pd-scissioneNel weekend appena passato si è svolta l’assemblea nazionale del Partito Democratico a Roma. Matteo Renzi ha dato le dimissioni da segretario del partito ed è così iniziato formalmente il congresso del PD che porterà tra 4 mesi alle primarie per l’elezione del nuovo segretario. Non è stata un’assemblea tranquilla, si sono infatti scontrate le due anime principali del partito: i Renziani, fedeli alla linea politica dell’ex premier Renzi, e i cosiddetti “scissionisti” o minoranza dem, di cui fanno parte, tra gli altri, Bersani, D’Alema, Speranza, Rossi ed Emiliano. Questi ultimi tre sono anche quelli che dovrebbero sfidare Renzi alle primarie. Già, dovrebbero. Com’è nello stile della sinistra c’è aria di divisione e sembrerebbe – la cosa è in costante evoluzione – che questi dirigenti possano uscire dal Partito Democratico e creare una cosa”, non sappiamo se partito o movimento, nuova.

La situazione non è chiarissima e anche all’interno dei due “macro-gruppi” c’è un po’ di confusione. Per aiutarmi a capire e cercare di vedere la questione da un punto di vista più interno, ho contattato un militante che da anni fa parte attivamente del PD. La sua è solo una opinione e sicuramente qualche altro attivista potrebbe dissentire ma penso sia significativo di quello che sta succedendo nel più grande partito della sinistra in Italia.tumblr_o6p8ih9psp1u89ukxo1_1280

Ciao Federico (nda: è un caso di omonimia, non mi sono autointervistato), da militante, giovane e informato, cosa ne pensi di come si sia arrivati a questa assemblea nazionale e conseguente congresso?
Il congresso era inevitabile ed è giusto che venga fatto. Bisogna ridisegnare una nuova rotta, soprattutto dopo la sconfitta al referendum costituzionale di Dicembre. È condivisibile che il segretario, che aveva basato la sua azione su determinate riforme che non sono passate, faccia un passo indietro, dia le dimissioni e al massimo si ricandidi nuovamente. Non è condivisibile il clima all’interno del gruppo dirigente, la non voglia di costruire un qualcosa insieme. In questi anni, chi ha perso il congresso non si è messo al servizio del vincitore e allo stesso tempo, però, la maggioranza non ha mai veramente ascoltato le ragioni della minoranza.renzi

La scissione è/sarà inevitabile? Renzi avrebbe potuto/dovuto fare qualcosa in più?
Sì, è inevitabile e ci sarà, ma non c’è una reale divisione all’interno della base. Quella al massimo c’è già stata. Chi andrà via, saranno dei dirigenti di partito che han già fatto la loro storia, come Rossi, che tra l’altro in Toscana ha governato anche bene. Gli altri, onestamente, non mi mancheranno molto. Detto questo le colpe sono di tutti. La minoranza non ha saputo interpretare il suo ruolo, dialogando all’interno del partito al fine di condurre delle battaglie di contenuto. Fondamentalmente, non hanno mai accettato il risultato del vecchio congresso in cui vinse Renzi con percentuali bulgare. Dall’Assemblea di domenica, il pretesto per l’eventuale scissione parrebbe la data del congresso, è evidente che si è trattato di un bluff. Ad essere maliziosi, sembrerebbe una tattica per potersi ritagliare qualche seggio nella prossima legislatura. Tutto questo è incomprensibile, in questi anni potevano trovare una linea comune tra di loro, affrontando adesso un congresso in contrapposizione a Renzi con una mozione alternativa che avrebbe garantito la contendibilità del partito. Dicono che Renzi ha trasformato il Pd in un partito personale e mentre affermano ciò, loro si candidano (fino a ieri) con tre mozioni diverse, tutto ciò è ridicolo. Renzi stesso ha molte colpe, non è riuscito a fare sintesi all’interno del partito. Ha tirato dritto troppe volte, disinteressandosi completamente delle varie sensibilità presenti, dimenticandosi totalmente del partito, della base. Adesso dice che farà 3 giorni per la sua mozione a Torino ma in tutti questi anni da segretario non ha mai dedicato 3 giorni per il PD. A mio modo di vedere, è stato un pessimo segretario. E come premier non è stato di certo lo statista che per molto tempo i giornali hanno dipinto. Quando sei al governo certe cose le devi fare, la narrazione personale non funziona più. Da militante c’è davvero molto sconforto. Questa settimana è stata una delle più difficili di tutta la mia militanza. Io sono entrato nel PD dopo i 101 che hanno affossato Prodi, credevo che se c’era qualcosa da cambiare bisognava farlo dall’interno. All’inizio ho sostenuto la mozione Civati che però poi è uscito, senza motivazioni valide a mio avviso, infatti sono rimasto. La mia appartenenza al partito è forte, ma il progetto iniziale del PD  ancora non è stato realizzato completamente. La soluzione non può essere quella di andare via.emiliano

