Conte ha rimesso l’incarico, mentre Mattarella, ha sostalzimente accettato l’idea di tornare alle urne, pur avendo comunicato nel suo discorso che si riserberà il tempo per decidere o per nuove iniziative.

Mattarella ha insomma agito a tutela dello Stato italiano, non sta a lui individuare esplicitamente nuovi governi, ma alle forze politiche proporli e comunicare una possibile lista di ministri che, il Presidente della Repubblica può rifiutarsi di accettare in toto o in parte. Il rifiuto di Mattarella è proprio ciò che è accaduto a fronte del pressing politico e mediatico di Salvini di ottenere la nomina da parte del Capo di Stato sulla figura di Paolo Savona, papabile ministro dell’Economia e del tesoro, sostanzialmente il ministero più significativo in questa complessa situazione politica. Questa la sintesi sulle vicende degli ultimi dieci giorni.

Alcuni hanno, però, scritto che è indicativo di come si preferisca discutere del nome dell’Economia invece che di quello dell’Interno (Salvini) che, stando al programma siglato qualche giorno fa vorrebbe giocare con i diritti individuali, il problema è che né l’economia e né i diritti sono negoziabili, ma sulla prima rischiamo di giocarci la casa e la famiglia, mentre sulla seconda vi sono lobby disposte a giocare con i diritti che solo l’Europa e i trattati internazionali riescono a gestire. In termini politici – quindi fuori dai social ove chi l’ha scritto cerca più i like che la riflessione – è fondamentale non cadere nella trappola politica di una classe dirigente che sui social e sulle realtà alternative si è costruita, una trappola che porta proprio a dividere sui temi e giocare sui nomi delle persone come se tutti facessero parte di un grande scacchiere senza responsabilità. Mattarella ha dunque dovuto porre dei limiti ai partiti per tutelare l’interesse pubblico, e non potendo estromettere Salvini – segretario della Lega, così delegittimandola politicamente, ma rafforzandola elettoralmente – ha cercato di contrastarlo sul complesso tema economico dell’economia, dove Savona rappresenta un vecchio ministro dei governi Ciampi prima europeista e oggi scopertosi anti-europeista: L’unico sacrificabile, in una lista di nomi pressoché sconosciuti pure alle persone stesse della lista stessa. Il Presidente Mattarella ha pertanto cercato solo un modo di giocarsi una partita nel nome dell’interesse pubblico, rispetto a leader politici interessati a evitare il governo come la peste per non sacrificare l’enorme consenso accumulato e agire fuori dai limiti e dalle responsabilità che i ruoli istituzionali richiedono.

Per intenderci: è come essere a lavoro, avere quello che ti osserva e grida sempre che non tu non sia capace a fare nulla professando le sue qualità e che se fosse al tuo posto lo farebbe meglio, ma quando invitato a farlo si ritira dicendo che lo stai insultando. È capitato a tutti, e la situazione della classe dirigente politica attuale è questa: Nessuno vuole responsabilità e tutti vogliono i piaceri della campagna elettorale.

Proprio in merito a quest’ultimo punto più che divertire questo epilogo di inizio III Repubblica sembra mostrare in chiare vesti pleonastiche il tracollo sociale e politico di una classe dirigente che di tale ha solo più il nome, poiché completamente sprovvista di direzione e, soprattutto, di idee politiche: Un’accozzaglia di individui tesi a rimanere ancorati a un clima di instabilità e di perenne campagna elettorale per non perdere non tanto la poltrona, ma la prima pagina dei giornali, che si è scoperto rendere di più degli incarichi istituzionali, liberandosi da tutti i vincoli morali e sociali che questi comportano.

Non mi si dica poi che solo la politica sia così, non ditelo in particolare, da sinistra-sinistra, perché i vostri contatti con la realtà si limitano alle pagine social che gestite, poiché quella che vedete è esattamente la massima rappresentazione di un popolo, che già prima del 4 Marzo, ha perso ogni interesse per il bene pubblico e per la res publica, lasciandosi trasportare dal clima di irrequietezza in cui si ama sguazzare per essere sostanzialmente liberi di legittimare qualsiasi rigurgito di idea politica o di comportamento sociale. È quindi facile prendersela, anche per le ragioni già precisate, con l’unico chiamato ad avere “sale in testa” per ruolo istituzionale e civile, ossia Mattarella che sì, potrà aver sbagliato qualche mossa, ma ha agito entro i limiti della Costituzione formale e materiale (politica). Se poi voleste credere altro, fatelo, ma difficilmente sarà la realtà, a meno che non lavoriate così bene sui social, i media e il pubblico per creare la vostra personale fattispecie e renderla reale.