Questo paese ha un problema ben più grave del coronavirus e porta il nome di “irresponsabilità politica”.

Un problema non strettamente riservato alla sola classe dirigente politica, ma esteso anche ai ruoli dei media che, di fronte a un rischio sanitario – con conseguente rischio di psicosi, già ampiamente dimostrato nelle settimane precedenti – diffondono una bozza del tutto preliminare su tutti i canali dando luogo a una paura estesa. Una bozza che doveva ancora essere sottoposta a concertazione con le regioni e scritta nella sua forma ultima, diramando così notizie parzialmente vere e non del tutto verificate. L’effetto di questa psicosi è stato quello di generare un affollamento delle stazioni e degli aeroporti con gente principalmente del Sud pronta a rientrare immediatamente nel paese natio pur di non rimanere nelle “zone rosse”.

Tutti sanno – con buona pace dei soliti personaggi dediti all’insopportabile retorica tipica di Sandro Curzi – che il Sud Italia abbia seri problemi di gestione dei servizi pubblici, specie della sanità, e che la diffusione del virus in tale zone comporterebbe un pericoloso aggravio della diffusione e capacità di contenimento del virus.

Al di là della sanità, però, vi e il potenziale pericolo derivante da un’enorme popolazione pronta a lasciare le zone di contenimento e spostarsi su tutto il territorio nazionale, con il rischio di dare luogo a una pandemia (attualmente non lo è perché circoscritta ad alcune zone del Nord e sotto controllo) che potrebbe portare al collasso questo paese e non solo.

Queste persone totalmente sprovviste di una morale e di senso di responsabilità hanno così deciso di ammassarsi nei grandi centri e partire per nuovi lidi dando luogo da un lato a un meta-rischio sanitario enorme e dall’altro sono venute meno al rispetto delle poche misure di contenimento richieste dalle autorità al rispetto da parte dei cittadini, aumentando così la possibilità di contagio.

Insomma le solite scene da film sugli zombie che dimostrano come i singoli, con le loro scelte che li porta erroneamente a considerarsi più furbi, danneggino gravemente la collettività portando il rischio estinzione.

Alla luce di tutto questo si può affermare che tali persone, dopo le scene del saccheggio dei supermercati, meriterebbero davvero il premio Darwin e l’umanità meriterebbe, magari, l’estinzione. Allo stesso modo si può dire che ciò che si ricorderà di questo periodo è la cialtronaggine della stampa nazionale che oramai da anni alimenta, unitamente alla parte peggiore della politica, psicosi, fobie di ogni tipo verso il prossimo e mala politica con strumentalizzazioni, retoriche indecenti e fake-news generando un clima infame nel paese e portando all’unica valida opzione: chiusura delle redazioni dei principali media con i giornalisti dentro e pogrom degli stessi.

Se siamo un paese bigotto, incoerente, superficiale e ipocrita lo dobbiamo soprattutto al pessimo livello della stampa nazionale.