far invidia al resto dell’anno, ma non esente dal suo risvolto negativo: la gente.

In una qualsiasi gita fuori porta, oltre al caldo e all’afa, spesso risulta più difficile da tollerare la gente che ci sta intorno, affollando in maniera disordinata, priva di senso ed egoista spazi che dovrebbero costituire un toccasana per mente e corpo, ma finiscono in un crollo di nervi. Una giornata di mare, per esempio, dovrebbe rappresentare quel momento di pace e ozio tanto atteso e sperato, ma che, malauguratamente ci si dovesse permettere solo nel weekend, a causa della gente e del suo modo di fare rischia di trasformarsi in una giornata di stress, solo impreziosita da una bella vista mare.

Preparazione psicologica, code, traffico, ricerca del posteggio e affollamento sicuramente non aiutano a calmierare la situazione. In tutto questo stress che si accumula, spesso, si finisce di non esser ancora arrivati in spiaggia, ma di aver già esaurito la pazienza; specie alla vista di una spiaggia disordinatamente affollata. Una scena di disordine frutto di una guerra psicologica a suon di ombrelloni, asciugamani, tavoli, sedie e gazebi tra le persone, in cui ogni metro quadrato in più conquistato e uno spazio in più per sé stessi a danno del prossimo e della sua privacy.

Un disordine che finisce per non lasciare spazio a sé stessi e alla propria sperata pace, dove ci si ritrova spesso ad avere il “vicino di ombrellone” sotto al proprio, specie in Liguria, dove il litorale è largo come un fazzoletto di carta. Una situazione che in tempi di covid-19, magari sarebbe anche da evitare, ma pare che la velleità estiva si sia portata via la malattia dalla mente delle persone e dei governanti liguri.

In questa ristrettezza, come se non bastasse, ci son poi i vicini fastidiosi, specie le famiglie, che tra urla, schiamazzi, lanci di sabbia e corse sugli asciugamani non migliorano la situazione e violano pure quel poco di privacy che ci si era riusciti a ritagliare. Una sensazione che non ti permette di goderti appieno l’ambito ozio.
Una pressione che si alleggerisce solo al calare della sera, quando oramai è tardi per il sole e la tintarella e la gente ha finalmente lasciato la spiaggia. In questa piccola finestra, tra giorno e sera, si riesce finalmente a ritrovare lo spazio di sé e la lontananza dalla gente, nonché lo sguardo su paesaggi stupendi.

Una finestra che permette così di ritrovare quella pace che il suono delle onde e un crepuscolo sanno regalare e che passiamo l’intero anno a cercare, rimanendo in spiaggia fino all’ultimo raggio di sole utile. Ecco, la gente continuerà sempre a rendere una giornata così motivo di crolli nervosi, ma la bellezza del mare e l’atmosfera estiva continueranno sempre a farci cercare il mare e la sua effimerità, magari la prossima volta, alla scoperta di un posto più isolato e meno conosciuto, possibilmente evitando il geotag nelle stories così da evitare che la gente lo scopra.