Ogni anno, ormai si sa, l’inizio dell’estate porta con sé il fenomeno peggiore in assoluto. Non parlo dell’afa, né delle zanzare, né delle foto di chi è al mare da giugno a settembre mentre tu stai grondando di sudore a lavoro con la consapevolezza che gli unici 4 giorni di ferie che avrai diluvierà. Parlo dell’unico vero male moderno: i tormentoni estivi.

Lo so, lo so, prendersela con questa categoria musicale è come sparare sulla Croce Rossa, ma negli ultimi anni sono diventati nettamente più martellanti. Per carità, la qualità del prodotto è sempre la stessa: ripetizioni, sound latino americano tendente al reggaeton, parole in spagnolo, videoclip zarri con ballerini dall’abbigliamento discutibile e via dicendo. C’è però una dinamica specifica che da un paio di anni a questa parte ha contribuito particolarmente a farci odiare le hit estive: le storie su Instagram.

Questo genere di canzoni può piacere o non piacere, de gustibus, così come le improbabili collaborazioni che ormai ci massacrano le orecchie da decenni- ultimo ma non ultimo il featuring di Baby K con Chiara Ferragni – ma da quando sul social network più in voga del momento c’è la possibilità di inserire le canzoni nelle storie, per chi ama la qualità non c’è più scampo. Se un tempo si riusciva a scappare dai tormentoni spegnendo la radio appena li lanciavano, ora è praticamente impossibile evitarli, perché a quanto pare sono il sottofondo musicale perfetto per ogni foto, video o boomerang.

Che il popolo di Instagram sia al mare, in montagna, a mangiare sushi o a fare aperitivo nelle Langhe, la colonna sonora più adatta al momento sarà sempre e comunque il ritornello martellante della hit estiva più brutta e mainstream in assoluto, che nell’esatto istante in cui verrà condiviso, sarà pubblicato in almeno altre 15 storie di altri utenti.

La battaglia contro i tormentoni estivi è ovviamente una guerra contro i mulini a vento, ma un appello alla gente social mi sento in dovere di farlo: se i vostri gusti in fatto di musica non puntano di certo alla qualità, puntate almeno alla quantità: o fate meno storie, o fate a turno, oppure date spazio anche a quelle canzoni che vengono lanciate come hit estive, ma che poi rimangono indietro in classifica perché sopraffatte dalle due o tre più in voga! Almeno sembrerete più originali mentre farete l’ennesimo aperitivo della settimana in Piazza Vittorio.