Prima di iniziare a dire qualunque cosa sul film, devo fare un mea culpa. Nei mesi scorsi mi ero un po’ arrabbiato con alcuni “critici”, quelli che io considero youtubers mancati più che veri e propri giornalisti. Dopo Cannes e dopo le preview per gli addetti ai lavori, avevo letto le recensioni e mi era parso che, come spesso accade con le opere di Tarantino, ci fosse una divisione un po’ aprioristica: chi il film l’aveva guardato e giudicato (bene o male non importa) in modo serio e strutturato da una parte, chi aveva difeso il film a prescindere perché di Tarantino non si può parlarne male MAI, dall’altra. C’era anche la terza fazione, quella più fastidiosa e al centro della mia insofferenza: i codardi. Quelli che avevano scritto recensioni così vaghe da non dire nulla, per non perdere like e interazioni nel caso il film si fosse rivelato un successo di pubblico.

Dopo aver visto finalmente il film, capisco (in parte) chi ha avuto difficoltà a tirarne fuori un parere spacciato per recensione, soprattutto se devi camparci di quei like sui social.

“C’era una volta…A Hollywood” è un film particolare, a prima vista molto poco “tarantiniano” – facendo più attenzione, però, si vedono chiaramente i suoi stilemi più famosi, dalle numerose inquadrature fetish sui piedi al montaggio, passando per la colonna sonora, come sempre incredibile e non scontata – e che sicuramente dividerà il grande pubblico come ha, di fatto, diviso la critica.

Non ha un vero genere di appartenenza, è un film sul cinema e sulla Hollywood degli anni sessanta. Una Hollywood idealizzata da Tarantino che la ricostruisce abbastanza fedelmente negli “esterni” e nei “props”, ma con la quale si prende diverse “licenze poetiche” su persone, situazioni e film. Allo stesso tempo è un film che trasuda amore per il cinema, un certo tipo di cinema e di genere, western su tutti. Ci mostra, in parte, il lavoro che c’è dietro, i registi e le loro scelte, gli attori e le loro insicurezze. E’ però ricco di tantissime citazioni e riferimenti, molto autoreferenziale, non solo verso i film di Tarantino ma anche verso Tarantino stesso che, soprattutto nel finale, scherza con se stesso e con il pubblico facendo un po’ “Tarantino che fa Tarantino sapendo di farlo”.

La trama, di fatto, è quasi nulla, non succede praticamente niente (o comunque molto poco) fino al finale. Un finale tanto divertente quanto prevedibile e che da un senso a quel “c’era una volta” nel titolo.

Tutto questo, ovviamente, potrebbe far risultare il film un bel po’ lento e pesante a tante persone, soprattutto agli amanti del cinema di Tarantino più action e cazzuto, con dialoghi memorabili (ma ci sono anche in questo) e scene dalla iperviolenza (e ci sono anche in questo). Personalmente, però, a me il film e corso via quasi da non accorgermene, anzi, dopo le 2 ore 40 mi sono ritrovato a volerne anche di più. Si vocifera di una possibile versione da 4 ore, della quale non mi stupirei poiché in alcuni momenti mi è sembrato (ma potrei sbagliarmi) che mancassero dei pezzi, che in fase di montaggio sia stato tolto qualcosa che io avrei visto molto volentieri.

Il film è sorretto da 3 attori principali che offrono una performance incredibile e, probabilmente, da Oscar. Di Caprio, Pitt e Robbie sono perfetti, bravissimi, immensi. Tre personaggi molto diversi, così umani e allo stesso tempo così extraterrestri e lontani come le stelle del cinema (o in questo caso le loro contro figure) sanno essere. Di Leonardo Di Caprio, in versione attore di film di genere ormai alla fine della sua carriera, e di Brad Pitt controfigura/tuttofare dal passato particolare, ne leggerete o ne avrete letto bene ovunque e con merito. Mi soffermo un attimo su Margot Robbie che nel ruolo di Sharon Tate è perfetta. Non solo per la sua bellezza estetica fuori scala ma per il modo in cui impersona la Tate e la rende viva nonostante non parli praticamente mai in tutto il film e l’unica volta che ha qualche battuta di fila, lei è fuori campo. Gesti, movimenti, balli e sorrisi sono magnifici e pieni di grazia.

C’è poi un esercito di comprimari che alza notevolmente il livello anche dei personaggi minori e che compaiono a volte una manciata di minuti o di secondi: Zoe Bell e Kurt Russell, Michael Madsen, Luke Perry, Timothy Olyphant e Al Pacino, per citarne alcuni.

Mia personalissima menzione d’onore va a Dakota Fanning nei panni di “Squeaky” e Margaret Qualley in quelli di “Pussycat”, due delle ragazze della Manson Family. Un “famiglia” che compare molto poco e della quale avrei voluto vedere molto ma molto di più. Il film infatti ha secondo me, ma non solo, il difetto principale nel dare per scontato che tutti sappiano cos’è stato l’omicidio di Sharon Tate e i suoi ospiti ad opera di alcuni ragazzi della comune di Charles Manson.

Il fatto di cronaca è in effetti molto famoso ma chi non ne sa nulla perderà completamente il senso di tensione che il film vorrebbe trasmettere mentre ci si avvicina alla data dell’evento. La storia, infatti, non fa nulla per crearlo ed è lo spettatore che se lo crea automaticamente, già sapendo cosa succederà. Manson compare pochi secondi e viene solo nominato in un paio di occasioni. Chi si aspettava di più rimarrà deluso.

Altra pecca del film, già ampiamente discussa online e fuori, è come vengono trattati due personaggi realmente esistiti: Bruce Lee e Steve McQueen. Sul primo se n’è discusso molto e, a parer mio, ne esce meno peggio di quello che si dice ma si sa, graffiare alcune icone sacre è sempre considerato un affronto mortale. Su McQueen non si è detto quasi nulla ma per me viene rappresentato molto peggio, comparendo poco e per dire poche battute che lo rendono un po’ un coglione invidioso. Non so, mi sono sembrate note stonate, soprattutto se paragonate al personaggio della Tate raccontato con tutta quella eleganza e rispetto.

In conclusione “C’era una volta…a Hollywood” è un buon film, diverso da quello che Tarantino ci ha abituati e che probabilmente piacerà a meno persone e per motivi tutto sommato condivisibili. Certo è che se vi piace il cinema, non solo inteso come film, ma anche per quello che ci gira intorno o volete vedere degli attori incredibili che recitano benissimo, questo film potrebbe piacervi molto di più della media.