schettinoFrancesco Schettino. Se gli spazi potessero parlare come i silenzi, basterebbero queste due parole scritte in centinaia di pagine bianche per dire tutto ciò che c’è da dire. Che tuttavia, dovrebbe essere il nulla. Perchè dopo una condanna – a dire il vero un “pochino” opinabile per il non arresto e altro – a 16 anni di reclusione e un mese di arresto per omicidio plurimo colposo, lesioni plurime colpose, naufragio colposo,abbandono della nave e abbandono di incapaci in relazione a 32 morti e 157 feriti, più a tutto ciò che concerne i danni della nave e al danno ambientale, non ci sarebbe poi proprio più una beneamata parola da dire.

Però essendo un mio pensiero, è opinabile. Infatti lo stesso imputato ha deciso di difendere la sua persona scrivendo un libro inchiesta assieme a Vittoriana Abate su come si siano svolti realmente i fatti quella notte. Ritengo che in un libro del genere ci possa anche lontanamente essere una minima parte di buona volontà, però non so cosa potrebbe esserci scritto in più di quello che non sia già stato detto da lui o dai suoi avvocati in sede di processo.

Avendo io fiducia nelle istituzioni e nella giustizia, per quanto cavilli e modi possano lasciar comandare aziende leader in Italia a delinquenti, sono quindi propenso a credere che sia solo una mossa mediatica – visto anche il prezzo del libro – per far girare nuovamente un po’ di soldi attorno a una storia che meriterebbe di non essere più nominata se non per ricordare le vittime dell’ennesima grave negligenza di un nostro concittadino.

Ci tengo però a precisare che purtroppo questioni così pesanti, accadute lontano da noi, sono difficilmente verificabili e sopratutto ciò che veniamo a sapere è già stato interpretato da quel qualcuno che l’ha scritto. Per cui la mia opinione è di una persona informata sui fatti, relativamente a quanto noi tutti possiamo aver appreso da telegiornali e giornali.606x340_274868

Anche nelle storie più tristi però, fortunatamente ci sono alcune note positive. La mobilitazione degli abitanti di Vietri per esempio, luogo designato per la presentazione del libro, che ha impedito lo svolgersi dell’evento. Migliaia di persone hanno usato Facebook per unirsi in una sola voce e far si che il democratico volere del popolo avesse la meglio. Magari la prossima volta lo useremo per un referendum, visto che funziona. A Livorno invece, una libraia ha convinto suo padre a non vendere nella loro libreria il suddetto libro perché non volevano essere “complici” della giustificazione di un uomo coinvolto in un incidente che ha portato alla morte di 32 persone.

Prima di scrivere qualcosa cerco sempre di documentarmi il più possibile, perché mi è stato insegnato il rispetto, quindi non vorrei mai mancare di rispetto a chi spero leggerà ciò che scrivo, né a chi possa centrare con l’argomento trattato, scrivendo fatti non veri. Mentre dall’altra parte si trovano persone con una non moralità così alta, dal girare per programmi televisivi come un “naufrago” di un reality dopo aver causato dolore a centinaia di famiglie.

Sorge però spontanea una domanda: quant’è alta la moralità di chi comprerà il libro, di chi l’ha pubblicato, di chi ha invitato Schettino alla Sapienza per una lezione, di chi l’ha chiamato nei talk show e di chi ha guardato quei talk show? Perché come al solito chi ha in mano i fili, li muove perché il pubblico guarda i burattini, ma se il teatro è vuoto la compagnia fallisce.