Partiamo da un piccolo presupposto. Breaking Bad non è una serie tv. Breaking Bad è un romanzo. Uno dei più bei romanzi mai scritti.
10 anni fa iniziava la parabola di Walter White, un uomo qualunque che nel giro di pochi anni sarebbe diventato uno dei personaggi più iconici non solo del mondo televisivo, ma anche di quello cinematografico.
Breaking Bad è considerata da sempre una delle serie televisive più belle di tutti i tempi. Giustamente, perché di fatto Breaking Bad è un capolavoro. O meglio, IL capolavoro.

Indubbiamente la storia ideata da Vince Gilligan è un prodotto che può non piacere per diversi fattori, dal genere che non è sicuramente per tutti, alla lentezza di molti episodi che di certo non intrattengono chi vede il cinema come puro passatempo. Ma da un punto di vista esclusivamente cinematografico Breaking Bad è l’unica serie al mondo (eccetto forse The Wire, come insegnano i Griffin) ad essere perfetta: regia, fotografia, montaggio, recitazione e soprattutto sceneggiatura non hanno alcuna sbavatura. Questo non è banale.
Tutte quante le serie televisive infatti, compresi pilastri storici come Twin Peaks e Lost, hanno delle pecche non indifferenti in più punti della trama. Ma la storia di Breaking Bad invece si evolve in maniera perfetta e naturale, riuscendo a trasformare, senza alcun tipo di forzatura o esagerazione, un uomo qualsiasi in un mostro.

Il punto di forza della sceneggiatura di Breaking Bad è stato proprio l’essersi concentrati su un personaggio solo analizzando tutta la storia dal suo punto di vista. Le sottotrame degli altri personaggi ci sono, ma sono poche e soprattutto sono finalizzate a confluire in qualche modo nella storyline del protagonista.
Un altro elemento che ha permesso di santificare Breaking Bad nel paradiso delle serie è stato senza ombra di dubbio il suo personaggio principale. Non ricordo un altro personaggio scritto bene come quello di Walter White (forse solo Saul Goodman in Better Call Saul, guarda a caso). Tendenzialmente nei telefilm statunitensi quando un protagonista compie degli atti atroci lo fa quasi sempre in nome di una nobile causa, in modo che i suoi gesti possano essere moralmente accettati dallo spettatore. Basti pensare a Dexter, uno spietato serial killer che uccide i criminali che sfuggono alla legge.
Ma Walter White non è così. Walter White è l’antieroe per eccellenza. Walt non comincia a produrre blue meth per garantire un futuro alla sua famiglia dopo la sua morte, come ci viene fatto credere all’inizio. Walter White si trasforma in un narcotrafficante per puro piacere e per tornaconto personale. Dobbiamo aspettare l’ultimo episodio per assistere a questa confessione, ma di fatto lo abbiamo sempre saputo. Walter si è rovinato con le sue mani, vendendo la società e permettendo agli ex soci di arricchirsi grazie alle ricerche da lui condotte. E quando capisce di avere la possibilità di riscattarsi, decide di riprendersi tutto il potere e tutta la gloria che si è ingenuamente giocato.
“L’ho fatto per me. E l’ho fatto perchè mi piaceva”.

Non dico che siamo tutti quanti Walter White, ci mancherebbe. Ma di certo il mondo è pieno di Walter White, di persone disposte davvero a compiere gesti terribili a discapito degli altri per ottenere la propria vittoria. Non stiamo parlando della ricerca di un potere fine a sé stesso, ma della volontà di riprendersi una dignità che ingiustamente gli è stata portata via. La domanda è: fin dove una persona è disposta a spingersi per riaverla indietro?

Questo probabilmente è il motivo del successo della storia di Walter White, perché mai come prima nella serialità televisiva ci è capitato di identificarci in un personaggio, di riconoscere anche solo una piccola sfumatura della nostra vita nella sua. Per questo è impossibile non amarlo, non entrarci in empatia, non affezionarsi ai personaggi legati a lui e detestare quelli che lo vogliono ostacolare.
Rettifico quello che ho detto qualche riga fa: tutti quanti siamo un po’ Walter White solo che, fortunatamente, non tutti decidiamo di proseguire sulla sua strada. Per questo motivo è stato impossibile non emozionarsi, quando quella sera di cinque anni fa c’è stata quell’ultima carezza alla maschera antigas. La stessa maschera che abbiamo visto in testa al nostro Walt nella prima scena dello show, quella maschera con cui lo abbiamo conosciuto, lo abbiamo visto trasformarsi e infine lo abbiamo abbandonato, consapevoli di aver passato 6 anni in compagnia della droga migliore sul mercato, quella pura all 99%.