Gli eventuali scissionisti hanno un futuro politico serio al di fuori del PD? Sinistra Italiana che nasce in questi giorni ha già messo dei paletti e anche tra gli “scissionisti” ci sono delle differenze, come ad esempio Emiliano.
Se vanno via, ed è abbastanza sicuro salvo sorprese, probabilmente fonderanno un partito loro.  Pisapia ha lanciato il suo Campo Progressista e le intenzioni di Sinistra Italiana sono quelle di correre con le proprie gambe, dicendo nel proprio congresso fondativo tra le altre cose, che se alla guida del Pd rimarrà Matteo Renzi, nessuna alleanza futura con i dem sarà possibile. Qua qualche domanda Renzi dovrebbe porsela. Se alla tua sinistra nessuno vuole dialogare con te un motivo ci sarà. Fare un minimo di autocritica è importante. Non tutti i famosi mille giorni di governo hanno ottenuto i risultati sperati. La disoccupazione giovanile cresce, i giovani non votano il Pd ma preferiscono il M5S, ce la poniamo quindi qualche domanda?

Come pensi che questo momento venga percepito dagli altri militanti? Soprattutto quelli più giovani continueranno a seguire questo partito o stufi di certi meccanismi si allontaneranno? Potrebbero le forze “giovani” costituire un movimento/partito a se?
I giovani democratici sono una parte importante del movimento e sono molto bravi e competenti ma c’è bisogno di confrontarsi e convivere con tutte le generazioni. Questo è quello che fa di solito un grande partito. Se rimani movimento giovanile rimani inascoltato. I militanti difficilmente andranno da altre parti, spero vivamente che restino. Anche perché bisogna ricordarsi che i tesserati stanno diminuendo e non è un bene, soprattutto a livello locale. Sono però sicuro che anche senza gli scissionisti ci sarà sempre una minoranza di sinistra. Il ciclo di Renzi prima o poi finirà. Non a breve probabilmente.pd

Se va via la minoranza, non credi che si perda uno stimolo per crescere? Capisco che sia più facile avere ragione quando tutti ti danno ragione, però si perde il dibattito, i punti di vista diversi dai tuoi.
Guarda, concordo al 100%. Soprattutto nell’ultima segreteria, nessuna delle due anime del partito è cresciuta. Anzi, alcuni militanti sono diventati più degli ultras, granitici sulle loro posizioni, spesso fuori dai tempi e dalla realtà.

Si potrebbe delineare nel medio termine una sinistra del Nord (Pisapia-Renzi & co.) e una del Sud (Emiliano-De Magistris-forse De Luca) come qualcuno vorrebbe?
De Magistris fa scuola, l’esempio di Napoli è molto interessante, i napoletani sono contenti del suo lavoro. Lui però si definisce fuori da qualsiasi schema partitico, difficilmente farà un partito del Sud. Però la divisione c’è, i leader sono quelli. Emiliano in Puglia è molto seguito. Su Speranza ho qualche dubbio, a meno che non venga trainato da qualcuno. Al nord c’è il modello Milano, citato anche ieri in Assemblea, che funziona bene, alla base però c’è il rispetto reciproco e considerazione dell’altro. Grazie a queste basi riescono a convivere e a lavorare bene molte anime della sinistra. Queste sono le basi per poter convivere insieme, che mancano a livello nazionale.Bersani_cropped

Potrebbe la scissione nel PD favorire delle “scissioni” in altri partiti come ad esempio il M5S dilaniato internamente? L’attuale sistema elettorale favorisce divisioni da riunire in coalizioni post-voto.
La minoranza sicuramente si è fatta i suoi calcoli. Ripeto, la scissione è fatta dal gruppo dirigente a cui sembrerebbe interessare poco i militanti. Negli altri movimenti, come ad esempio M5S e Lega è più facile rimanere uniti a scapito della democrazia interna, comandano in pochi e difficilmente andranno al voto divisi. Soprattutto prendono i voti delle persone stufe che giustamente in questi anni non hanno trovato risposte. Stare all’opposizione è sempre più facile. La crescita dei populisti è figlia della nostra mancanza di visione. Ce lo meritiamo un bel governo populista.

Vuoi aggiungere qualcosa?
Stando alle ultime indiscrezioni, si potrebbe andare al voto a settembre o a scadenza naturale nel 2018. Quando ciò avverrà, stando a due calcoli matematici elementari, le larghe intese saranno inevitabili. Nessun partito avrà la maggioranza assoluta. Chi formerà quindi il futuro governo? Quali forze politiche saranno alleate nelle aule parlamentari? La storia ci insegna che in questo sistema governano le forze moderate. Non ne usciremo mai, è inevitabile, sarà davvero una sconfitta per tutti. Ovviamente fatto salvo il miracolo che la sinistra fuoriuscita faccia il botto alle elezioni e decida di allearsi con il PD. Ecco, questo sarebbe esilarante. Personalmente al voto ci penso poco, mi interessa di più capire qual’è la nuova identità del partito.