votoVado di getto: chi non va a votare accetta automaticamente che siano altri a decidere per lui; dalle europee di fine maggio alle regionali di ieri, in Emilia-Romagna il numero di elettori che hanno deciso di decidere si è dimezzato (dal 70,0% al 37,7%); sempre in Emilia-Romagna i voti a PD, FI, NCD-UDC, FdI-AN, Sinistra/ex lista Tsipras si sono circa dimezzati; la lista del M5S è passata da 444.000 a 160.000 consensi (un calo di quasi due terzi ulteriore rispetto a quello già avvenuto tra politiche 2013 ed europee 2014), la Lega ha raddoppiato i suoi voti, passando da 116.000 a 233.000.

Tutto ciò di getto, malcontato, fa però capire che hanno perso tutti, tranne Salvini.

Il mattino dopo il voto, risultati alla mano, Renzi però si sente allegro: “Risultato netto del PD. Bravissimi Bonaccini e Oliverio” e “Male affluenza, bene risultati: 2-0 netto”… #esticazzino? Boh, ha ragione a dire di aver vinto, ci mancherebbe, chi prende più voti vince, ma queste frasette che limitano il mare di politica uscito da queste consultazioni in una lapidaria sentenza in stile 90° minuto lasciano quantomeno insoddisfatti.

Ribadisco: chi non vota accetta la scelta degli altri, e parlare ha poco senso, serve di più lavorare, ma la sensazione è quella di una mancanza e di un voler far finta di niente. Forse sarebbe ancora meglio se questa analisi arrivasse dalla sinistra del PD, assieme a qualche conclusione (non di Cuperlo però, grazie).

Grillo invece è ancora più ottimista (e cieco?): “Il M5S nel 2010 raccolse 126.619 voti (6%) eleggendo 2 consiglieri, ieri ha aumentato i consensi: 159.456 voti (13,2%) pari a 5 consiglieri”… #minchiabbeppe! Cioè: stratosferico! Un incremento del 150% nella rappresentanza in Consiglio regionale. BoBw3tdCcAEhPNO

Devo commentare? Commento. Il M5S nel 2010 era una entità sconosciuta, non raccontiamocela. Il M5S ha assunto rilevanza politica solo dalle politiche del 2013 e ora, questo è innegabile, ricopre il ruolo di seconda forza politica del Paese. Non si può venire a dire che questa sia stata altro se non una sconfitta, specie per un movimento politico che fa della lotta alla classe dirigente incapace, corrotta, condannata (come Scopelliti ed Errani) il suo cavallo di battaglia e che in una situazione del genere subisce come tutti gli altri partiti, se non di più, la delusione degli elettori.

Ha vinto Salvini, su questo non c’è dubbio, favorito certo dal calo degli altri ma artefice della sua fortuna, che tra una capatina ad un campo Rom e un’ipotesi di complotto della Sinistra che a livello mondiale sta programmando una “sostituzione di popoli” acchiappa voti a destra e… più a destra. #adamkadmon2. Questo non lo commento.

E quindi? Siamo di fronte al crollo della democrazia e alla fine dell’umanità? A meno che Kadmon-Salvini non ci smentisca direi di no: il senso civico tornerà ad animare gli elettori, specie in Emilia Romagna, non arriveremo certamente a livelli di 10% di affluenza alle urne come in Texas. Ma una cosa è certa, ormai i Consigli Regionali non si possono più permettere scandali sui rimborsi, condanne alle alte cariche, sberleffi ai cittadini, perché di quel senso civico di cui sopra non si può abusare. Soprattutto le Regioni non possono dare questa immagine di sé e poi contestare il Governo quando chiede tagli. I tempi non lo consentono più.

Insomma, una cosa bisogna fare, anche se tra un po’ è Natale: lavorare. Cari eletti, mi sa che non avete tante altre scelte.renz

P.S.: ho scritto trattando soprattutto i numeri e la situazione dell’Emilia- Romagna. Purtroppo penso che il voto calabrese necessiti di una analisi molto più approfondita su quale che sia la cultura politica ancora dominante in quella Regione, dove pochi giorni prima del voto decine di dirigenti pubblici hanno avuto promozioni e regali più o meno corposi dai rimasugli della Giunta Scopelliti.

P.P.S.: Errani non è Scopelliti, nonostante condividano la sventura della condanna.