Mancano pochi giorni al 28 Febbraio quando, al Dolby Theatre di Los Angeles, verranno premiati i film della passata stagione hollywoodiana. Revenant e Mad Max: Fury Road sono tra i favoriti, ma ecco chi secondo noi meriterebbe di portarsi a casa la statuetta. Perché dovrebbe essere importante il nostro parere vi starete chiedendo? Semplicemente perché a differenza dell’Academy noi non abbiamo ricevuto alcuna pressione da parte dei produttori e di conseguenza ci sentiamo in grado di dare un giudizio sano e oggettivo. Fosse dipeso da noi, infatti, Matt Damon e The Martian alla cerimonia non ci sarebbero mai arrivati.

MIGLIOR FILM:  Room

ROOM

Nella passata edizione Birdman si presentava alla cerimonia con i favori del pronostico e per distacco si confermava il miglior film dell’anno. Quest’anno la scelta è di quelle difficili. Tra tutte queste super acclamate pellicole premierei il claustrofobico Room, di una potenza emotiva notevole, girato e recitato magistralmente. Luca Cassella

E’ ora che l’Academy cominci a prendere in considerazione anche i film indipendenti, perché ormai i lavori più interessanti si trovano tra quelli. Sarebbe dovuto accadere l’anno scorso con Boyhood, speriamo che avvenga quest’anno con Room, un film bellissimo, intenso ed emozionante che tratta una tematica, purtroppo, sempre attuale.  Massimiliano Manzo

 

MIGLIOR REGIA: Alejandro González Iñárritu (Revenant)

Alejandro_González_Iñárritu

Film maestoso quello di Inarritu, che si conferma nuovamente maestro della cinepresa e del piano sequenza. Il regista lascia leggermente da parte lo sviluppo narrativo ma sforna un altro capolavoro dal punto di vista estetico e visivo; perfette alcune scene, come la ripresa della battaglia iniziale tra i nativi americani e i cacciatori di pelle. Settima arte! Luca Cassella

Da dieci anni a questa parte Innaritu è uno dei migliori registi in circolazione e, probabilmente, avrebbe dovuto vincere una statuetta per ogni film. Quello che rimane in testa dopo i titoli di coda di Revenant sono i lunghi e strettisimi piani-sequenza sui volti degli attori, le ottiche che si appannano, i lenti movimenti di macchina che portano lo spettatore a perdersi all’interno di un paesaggio ostile e inesplorato. La scena in cui l’orso attacca il protagonista è da pelle d’oca. Massimiliano Manzo

 

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA: 

Leonardo DiCaprio (Revenant) / Michael Fassbender (Steve Jobs)

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Dopo aver vinto Golden Globe e BAFTA si appresta finalmente a metter le mani sull’ambito Oscar che da troppo tempo rincorre. Nei panni dell’esploratore e cacciatore Hugh Glass, DiCaprio riesce a trasmettere emozioni estreme, al limite dell’umano, con un’interpretazione quasi del tutto fisica. Finalmente ci siamo!  Luca Cassella

Vincerà DiCaprio ed è giusto così, ma Michael Fassbender nelle vesti di Steve Jobs è semplicemente monumentale. Nell’arco di pochi secondi passa dal farsi amare all’essere odioso, dal genio assoluto alla figura dell’uomo che ha saputo usare (e sfruttare) le grandi menti che aveva intorno. Ambiguo come il fondatore della Apple, anche Fassbender è uno di quelli che la statuetta avrebbe dovuto portarsela a casa già da tempo. Massimiliano Manzo

 

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA: 

Brie Larson (Room) / Cate Blanchett (Carol)

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Attrice semi-sconosciuta ai più, in “Room” interpreta la parte di una madre segregata in una minuscola stanza e costretta a crescere il figlio in una situazione a dir poco drammatica. Parte del successo di questo film si deve sicuramente all’intensità della sua interpretazione e all’evoluzione emotiva del suo personaggio. Luca Cassella

Nelle vesti dell’affascinante Carol, sfoggia ancora una volta tutta la sua eleganza e bravura. E’ vero, tre Oscar nella carriera di un attore sono tanti e forse sarebbe giusto lasciare spazio ad altri. Ma se c’è un attrice che merita di raggiungere il record di statuette di Katharine Hepburn è senza dubbio Cate Blanchett. Semplicemente meravigliosa. Massimiliano Manzo

 

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: 

Sylvester Stallone (Creed) / Tom Hardy (Revenant)

