virginia_raggi_2Si parla ancora di Olimpiadi, e si parla ancora di Roma. Se ne parla perché il presidente del Consiglio Matteo Renzi, è tornato soffiare sul fuoco. Il suo cambio di rotta è strano: ad Otto e mezzo, ospite insieme a Travaglio della Gruber, aveva detto che non cercava polemica, la Raggi in qualità di sindaco aveva fatto la sua scelta ed il governo ne prendeva atto. Pochi giorni dopo, tuttavia, ha detto che il No alle olimpiadi è la metafora perfetta dell’Italia del No, l’Italia di chi preferisce il “non fare” al “risolvere”.

Senza alcun giudizio o schieramento politico, però, mi permetto di aiutare il nostro presidente del consiglio ad una più attenta analisi di ciò che ha giustificato il No alle olimpiadi del sindaco Virginia Raggi. Beppe_Grillo_1

La prima cittadina, nella ormai celebre conferenza stampa, ha affermato che le olimpiadi sono storicamente un costo spaventoso per chi le ospita. Inoltre, cosa ben più grave, la città firma una sorta di assegno in bianco visto che quasi mai i costi pronosticati sono poi quelli reali. Delle difficoltà che vanno intese come investimenti per il futuro, questo certamente, ma proprio perché si sta parlando di investimenti, una logica economista tra le più banali consiglierebbe di investire nella propria attività non appena si è raggiunto un equilibrio economico. Ecco perché, se si tratta di investimenti, Roma oggi non ne può fare di nuovi. È una città che si porta dietro 13 miliardi di debiti; una palla al piede che già da sola dovrebbe bloccare ogni investimento.

Per fortuna, però, la macchina pubblica lavora in modo leggermente diverso rispetto al quella privata, ragion per cui nessuno si immagina che la capitale d’Italia non farà investimenti fintanto che non avrà saldato il suo debito. Ci si aspetta tuttavia che Roma intervenga sui trasporti, sulle strutture già esistenti, sulla gestione rifiuti e su tanti problemi che la rendono, ad oggi, una città per nulla vivibile.  Sul discorso dei palazzinari e delle olimpiadi del mattone, è stato detto eccome, chi lo nega. Tutto il fronte del no, chi prima e chi dopo, ha annunciato frasi tipo “La mangiatoia è finita”. Se il non fare le olimpiadi fosse stato scelto solamente per evitare il sorgere di appalti truccati e sperpero di denaro pubblico, sarei d’accordo con il presidente del consiglio a dire che il Movimento 5 Stelle ha ammesso di non essere in grado di evitare la corruzione (che forse è il vero investimento che va fatto a Roma). hqdefault

A mio modo di vedere, però, anche questa frase andrebbe letta in un altro modo, ovvero il seguente. “Cari cittadini romani, siamo gli amministratori che voi avete eletto e, come sapete, siamo al nostro primo e vero esame. Per noi Roma rappresenta una sorta di esame di maturità: se la amministreremo male, il nostro movimento sarà pressochè morto, se invece la amministriamo bene potremmo andare all’università e gareggiare per governare l’intero paese. Prendendo atto che il primo esame è sempre il più difficile, e che tutto il mondo ci sta guardando, noi non intendiamo far diventare la prova più difficile di quello che è. Abbiamo una città che è stata sulle prime pagine di tutti i giornali per gli scandali di Roma Capitale, abbiamo un sistema dei trasporti inefficiente, una città quotidianamente congestionata dal traffico, buchi nelle strade che se piove ci si può fare il bagno, una potenzialità turistica in larga parte inutilizzata, un problema rifiuti ben lontano dall’essere risolto. renz

Quindi vi chiediamo, se voi doveste dare la maturità, sapendo di avere già un bel po’ di materie da recuperare o da studiare, vi mettereste anche l’esame di scuola guida lo stesso giorno? Noi abbiamo optato per non farlo, non perché sappiamo che per prendere la patente bisogna per forza corrompere l’esaminatore, ma semplicemente perché Roma così com’è è già sufficiente a non farci dormire la notte. Abbiamo detto che dire “si” alle olimpiadi sarebbe stato da irresponsabili, e così continuiamo a pensarla. Una città che ospita le olimpiadi, per ciò che pensiamo, deve prima essere funzionante. E Roma, al momento, non lo è”.viviani

Monti si rifiutò di accettare la candidatura di Roma per le olimpiadi del 2020 e tutti i giornali e le televisioni non si esimettero nell’elogiarlo per la sua ragionevolezza da professore. Oggi, a pochi anni di differenza e con un’intera inchiesta sulla capitale, la stessa risposta viene invece tradotta con codardia ed inesperienza. A volte viene il dubbio che, in questo paese, vi siano più pesi e più misure, a seconda di come va il vento.