Domenica 4 Marzo sarà la giornata del trionfo della corruzione e del populismo. No, non stiamo parlando delle elezioni politiche italiane, ma dell’annuale cerimonia degli Oscar , giunta quest’anno alla sua 90esima edizione.
Si lo so, forse siamo stati un po’ troppo drastici, ma si fa per scherzare. Purtroppo, come ogni anno, i film più belli usciti sul mercato, alla cerimonia degli Oscar non ci arrivano, ma bisogna dire che tra una commercialata e l’altra qualcosa di carino nelle cinquine finali ci è arrivato.
Vediamo quindi chi sono gli Idealvincitori di quest’anno, ovvero non i film di cui pronostichiamo la vittoria, ma quelli che secondo noi meritano di portarsi a casa la statuetta.
Ricordiamo che il nostro, a differenza di quello dell’Academy è un giudizio sincero, oggettivo e superpartes. Ed è per questo motivo che non assegneremo alcun premio a The Shape of Water.

Miglior film: Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Una dark comedy con i fiocchi. Divertente, cinica, spietata e riflessiva. Attori in stato di grazia accompagnati da una sceneggiatura e una messa in scena impeccabili. In un periodo come questo, in cui il tema della giustizia fai da te continua ad essere un grande problema americano, è il film giusto al momento giusto. Certo non cambierà lo stato delle cose nella politica USA, ma rimane uno dei film più belli di quest’anno.

Miglior regia: Christopher Nolan (Dunkirk)

Il mondo si divide tra chi lo considera un genio e chi un sopravvalutato. Non credo che Nolan sia un genio, ma non credo neanche che sia sopravvalutato. Forse non sarà Kubrick, ma Nolan è un ottimo comunicatore di emozioni (che poi sarebbe il compito del regista) e con Dunkirk è riuscito a fare un lavoro magistrale. Non solo ha reinventato il genere bellico, ma ha offerto a noi spettatori un’esperienza nuova e potente. Che può piacere o no, ma non è questo il punto.

Miglior attore protagonista: Gary Oldman (L’ora più buia)


La domanda è: Daniel Day-Lewis merita di vincere il suo quarto oscar e diventare l’attore più premiato di tutti i tempi? Si, non ci sono dubbi. Ma c’è anche un altro attore che ha segnato in maniera significativa il cinema moderno e ha visto ben pochi premi. Il film su Churchill, costruito interamente attorno alla recitazione di Oldman, proprio con l’intento di portarlo alla vittoria dell’oscar, non è sicuramente un capolavoro in quanto non propone nulla di nuovo rispetto al classico film biografico hollywoodiano. Ma Oldman è superlativo, come sempre. E diamogliela questa prima statuetta.

Miglior attrice protagonista: Margot Robbie (I, Tonya)


Frances McDormand è meravigliosa e l’interpretazione di Sally Hawkins è una delle poche cose salvabili in La forma dell’acqua. La sfida in questa categoria è senza dubbio la più interessante di questa cerimonia, ma mentre la McDormand l’oscar lo ha già vinto, La forma dell’acqua proprio non si merita nulla per una questione di principio. Imbruttita (parolone) per interpretare al meglio la famosa pattinatrice americana, Margot Robbie abbandona completamente il ruolo di femme fatale che ha portato avanti in quasi tutti i suoi film e riesce a dimostrare (ancora una volta) tutta la sua bravura.

Miglior attore non protagonista: Sam Rockwell (Tre manifesti a Ebbing, Missouri)

Sia Sam Rockwell che Woody Harrelson hanno regalato interpretazioni superlative in Tre manifesti a Ebbing. Ma Rockwell forse ha dato qualcosa in più, probabilmente perchè a lui è affidato il ruolo più complesso di tutta la pellicola. Sam Rockwell è un attore stratosferico e, a mio avviso, troppo sottovalutato.

Miglior attrice non protagonista: Allison Janney (I, Tonya)

Il cuore del film I,Tonya è il rapporto tra la protagonista e sua madre. Se da una parte abbiamo già detto che Margot Robbie funziona benissimo, dall’altra dobbiamo dire che Allison Janney è meravigliosa.
La madre che nessuno vorrebbe mai avere. E la interpreta benissimo.

Miglior sceneggiatura originale: Jordan Peele (Scappa – Get Out)

Probabilmente neanche i produttori se lo immaginavano che Get Out sarebbe arrivato a giocarsi l’Oscar, soprattutto quello a miglior film. E invece, zitta zitta e in sordina, la pellicola di Jordan Peele (candidato anche per la regia) è arrivata dove nessuno sperava. Non è una storia perfetta, ci sono dei difetti. Ma si tratta di un film coraggioso, non scontato e innovativo, che prova a rielaborare i canoni classici del cinema horror. Un bell’esperimento. Riuscito.

Miglior sceneggiatura non originale: James Ivory (Chiamami col tuo nome)

Luca Guadagnino ha confezionato un bel film. Non abbastanza bello per trionfare nelle altre categorie, secondo me, ma è un film che funziona. La storia è bella, non banale, non retorica e il monologo finale del padre del protagonista è molto intenso. Molto interessante anche la scelta di girare il film mischiando diverse lingue, ambientandolo in una romantica Italia anni ’80. Almeno il premio alla sceneggiatura glielo diamo, poi se dovesse trionfare anche nelle altre categorie, da italiani non possiamo che non esserne felici.

Miglior fotografia: Roger A.Deakins (Blade Runner 2049) 

La fotografia di Deakins è la cosa più bella di Blade Runner 2049. E dire bella è quasi un insulto. Questa è la quattordicesima nomination per Deakins e nessun Oscar vinto. Andate a guardarvi la sua filmografia su Wikipedia e ditemi se non è un mondo ingiusto

Miglior montaggio: Lee Smith (Dunkirk) 

C’è poco da dire, quello di Dunkirk è il montaggio più bello che abbia mai visto.

Parole a caso sugli altri film in gara

Il filo nascosto

Paul Thomas Anderson fa un altro cinema. Vive su un altro pianeta rispetto a tutti gli altri registi. Meriterebbe senza ombra di dubbio un riconoscimento, ma forse meriterebbe di entrare in quella cerchia di geni (Welles, Kubrick, Hitchcock, Chaplin) che l’oscar non lo hanno mai vinto. Il Filo Nascosto è un opera non convenzionale, pulita ed elegante. Un cinema d’altri tempi che in pochi riusciranno ad apprezzare. Un degno saluto per un mostro sacro come Daniel Day-Lewis che ha annunciato il suo ritiro dalle scene

 

 

 

Logan

Nessun cinecomic era mai riuscito a conquistare una candidatura in una categoria non tecnica. Ma Logan non è un film di supereroi ed è per questo motivo che il suo nome risulta tra i candidati per la miglior sceneggiatura. Nel panorama nauseabondo dei film Marvel e DC, Logan si differenzia da tutti gli altri e Hugh Jackman è il perfetto protagonista per un’opera cupa e introspettiva

 

 

 

La forma dell’acqua

Il fatto che sia dichiaratamente una fiaba non giustifica 13 Nomination. Bello tecnicamente, ma finisce lì. Niente anima, scontato, banale e prevedibile. Che poi, se fosse finito un minuto e mezzo prima sarebbe stato decisamente più interessante.

 

 

Hans Zimmer

Un uomo che non ha nulla da invidiare a Mozart. La colonna sonora di Dunkirk è certamente l’aspetto che fa la differenza. Diamoglielo questo Oscar, per favore.