Justin-e-i-cavalieri-valorosi-trailer-italiano-del-cartoon-spagnolo-prodotto-da-Antonio-Banderas-2In questi giorni ho avuto modo di vedere un cartone animato a me completamente sconosciuto e ne sono rimasto colpito. Attenzione, non che fosse un grande capolavoro del cinema, nemmeno dal punto di vista della storia. Ma forse proprio perché non avevo aspettative non avendo visto né trailer né letto tantomeno trama e recensioni, mi ha lasciato soddisfatto della visione. Non penso sia un “cartone” da vedere al cinema, ma questa opinione la potrei allargare alla maggior parte dei film d’animazione o semplicemente film che la programmazione delle sale offre nella maggior parte dei casi.

Può anche darsi che sia un discorso legato al fatto che per “andarsi a vedere un cine”, come si diceva qualche anno fa, i costi siano diventati esorbitanti e il servizio sia davvero peggiorato. Al cinema non ci si va più come ci andavano le persone fino ai primi anni 2000. Parla una persona che, per questo, a casa sua ha deciso di installarsi una parabola Sky per poter vedere qualcosa di decente in televisione nei pochi momenti della giornata in cui la si accende. Molte persone condividono la mia situazione: si lavora tutto il giorno e si arriva a casa la sera. C’è chi decide di avere un decoder a pagamento (Sky, Mediaset Premium e non so se ne esistano altri), chi si accontenta del digitale terrestre e chi rinuncia alla tv, magari “arrangiandosi” con un buon computer che naviga su internet con agilità.

Trovandomi però sul mio divano verso l’ora di pranzo e non in una sala con altre 349 persone in prima serata, ho accolto la proposta che in questo caso Sky Cinema mi ha offerto, guardando “Justin e i cavalieri valorosi”, la cui trama è pressoché questa: la storia ha luogo in un regno fantastico, nel quale il posto dei valorosi cavalieri è stato preso dai burocrati. Qui vive un ragazzo, Justin, figlio del primo consigliere della regina, che viene indirizzato dal padre a intraprendere l’avvocatura così da seguire la carriera paterna. Justin sogna invece di diventare un cavaliere e ripetere le gesta del suo valoroso nonno, morto con onore per il regno e per questo cercherà di intraprendere la lunga e dura impresa da compiere per diventare cavaliere. Se è immancabile la dama (bionda ovviamente) a cui dedicare la suddetta impresa, ci sarà anche spazio per il mago con una doppia personalità (meravigliosamente doppiato da Pino Insegno a mio umilissimo parere) e l’aggiunta di altri simpatici e riusciti personaggi.

Guardando questo film d’animazione, per usare il giusto linguaggio, ho avuto la sensazione di rivedere un cartone della Disney, tipo “La spada nella roccia”. E’ stato molto scorrevole da vedere, piacevole, semplice e lineare, senza strani esseri volanti parlanti o simili e soprattutto con temi molto molto attuali. Il centro di tutto era nuovamente l’uomo, le sue emozioni e sensazioni, la nobiltà d’animo di un ragazzo così pura e smisurata da servire al proprio padre e a tutto il regno. Si sa che in questi “cartoni animati” c’è sempre una morale, come nelle favole che una volta ci leggevano i genitori (al posto di parcheggiare i bambini a guardare un maiale col naso all’insù) ed anche in questo c’era ed era chiara e semplice da leggere. E ce n’era più di una, così che a diverse età ognuno potesse vedere quella più adatta così come si deve fare.

Forse sto dipingendo troppo bene un paesaggio banale, ma non credo. Il fatto che Antonio Banderas abbia prodotto e doppiato questo film, non è una cosa scontata, e fa si che ciò che penso abbia una conferma. La semplicità delle cose è la chiave della loro riuscita. Penso ai messaggi delle fiabe riscritte dai fratelli Grimm, a quant’erano semplici da capire per un bambino, e penso poi alla complessità dei bambini di oggi, costantemente in overdose di messaggi più o meno sbagliati provenienti da ogni cosa su cui posino occhi. C’è bisogno di normalità al giorno d’oggi, quella che ho letto chiaramente in questo film.