12193558_10206314341349758_4019189559548075056_nLa disinformazione torna a colpire. E questa volta colpisce e affonda pienamente la razionalità e l’oggettività, creando non pochi danni all’interno della nostra società, ormai fatta di gente che non aspetta altro che abboccare ad allarmismi esagerati. Da un paio di giorni, infatti, non si fa altro che parlare della notizia del secolo divulgata dall’Oms: la carne rossa, in particolare la carne lavorata – per essere più chiari salsicce, würstel, carne tipica dei Fast Food, affettati prodotti per avere una scadenza più tardiva, carne sottoposta a salatura, essiccatura, affumicatura e lavorata con conservanti ecc – è tanto cancerogena quanto il tabacco, l’alcol, l’arsenico e l’amianto.

La scoperta dell’acqua calda in pratica, perché pare abbastanza evidente che un consumo esagerato di carne rossa, lavorata o meno, possa portare gravi scompensi al nostro organismo. Ma questo non vale solo per la carne, vale per tanti altri prodotti che siamo abituati a mangiare. Ovviamente, però, un ragionamento del genere non fa notizia, fa più notizia gridare al mondo che chi mangia carne rossa – per altro è stato anche chiarito il fatto che non esistono prove tali per cui la carne rossa NON lavorata sia cancerogena – morirà certamente a causa di un tumore al colon.

E le conseguenze si sono fatte subito sentire: il giorno dopo il grande scoop sono calate drasticamente le vendite di carne. Non avendo alcuna esperienza in campo medico non mi spingerò a elucubrazioni in tale direzione, anche perché credo che se ne sia già parlato parecchio, ciò che più mi preme far emergere da tutta questa storia è la vera protagonista, che ormai alimenta polemiche sterili da anni: la disinformazione. Già. carne

Perché me la prendo tanto con lei? Perché attacca sempre le menti più deboli, incapaci di ragionare su fatti evidenti e che subito si fanno prendere dal panico da notizie come questa, che subito smettono di comprare carne rossa andando così a ledere una parte importante dell’economia. In questo caso specifico credo si sia raggiunto l’apice della disinformazione e della banalità allo stesso momento: per colpa di tanti mass media, testate giornalistiche ed emittenti televisive si è subito diffusa la notizia che più faceva loro comodo, anziché la notizia della realtà effettiva dei fatti.

Sarebbe bastato dire che, come per qualsiasi cosa che riguardi la vita del genere umano, basti semplicemente trovare il giusto mezzo, il giusto equilibrio tra i vari prodotti di cui possiamo alimentarci e fare la giusta attività fisica per avere una vita sana e per evitare di compromettere da soli la nostra salute – dato che ci sono già infiniti agenti esterni pronti a farlo – che è vero che la carne trattata aumenta del 18% il rischio di contrarre un cancro colorettale, ma solo se consumata in maniera esagerata e quindi ogni giorno, che una/due porzioni di carne rossa o bianca a settimana non ledono affatto il nostro organismo.

E invece no. Tutto questo è stato tralasciato, come se non fosse importante. Così almeno tutti si sono potuti riempire la bocca, soprattutto i vegani, con il celebre «Io l’ho sempre detto!» senza tenere conto del fatto che magari si fumano una ventina di sigarette al giorno, escono sempre e solo in auto e si ammazzano di carne bianca – considerata santa – di un pollo che chissà come mai a due mesi pesa già sei chili. Però la carne rossa è cancerogena eh.Reunion_sausages_dsc07796

Per fortuna, per chi è seriamente interessato a informarsi in merito a questa problematica, l’IARC – ovvero l’agenzia mondiale per la ricerca sul cancro, organo della OMS – ha rilasciati chiarimenti importanti. Prima di tutto ha spiegato che la carne rossa non sia affatto paragonabile al fumo, perché non è altrettanto pericolosa. In secondo luogo hanno creato una lista di prodotti con il relativo rischio di causare il cancro e, pensate, la carne rossa rientra nel gruppo di prodotti che solo se consumati giornalmente per almeno 50 grammi aumentano del 18% il rischio di portare ad una malattia!

Assurdo eh? Nessuno ci sarebbe mai arrivato. Per ribadire il concetto, hanno in seguito ripetuto che «[…] Per un individuo, il rischio di sviluppare il cancro colorettale a causa del consumo di carni lavorate rimane piccolo, ma questo rischio aumenta con la quantità di carne consumata […] In considerazione del gran numero di persone che consumano carni lavorate, l’impatto globale sull’incidenza del cancro è importante per la salute pubblica.» Pazzesco, chi l’avrebbe mai detto? hamburger

Infine, la spiegazione che reputo la più importante e che vorrei leggessero soprattutto i miei amici vegani, è la seguente: « […] Allo stesso tempo, la carne rossa ha un valore nutritivo. Pertanto, questi risultati sono importanti per consentire a governi e agenzie internazionali di regolamentare a valutare i rischi, al fine di bilanciarli coi benefici di mangiare carne rossa e carni lavorate e per fornire le migliori possibili raccomandazioni dietetiche». Direi che non ho altro da aggiungere.