CARO ELETTORE MEDIO DELLA LEGA O DEL M5S (tanto ormai, che cambia?), caro sostenitore del ministro/papà, caro tu.

So che ci sei. Anche se hai smesso di urlare slogan ignobili, ti vedo commentare quasi con un filo di voce «Bravo, avanti così». Hai smesso di alzare la voce, non digiti più in stampatello, e non perché tu abbia rivalutato le tue idee, ma perché lo sai, lo vedi, che stiamo andando verso una deriva fascista che fino ad ora sentivi solo nei racconti dei nonni. Però si sa come vanno queste cose: portateli via tutti, finché non si tratta di me.

Ecco, proprio a te che ancora sostieni, seppur a fatica, che questo governo sia il cambiamento di cui abbiamo bisogno, lascia che ti ponga alcune questioni che da tempo non trovano risposta nella mia mente.

Cosa faremo dei 114mila e più irregolari che si andranno a creare con l’introduzione del decreto immigrazione? Bada bene, sto parlando di tutte quelle persone che ad oggi vivono regolarmente sul territorio italiano, con regolare permesso di soggiorno ottenuto dopo un iter burocratico tutt’altro che semplice, che lavorano qui, pagano le tasse qui e si sono ormai perfettamente integrati. Dove andranno, considerando che non esistono accordi con i Paesi d’origine per un possibile rimpatrio? Torneranno a fare vacanza in Libia? E poi, perché rimpatriarli se di fatto hanno ottenuto un permesso di soggiorno?

E di tutti i richiedenti asilo che verranno “accolti” in veri e propri centri di detenzione in attesa che qualcuno (chi?) dichiari la loro identità (e come, dato che la stragrande maggioranza di loro non ha documenti con sé?) cosa ne faremo? Rimarranno mesi e mesi senza poter studiare la nostra lingua -avendo eliminato la figura dell’insegnante di italiano- , senza poter lavorare -non avendo le conoscenze minime nemmeno per dire “buongiorno”-, senza qualcuno che gli spieghi a cosa stanno andando in contro, o qualcuno che li aiuti ad elaborare il trauma di quella vacanza super lusso che è stata la traversata dal loro continente al nostro. Finirà davvero così? E, una volta che non riusciranno nemmeno ad essere ascoltati perché il loro Paese non è “in lista” tra quelli considerati pericolosi (a Matté, ma nemmeno il Pakistan lo consideri pericoloso? Ma allora vale tutto!), che fine faranno?

Ho saputo poi che il Matteone nazionale ha accolto con gioia ipocrita 51 richiedenti asilo arrivati qui tramite i cosiddetti corridoi umanitari (programmi di trasferimento che permettono l’arrivo in aereo di soggetti migranti considerati particolarmente fragili). Immagino che necessiteranno di cure, di supporti psicologici importanti. Come avrà intenzione di gestire questa vulnerabilità, considerando che nessun centro di accoglienza disporrà più delle risorse economiche necessarie a garantire nello staff personale qualificato? Li faremo supportate dal custode? Ma sì, dai, tanto son negri.

Caro elettore medio, so che non avrai risposte sufficienti, so che ti limiterai a ripetermi la solita storia degli italiani senza lavoro, di quanto gli italiani all’estero siano sempre stati elementi esemplari, in grado di far amare la cultura italica in tutto il mondo. Magari mi dirai anche che non possiamo mica mantenerli tutti, che ad un certo punto basta.

Per favore, questa volta sforzati un po’ di più e prova a trovare una risposta reale, che non nasconda in sé la ormai nemmeno più tanto celata frase “perché valgono meno di me”. Perché altrimenti non mi lasceresti altra soluzione e sarò costretta a giudicarti esattamente quello che sei: uno stronzo.

Con (pochissima) stima,