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Anche qua la scelta risulta veramente difficile, date le ottime interpretazioni di tutti gli attori presenti in questa categoria. Darei la preferenza a un veterano del grande schermo come Sylvester Stallone che torna a vestire in maniera impeccabile i panni di Rocky quasi 40 anni dopo il primo, grande, successo. Luca Cassella

Nonostante i piani sequenza, la fotografia, il trucco, la scenografia e i grugniti di DiCaprio, se non ci fosse stato Tom Hardy Revenant non sarebbe stato lo stesso film. È il suo controverso personaggio, a metà tra l’eroe e il villan, che dà una marcia in più al film di Innaritu.  Massimiliano Manzo

 

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Rooney Mara (Carol)

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Candidata a sorpresa tra le non protagoniste, forma, con Cate Blanchett, una coppia a dir poco perfetta. Prova superba quella delle due attrici che solo attraverso sguardi, movimenti e respiri riescono nell’intento di comunicare in maniera profonda tutte le emozioni che caratterizzano la loro reciproca passione. Luca Cassella

Da una parte vi è la straordinaria Jennifer Jason-Leight, unica donna che viene massacrata di botte nella violenta e maschilista nascente America disegnata da Taratino e dall’altra l’incantevole Rooney Mara. Premierei quest’ultima. Con la forza dello sguardo riesce a fare innamorare non solo Cate Blanchett, ma tutti quanti gli spettatori.  Massimiliano Manzo

 

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: 

Joel e Ethan Coen (Il ponte delle spie) / Peter Docet e Ronnie del Carmen (Inside Out)

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Ritmo lento ma incalzante, dialoghi importanti e densi di significato per questo thriller ambientato durante il periodo della Guerra Fredda; momenti di grande intensità narrativa quando di fronte si trovano l’avvocato Donovan (Tom Hanks) e la presunta spia russa Rudolf Abel (Mark Rylance). Spielberg e fratelli Coen. Basta già questo per far sì che questa pellicola sia di quelle imperdibili per gli amanti del grande cinema. Luca Cassella

Aaron Sorkin, con Steve Jobs, ha forse scritto una delle migliori sceneggiature degli ultimi anni. Ma non è stato nominato. E allora sarebbe il caso di premiare la seconda miglior sceneggiatura della stagione, quella di Inside out. Affrontare in maniera così semplice il complesso mondo delle emozioni umane senza cadere nel banale era impossibile. Ma evidentemente in casa Pixar la parola impossibile non esiste.  Massimiliano Manzo

 

MIGLIOR FOTOGRAFIA: 

Emmanuel Lubezki (Revenant) / Robert Richardson (The Hateful Eight)

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Ottava candidatura e probabilmente terza vittoria in arrivo per Lubezki. A prescindere dal genere cinematografico su cui lavora si conferma grande artista; dopo Gravity e Birdman il direttore messicano dovrebbe conquistare la sua terza statuetta in tre anni consecutivi, alla sua seconda collaborazione con Inarritu. E’ anche grazie al suo lavoro, infatti, che lo spettatore riesce a immergersi completamente nelle atmosfere e nei gelidi paesaggi che circondano i nostri protagonisti. Luca Cassella

Sfida tra titani in questa categoria, soprattutto per la presenza di due mostri sacri come Richardson e Lubezki. Ma la decisione di utilizzare il formato panoramico all’interno di una stanza fa sì che la scelta cada su Richardson. Nella versione proiettata in pellicola il contrasto tra i colori caldi della locanda e quelli freddi della tempesta è di una bellezza incredibile. Per non parlare dei primi piani sugli attori, i cui volti sporchi di sangue e sudore richiamano meravigliosamente i western italiani anni ’60. Dispiace per Roger Deakins (Sicario) nuovamente a bocca asciutta dopo 13 Nomination. Altro che DiCaprio. Massimiliano Manzo

 

Menzioni speciali

Menzione d’onore per l’ennesimo capolavoro scritto dal maestro Ennio Morricone per l’ottavo film di Quentin Tarantino The Hateful Eight e per il grande successo di Inside Out sicuramente uno dei migliori film d’animazione degli ultimi anni. Da tenere d’occhio il film inchiesta Il caso Spotlight e la sorpresa Mad Max: Fury Road, candidato in ben 10 categorie. Luca Cassella

Da tenere in considerazione La grande scommessa, uno dei film più interessanti di quest’anno. Nonostante le due ore di inseguimento di Mad Max:Fury road siano degne di nota l’utilizzo, ne La grande scommessa, di un montaggio rapido, serrato e comico per un film così tecnico e drammatico è stata una vera e propria scommessa. Vinta alla grande. Massimiliano Manzo