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Il cielo è di tutti, Tasnim lo scrive sui muri. Lei è la sposa che da quasi un anno fa parlare i giornalisti e non solo. È la sposa che ha mosso un corteo nuziale da Milano alla Svezia. È una sposa per finta, ma di un viaggio vero, quello di 5 rifugiati palestinesi e siriani e raccontato dal docufilm Io sto con la sposa di Gabriele del Grande, Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry e di cui avevo già parlato in precedenza, prima che il film venisse presentato nella sezione Orizzonti – Fuori Concorso al 71° Festival del Cinema di Venezia e che vincesse, tra gli altri, il premio Human Rights Nights Award per il Cinema dei Diritti Umani; prima che 2617 donatori ‘dal basso’ finanziassero il progetto, raccogliendo 98mila euro.

Io sto con la sposa è iniziato come una battuta, è diventato idea, poi sogno, poi progetto, viaggio, ed infine un docufilm, uscito il 9 ottobre nelle sale italiane. Ho incontrato uno dei tre registi, Antonio Augugliaro, durante la presentazione e proiezione del film a Padova, che così ha raccontato: “Dentro di noi avevamo una fortissima esigenza di fare qualcosa, al di là della compassione che un pochino autoassolve. E così un pochino scherzando un pochino ridendo è venuta fuori l’idea della sposa, perché chi controllerebbe mai una sposa alla frontiera? E da lì siamo riusciti a organizzare 5 macchine, siamo riusciti ad attraversare 5 stati e 23 persone”.IMG_0720

Io sto con la sposa non racconta solo il viaggio, o meglio, il corteo nuziale che da Milano raggiunge Ventimiglia, passando per un sentiero abbandonato arriva in Francia e poi in Lussemburgo, per raggiungere la Germania e ancora Copenaghen, e poi finalmente la Svezia, finalmente la meta. Racconta le storie, i sogni, la disperazione e la paura, la rabbia che vivono coloro che salgono su un barcone sulle coste africane e se son fortunati arrivano in Italia. “Esiste una legge morale che ci impedisce di pensare che delle persone debbano per forza morire in mare”, ha commentato il regista, esiste chi come lui è andato incontro a questa legge rischiando molto ed esiste chi ha deciso e decide da stare dalla parte della sposa.

Io sto con la sposa mi ha fatta emozionare non appena ho sentito parlare in arabo ed ho riconosciuto quelle poche parole che ho imparato in Giordania, non appena ho visto gli occhi di Manar che assomigliano così tanto a quelli di un ragazzino del Gaza Camp, che come lui sogna di tornare in Palestina ma che la Svezia non sa nemmeno dove sia. Mi ha emozionata perché  il cielo è veramente di tutti ed anche io sto con la sposa.IO_STO_CON_LA_SPOSA_poster_70x100_0

Qui potete trovare le date dalle prossime proiezioni, non perdete l’occasione.