La morte del maestro Ezio Bosso mi ha fatto riflettere. In questi giorni ho visto numerosi video, concerti, ho letto sue dichiarazioni e tantissimo altro su di lui e sono giunto ad una conclusione: era semplicemente un grande.

Nonostante avesse una carriera musicale già lunga alle spalle, Ezio Bosso è diventato famoso, in Italia, solo nel 2016, grazie alla sua ospitata a Sanremo. La sua performance commosse milioni di persone. Prima, ben pochi potevano dire di conoscerlo. E, anche se da quel momento il suo nome si è imposto all’attenzione, quanti di noi, normalmente digiuni di musica classica, possono effettivamente dire di avere, in questi anni, seguito il suo lavoro, ascoltato la sua musica?

Partendo dalla sua storia, ecco che mi è sorta spontanea una domanda. Bisogna morire per essere apprezzati? Bisogna abbandonare questo mondo per lasciare qualcosa di positivo nel cuore della gente? Trovo che anche con lui sia stato così, nonostante il suo nome sia sempre stato indicato come esempio e modello. Però… Immagino i suoi funerali, con tante persone, bellissime parole, tutti pronti a ricordare al mondo quanto fosse una persona speciale, ecco, non potevamo farlo prima? Non potevamo farlo quando lui era ancora in vita e poteva godere di tutto ciò?

Perché ognuno di noi ha bisogno di questo. Per quanto ci possiamo credere forti serve sempre qualcuno che sia pronto a dirci che siamo sulla strada giusta e stiamo facendo bene, l’umanità vive di questo.

Quindi riflettiamo. Cerchiamo di essere meno restii ai sinceri complimenti, ne abbiamo tutti bisogno come il pane, fanno bene a chi li fa e chi li riceve. Perché la vita è ricca di imprevisti, alcuni positivi, ma altri molto meno.

Se vediamo un nostro amico, un parente, un artista che ci fa emozionare, facciamolo conoscere ad altri, facciamogli capire che lo stimiamo guardandolo negli occhi e ringraziamolo o appena si potrà anche con una calorosa stretta di mano o un abbraccio.

Diamo importanza ai vivi, perché questi se stimolati possono fare molto di più e donare al mondo esperienze dal valore inestimabile.

Sarebbe bello che al funerale di una grande persona ci sia solamente il silenzio, dove qualunque parola sarebbe inascoltata, perché tutti lo starebbero ricordando nelle proprie menti, senza il bisogno di far conoscere al mondo le sue gesta, perché tutti le conoscerebbero.