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Il 27 marzo uscirà nelle sale cinematografiche il docufilm “Quando c’era Berlinguer”, prima prova alla regia di Walter Veltroni.

Chi era Enrico Berlinguer?

[A] un commissario;
[B] un francese;
[C] non lo so;
[D] non l’ho nemmeno studiato quindi è colpa del sistema scolastico.

Soluzioni: nessuna delle precedenti.

Non è semplice spiegare a parole chi era Berlinguer, ancor più per me che sono nato pochi mesi dopo la svolta della Bolognina. Ho la fortuna però di avere un padre che non ha problemi a definirsi comunista -se questa parola è legata alle persona di Enrico Berlinguer- e che è riuscito a trasmettermi quei valori legati alla figura del segretario del Pci.

Torniamo alla domanda. Chi era Berlinguer?

Un signore. Stimato da tutti. Basti pensare, per capire lo spessore individuale del personaggio, che a rendere omaggio alla salma del segretario andò persino Giorgio Almirante (fondatore e leader del Movimento Sociale), il quale spiegò «Non sono venuto per farmi pubblicità, ma per salutare un uomo estremamente onesto».

Berlinguer era innanzitutto un leader, riconosciuto all’interno del partito per la sua capacità di fare sintesi, di applicare quel ‘centralismo democratico’ che in soldoni si può sintetizzare con ‘ libertà di discussione, unità d’azione’, tutt’altra cosa rispetto alle logiche correntizie dell’attuale sinistra italiana. Considerato leader anche da chi compagno non lo era, per via della sua visione democratica della sinistra, un Partito Comunista per sua stessa ammissione «diverso».

Descrivere una figura del genere è un’impresa, mi faccio aiutare dalle parole di Walter Veltroni rilasciate all’Espresso:

«Berlinguer andava in televisione tre volte l’anno, non sarebbe stato un tipo da Facebook, né un tipo da Twitter. L’autorevolezza è andata perduta non solo nella politica, ma anche nel giornalismo e tra gli industriali. Siamo diventati una società di fratelli, non di padri: Berlinguer, invece, conquista sul campo il ruolo di padre».

Quando c’era Berlinguer esisteva l’ideologia, la passione politica, la visione d’insieme, erano chiari gli obiettivi, altissimo era il senso di responsabilità verso il Paese. C’era un partito, c’era un leader.

Caro Matteo, due consigli: piscia più corto e vieni al cinema giovedì sera, prendo io la macchina.