maxresdefaultCi risiamo: una vergogna assoluta. Il calcio argentino tocca i livelli più bassi della sua storia. Succede in mondo visione durante il ritorno dei quarti di Coppa Libertadores, al terzo Boca-River in dieci giorni. Per 2/3 l’eterna sfida ha regalato emozioni, gol, espulsioni, patadas, scandali, polemiche, spettacolo. Tutto rovinato, irrimediabilmente compromesso.

Alla Bombonera si assiste ad un vero e proprio agguato contro i giocatori del River Plate. Al rientro in campo, dopo un primo tempo conclusosi a reti bianche, i ragazzi di Gallardo vengono investiti da una bomba di spray urticante al peperoncino dentro il tunnel che conduce al campo. Il risultato: occhi rossi per tutti, lievi intossicazioni e segni di abrasioni in varie zone del corpo. Non ci sono le condizioni per iniziare il secondo tempo. Giocatori, dirigenti, responsabili della sicurezza, arbitri, le più alte cariche del calcio argentino e sudamericano si riuniscono a centrocampo nel tentativo di trovare una soluzione. Il River ha 4 giocatori che non possono continuare la partita e intanto passa un’ora! La sensazione è quella che un rinvio potrebbe generare altri episodi di violenza fuori dalla stadio. Alla fine arriva l’ufficialità: partita sospesa. La trilogia  Superclásica è rovinata per sempre.

Conoscendo un minimo quel mondo saranno giorni di polemica infinita: la violenza come fenomeno e piaga sociale, l’insicurezza e  la fatiscenza degli stadi, la mancanza di controlli, il palese teatrino in mezzo al campo in cui il Boca voleva giocare (assurdo!) e il River scappare mentre i vertici della Federazione sudamericana non prendevano una decisione.

Sono deluso. Mai avrei pensato di dover commentare un episodio del genere. In questi 10 giorni, oltre a svegliarmi alle due di notte per vedere le partite, ho raccolto tutte le informazioni relative alle due sfide arrivate al 90′ e avevo già scritto parte di questo articolo. Mi mancava l’ultimo tassello, povero illuso. Oggi non ho voglia di leggere i giornali argentini, lo farò tra qualche giorno quando avrò voglia di ritornare sull’argomento. Così sono andati i fatti, ci sarà tantissimo su cui riflettere.

Ecco quello che avevo preparato, con calma riavvolgiamo il nastro ed andiamo ad analizzare nel dettaglio quanto successo nelle (quasi) tre partite di inizio maggio.

La premessa: ecco il pensiero comune alla vigilia della trilogia. Difficile snobbare un Superclásico questo è vero.  A detta di tutti gli hinchas del calcio argentino è una partita che si o si è sempre da vincere. Se però la scelta è tra una partita di campionato (con il torneo lungo facilmente rimediabile in caso di sconfitta) e una doppia sfida ad eliminazione diretta in Libertadores, bè facile intuire che tutti vogliano proseguire in Coppa. Passare il turno, eliminando gli acerrimi rivali e raggiungendo i quarti di finale, vuol dire dar peso alla stagione e renderla già un trionfo. Rimanere eliminati vuol dire processi interni, crisi, accuse, critiche e stagione irrimediabilmente compromessa. Ecco quindi che la partita di campionato si è trasformata in una sorta di prova generale prima della grande recita di Coppa. IMGP0880

03.05.2014, partita di campionato, Boca Juniors-River Plate 2-0

Vince sobre el final il Boca. Nei 90′ la squadra di Arruabarrena gioca meglio e nel finale castiga un River troppo rinunciatario.  Il primo tempo regala un legno per parte: al primo affondo Osvaldo  raccoglie al limite una palla vagante e con un gran derechazo al volo centra il palo che salva Barovero. Stessa sorte capita al River: el contagolpe ben orchestrato da Teo Gutiérrez  permette a Carlos Sánchez di calciare dal limite un missile che si stampa sul travesaňo!

Nella ripresa vince l’equilibrio fino al momento dei cambi: nel Boca entrano un giocatore di qualità come Fernando Gago (ex Real Madrid e Roma) e due incursori come il giovane Pavón e l’esperto Pérez (in prestito dal Málaga). Miglior gestione del pallone a centrocampo e più velocità nel cercare gli spazi sulle fasce fan si che gli Xeneizes vincano la partita proprio grazie agli ultimi due entrati. Prima Pavón a conclusione di una bella azione corale e dopo Pérez in solitaria, regalano i tre punti e la punta del campionato alla compagine Boquense.

