IMG2Finalmente è archiviata la fase a gironi. La Copa América entra nel vivo con le sfide ad eliminazione diretta dei quarti di finale. Nelle due settimane appena trascorse abbiamo visto e sentito di tutto. Il popolo cileno, ossessionato e voglioso di vincere il primo storico trofeo, si è schierato apertamente con Arturo Vidal dopo la notte brava, le giocate al Casinò e l’incidente stradale da borracho a bordo della sua Ferrari. Lo ha perdonato sopratutto il tecnico Jorge Sampaoli, scongiurando la rivolta di massa. Ha lasciato la competizione Neymar dopo la corrida post triplice fischio finale contro i colombiani. Per lui 4 turni di squalifica e tutti i brasiliani rivedono già lo spettro di un’altra eliminazione stile mondiale casalingo appena giocato. Senza la stella più brillante solo il buio.

Di stelle ne è piena zeppa l’Argentina che avanza ma non incanta. Il pareggio all’esordio, subito in rimonta contro il Paraguay, aveva già acceso qualche polemica sul gioco Albiceleste e la gestione del gruppo da parte di Martino. Le vittorie risicate contro Uruguay e Giamaica hanno riportato il sereno. Messi e compagni però dovranno cambiar marcia. Avanzano due sorprese: Bolivia e Perù che si ritrovano contro per un posto tra le migliori 4 del Continente. Non brillano Uruguay e Colombia che passano solo come migliori terze, ma hanno esperienza e classe da vendere negli scontri diretti. Chiude il tabellone delle qualificate il Paraguay, secondo nel girone del Rio de La Plata tra Argentina e Charrúas uruguaianos.argentina(1)

Dentro le sfide

Cile-Uruguay
I quarti sono partiti con il botto: i padroni di casa all’assalto della Celeste in uno scontro che, stando ai trofei in bacheca, non avrebbe dovuto avere storia. L’Uruguay ha vinto ben 15 Copas Américas ed è la nazionale campione in carica. La Roja non ha mai vinto nulla e spera finalmente di voltare pagina. Il successo per 1-0 a Santiago, in un match costellato da nervosismo e polemiche, aumenta le loro quotazioni. I cileni ci credevano: Vidal a parte possono contare sulla ritrovata vena creativa dell’eterno ribelle Valvidia, autore dell’assist per il gol-vittoria di Isla, e sull’imprevedibilità di Alexis Sanchez. L’Uruguay non gioca bene però c’è sempre. Cavani non si è praticamente mai visto e questo non è un dettaglio da poco. Proprio il ‘Matador’, caduto nella trappola della provocazione, ha tradito la sua squadra facendosi espellere nel momento clou. E’ mancato tremendamente, alla Celeste, anche lo squalificato Suárez. Solidità difensiva, consueta garra in mezzo al campo e sagacia tattica (marchio di fabbrica del condottiero Óscar Tabárez) erano gli elementi chiave per continuare nel torneo. Non sono serviti, e ora ad affrontare la vincente di Bolivia-Perù sarà il Cile.

Bolivia-Perù, 25 giugno 2015
La Bolivia, storicamente, è la nazionale più scarsa del Sud America. Le basta un pareggio a reti bianche contro il Messico e una vittoria contro l’Ecuador (3 a 2) per piazzarsi alle spalle del Cile e passare come seconda del girone A. Se la vedrà ai quarti con il Perù, altra gradita sorpresa in grado di frapporsi tra il Brasile e la Colombia nel girone C. Sono due squadre prive di stelle che si daranno battaglia per approdare alla semifinale e continuare a sognare.11653494_948991245161770_1892357729_n

Argentina-Colombia, 26 giugno 2015
Sull’Argentina ci sarebbe tanto da dire. Visto il gruppo è costretta a vincere. Dal 1993 non porta a casa un trofeo e non può permettersi di non approfittare della generazioni di campioni che compongono la rosa attuale: Messi, Agüero, Tévez, Di María, Lavezzi, Pastore, Higuaín solo per citare il reparto offensivo. Nel girone hanno giocato sotto ritmo. Il popolo argentino si aspetta un cambio di passo, si aspetta un Messi finalmente trascinatore, il popolo argentino ha voglia di far festa e tornare a sul tetto del Continente. Contro ci sarà una Colombia che fin qui ha deluso. I Cafeteros passano come peggiori terzi e arrivano ai quarti con parecchie assenze: su tutte quella della punta del Siviglia Bacca (squalificato dopo il duello con Neymar) e con il tecnico Pekerman che dovrà rinunciare anche a Edwin Valencia dopo la rottura del crociato del ginocchio destro. Colombiani che sperano in qualche magia del gioiellino del Madrid James Rodríguez o nella zampata giusta de el tigre Falcao per far fuori i super favoriti.

Brasile-Paraguay, 27 giugno 2015
Senza Neymar sarà ancora più complicato per il Brasile di Dunga. Come già successo ai Mondiali la stella verde-oro non ci sarà nel momento decisivo. Questa volta il nervosismo e la troppa pressione gli hanno giocato un brutto scherzo. Per la verità il Brasile non era favorito neanche con Neymar in campo al centro dell’attacco. Ora i riflettori saranno puntati sull’ex Milan Robinho (nuovo capitano) e farà sempre comodo l’esperienza del centrale Thiago Silva. Il Paraguay è incredibile: gioca veramente male e per di più ha gli stessi giocatori da decenni. Sono anni che il calcio paraguaiano non sforna un singolo talento. Eppure questa selezione è arrivata seconda nel girone B e ha rimontato sul 2 a 2 l’Argentina all’esordio. È una squadra compatta che difende tutta dietro la linea del pallone. In più mai fidarsi del suo tecnico, l’argentino Ramón Díaz, uno dei più vincenti in patria in diverse epoche con il River Plate. Il risultato di questo duello non è così scontato.Coppa America Cile

Ci siamo, manca poco e sapremo chi arriverà alla finalissima del 4 luglio. 8 nazionali, 8 modi di giocare, 8 modi diversi di vivere e intendere il calcio. La Copa América emoziona, la Copa América è tanta roba!
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Lessico:

 Borracho: ubriaco
 Albiceleste: la nazionale argentina
 Charrúa: popolazione indigena dell’Uruguay
 La Celeste: la nazionale uruguaiana
 La Roja: la nazionale cilena, letteralmente La Rossa
 Garra: voglia, fame, grinta
 Cafeteros: coltivatori di Caffè colombiani
 El Tigre: la tigre