E’ bastato poco. Anzi nulla. Nulla come le cose che si sapevano.

Un carabiniere in borghese durante una operazione antidroga è stato ucciso da un ragazzo americano. Questo è al momento l’unico dato certo. Per tutto il resto – movente, successione dei fatti,ecc – serve il tempo delle indagini. Oppure potete fare come hanno fatto politici, vip, scrittori, persone comuni e decidere da voi cosa è successo. La post verità personale.

Ormai vale tutto.

Al carabiniere gli potete mettere addosso la divisa, potete farlo circondare da 4-5 persone, fargli salvare la vita del collega, potete farlo morire in una imboscata. Il suo assalitore può essere magrebino, pakistano, arabo, africano, negro, ebreo, meridionale, terrone, persino iscritto al PD. Potete decidere che sia stato uno scambio di persona, una rissa, un’azione premeditata, una vendetta.

Ormai vale tutto.

La verità, la realtà, non interessa più a nessuno. Ecco, magari ai famigliari del ragazzo morto si. A qualche persona con ancora un rimasuglio di umanità anche. Agli altri no.

La verità non fa prendere i “like” tanto quanto una bella fake news, un post accalorato contro un nemico invisibile o inesistente, un insulto verso chi si considera diverso. Questo pezzo non prenderà i like e non genererà le stesse condivisioni di un pezzo uguale main cui do la colpa a generiche persone scure di pelle. Non leggerete (probabilmente) commenti qua sotto. Scrivessi che invece chi ha ucciso il carabiniere ha fatto bene, che si è solo difeso o che per ogni carabiniere morto ci sono cento Cucchi, Aldrovandi o Uva, farei decine di commenti.

Se mi impegnassi riuscirei tranquillamente a farmi condividere da Salvini, dalla Meloni o, nel peggiore dei casi, dai fascistelli del paese, quelli che commentano sempre con le emoticon di Katniss di Hunger Games perché fa il saluto romano.

Potrei collegare la cosa a Bibbiano, finalmente qualcuno ne parlerebbe. Sarebbe un capolavoro e sono quasi certo che qualcuno ci sta lavorando, un Donadel o un Saolini a caso. Gente che con l’ignoranza delle persone ci fa i soldi e, trasformandola in odio, regala voti ai politici che meglio intercettano questo odio.

Ormai vale tutto.

Paradossalmente tutta questa vicenda gira intorno all’ignoranza. I due ragazzi che hanno ucciso il carabiniere non sapevano che davanti a loro ci fosse un membro delle forze dell’ordine. I carabinieri non sapevano che davanti a loro avevano due ragazzi strafatti. Così come i carabinieri che sono intervenuti subito dopo il fatto non sapevano che i due che scappavano dopo aver commesso l’omicidio fossero americani e non magrebini. La Meloni non sapeva che i carabinieri si erano sbagliati sulla nazionalità dei colpevoli. Salvini non sapeva che non erano immigrati “classici” ma stranieri in vacanza. I giornalisti non sapevano cos’era successo ma ci hanno scritto sopra ugualmente. Le pagine social di news di destra non sapevano quanto successo avrebbero avuto le loro news frammentarie e con un colpevole inesistente. I lettori non sapevano di star dando inizio ad una campagna d’odio contro persone che non erano fisicamente presenti sulla scena del crimine.

O forse tutti sapevano che, alla meglio, erano ipotesi fatte un po’ in fretta o, alla peggio, erano notizie date in malafede. Il rischio valeva comunque l’appagamento per qualche like sui social.

Ormai vale tutto.

Questa volta il fatto è grave. O, almeno, più grave del solito. Siamo abituati alle fake news, alle notizie “imbellite”, all’ignoranza dilagante. Non siamo abituati che un fatto di mera cronaca, una cosa che poteva e potrà capitare ancora in futuro, si sia trasformata così velocemente in un odio così puro. Odio che stava diventando tangibile, lo si poteva vedere e sentire per le strade. Fortunatamente la verità reale sta venendo velocemente a galla e un po’ mitiga il resto. Ma quegli articoli pieni di scemenze inventate, scemenze pericolose, formule alchemiche per trasformare l’ignoranza in odio, sono ancora lì, visibili a tutti negli archivi eterni di internet. Materiale che genererà ancora, per chissà quanto, introiti e profitti e farà ingolosire decine di copywriter, pagine social e gestori vari. Quello che è stato un caso potrà diventare, se non la norma, una cosa molto frequente.

Perchè ormai vale tutto.