Figura del partido: Christian Pavón, classe 1996, dopo la gavetta nella serie B argentina con il Colón de Santa Fe, sbarca al Boca e, al suo primo superclásico, timbra il cartellino. Con altre prestazioni e gol così pesanti sentiremo ancora parlare del giovane cordobés.

Lo más feo: ha creato imbarazzo e indignazione una foto che ha iniziato a circolare pochi minuti dopo la fine della partita. Lo scatto immortala l’intero staff dirigenziale del River (Presidente D’Onofrio compreso) che segue la partita seduto sul pavimento degli spogliatoi della Bombonera. Stando alle dichiarazioni dei Millonarios, il Boca non ha messo a disposizione il consueto palco d’onore per gli ospiti. I padroni di casa si sono difesi dicendo che il posto in tribuna per la dirigenza del River, come sempre, era a disposizione. Per rendere ancora più aspra la polemica è intervenuto anche il Presidente del Boca Angelici ricordando come, l’anno passato, nello spogliatoio ospite del Monumental sia saltata più volte la luce durante la riunione tecnica della sua squadra e che mancasse l’acqua calda per la doccia post gara. Tutto questo rientra nel normale gioco delle parti quando di mezzo c’è un Boca-River.

07.05.2015 andata Coppa Libertadores, River Plate-Boca Juniors 1-0

Il primo atto di Coppa sorride al River: dopo le accuse per la gara persa in campionato i Millonarios reagiscono e vincono nella stupenda cornice dello stadio Monumental. Una partita complicata, tesa, equilibrata. Troppo alta la posta il palio. Dopo una prima frazione senza troppi sussulti il secondo tempo si apre con una clamorosa occasione per il Boca: Calleri solo davanti al portiere fallisce un facile diagonale. Sarebbe stata una mazzata per il popolo della “banda”.

Il gol partita lo sigla de penal l’uruguaiano Carlos Sánchez, glaciale dagli 11 metri spiazzando Agustín  Orión e mandando in delirio l’intero stadio. Un vantaggio minimo che però sposta gli equilibri in vista del ritorno alla Bombonera.


Lo más feo:
nel finale due brutti episodi. Roja directa per l’attaccante del River Teo Gutiérrez protagonista di un calcione a palla lontana ai danni del rivale Guillermo Burdisso (fratello di Nicolás Burdisso attualmente al Genoa).  Un Gutiérrez troppo nervoso e soprattutto ancora a secco contro il Boca da quando veste la maglia del River. Il secondo episodio, ancora più grave, è sfuggito agli occhi dell’arbitro: uno sputo ignobile e incommentabile di Pérez ai danni del malcapitato Martínez.

IMGP089114.05.2015 ritorno Coppa Libertadores, Boca Juniors-River Plate SOSPESA

Ora sappiamo tutti come è andata. Probabilmente il River avanzerà ai quarti di finale di Coppa a tavolino. Non è il passaggio del turno che i tifosi  Millonarios e gli appassionati di calcio argentino si auguravano. In queste ore c’è chi parla anche di un possibile secondo tempo a porte chiuse nei prossimi giorni. Sarebbe l’ennesima farsa!

Sentiremo ancora parlare tanto di questo scandaloso epilogo, il calcio argentino ne porterà profonde cicatrici.

Anche il lessico è importante: per comprendere al meglio l’articolo

Vergüenza: vergogna

-Patadas: colpi proibiti, fallacci

Hinchas: tifoso, ultrà (già studiato!)

Sobre el final: a pochi minuti dalla fine della partita

Derechazo: gran tiro di destro

Contragolpe: contropiede

Travesaňo: traversa

Boquense: del Boca

Cordobés: abitante di Córdoba

Lo más feo: inteso come la “cosa più brutta”

Banda: altro modo per riconoscere il River Plate, la squadra e i suoi tifosi. La banda è la striscia rossa obliqua sulla maglia ufficiale della squadra.

Penal: calcio di rigore

Roja directa: cartellino rosso diretto