Mi sono approcciato a questo nuovo spin-off di Star Wars con delle aspettative molto basse. I problemi legati alla produzione del film – ma ultimamente quale film Disney non ha grossi problemi in produzione – avevano smorzato un già mediocre entusiasmo per la pellicola. La coppia di registi scelta inizialmente (Phil Lord e Christopher Miller, registi di Piovono polpette e Lego Movie) è stata sostituita in corsa con Ron Howard e all’attore che interpreta il giovane Han Solo, Alden Ehrenreich, è stato imposto un acting coach perché ritenuto poco capace a interpretare il ruolo. Nota curiosa: Ehrenreich nel film Ave Cesare interpreta proprio un giovane attore bravo nelle scene d’azione da cowboy ma incapace a recitare. Le coincidenze, a volte.
Già questi due segnali mi avevano fatto temere per il peggio nonostante il precedente spin-off Rogue One non fosse così malvagio, tutt’altro. Purtroppo non mi sbagliavo.
Come sempre evito gli spoiler e di parlare troppo della storia.
Il film è, a voler essere buoni, molto mediocre. La storia parla di come Han Solo è diventato quello che conosciamo ma ci riesce solo in parte. Tralasciando l’agghiacciante genesi del suo nome (che spero si sia trattato di una forzatura nel doppiaggio italiano), quello che ci viene mostrato è un Solo molto annacquato, a cui manca quel guizzo guascone tipico del personaggio. La trama di certo non aiuta e di sicuro l’interpretazione è davvero molto mediocre. Se davvero questo è il meglio che sono riusciti ad avere pur con l’aiuto, non oso immaginare com’era senza coach. Stesso discorso vale per Emilia Clarke, il cui personaggio nonostante un background molto interessante riesce ad essere piattissimo. La bella Clarke sullo schermo del cinema fatica davvero tanto e sembra una lontana parente della madre dei draghi di Games of Thrones. Riprova ne è che i comprimari spiccano notevolmente sui protagonisti. Beckett (Woody Harrelson), Lando Calrissian (Donald Glover) e il villain Dryden Vos (Paul Bettany) pur non venendo minimamente approfonditi nel corso del film riescono meglio in tutto. Più carisma, più emozioni, più interessanti. Persino Chewbecca è meglio dei protagonisti ed è un “pupazzone” che si esprime con i classici suoni gutturali.
La trama è molto prevedibile e i colpi di scena sono veramente telefonati. Persino il finale, che dovrebbe essere nelle intenzioni un susseguirsi di momenti inaspettati, è ampiamente prevedibile. Per fortuna ci sono almeno due-tre momenti che sono ben costruiti e resi ottimamente e donano quel giusto senso di epicità alla storia del film e a quella personale del personaggio di Han Solo. Bastano a risollevare il film? Dipende. Per me no, per qualcun altro magari si.
Ci sarebbero anche altri elementi della trama abbastanza negativi ma, come al solito, è impensabile parlarne in quest’epoca no-spoiler. Gli amanti degli easter-egg avranno di che divertirsi, i fan duri e puri della saga e dell’universo espanso, un po’ meno.
Il lato tecnico è assolutamente in linea con quello che ci si aspetta da un film di questo calibro. Effetti speciali riusciti, creature bizzarre e divertenti, pianeti interessanti. Unica pecca il film è scuro o in penombra praticamente sempre (a me ha dato quasi fastidio). Sul lato della regia è difficile capire cosa abbia ereditato Howard e cosa ci sia di suo. Leggenda vuole che le lunghe parti dialogate in primo piano siano il lascito della coppia iniziale e che tutto il resto sia stato rigirato da lui. In parole povere: i momenti meno riusciti sono degli altri, le parti buone sono le sue. In ogni caso pur senza guizzi particolari, le scene sono ben raccontate e visivamente appaganti.
Visto che purtroppo non c’è molto altro da dire, rubo un po’ di spazio per parlare di un aspetto che mi ha colpito parecchio all’uscita del film. Normalmente quando esce un qualsivoglia film di Star Wars, escono anche molte recensioni, soprattutto legate alla galassia “nerd”. Questa volta, invece, ho notato che è stata un po’ una gara a parlarne il meno possibile. Forse perché in pochi si sono osati a parlarne onestamente e a voler trovare del buono in questo film si fa fatica. Ecco, mi è dispiaciuto. Al netto delle critiche troppo entusiaste o troppo negative, che sicuramente nascono da pregiudizi in uno o nell’altro senso, mi chiedo in molti che film abbiano visto. Va bene che è parte della galassia Star Wars ma non bisogna farselo piacere per forza.
Polemiche a parte, è stato il primo film Disney in cui sono uscito dalla sala annoiato e con me anche tutti i ragazzini presenti. E siccome i film a marchio Disney (e ormai sono davvero tanti i franchise in mano a Topolino e soci) stanno subendo delle modifiche, anche sostanziali, proprio in virtù del nuovo target di pubblico, io qualche domanda inizierei a farmela. Perchè sarebbe davvero bastato un po’ di coraggio in più (e forse una diversa scelta in fase di casting) per realizzare un film più che godibile.
Questo spin-off si è dimostrato una mezza delusione e sicuramente un’occasione persa. Vedremo cosa tireranno fuori dai prossimi anche se con il personaggio di Obi Wan Kenobi rischiano di addentrarsi in un campo ancor più minato e con Lando il rischio macchietta è decisamente alto.
Che la forza scorra potente nei produttori! E sceneggiatori. E registi. E attori. E pupazzoni. Insomma, speriamo in bene.