Autore: Roberto Tuninetti

Su due ruote – Tour 2018, dalla polvere di Roubaix risorge Degenkolb

La prima settimana della Grande Boucle volge al termine, i più grandi velocisti al mondo si sono dati battaglia seguendo i treni delle diverse formazioni e chi ne era sprovvisto si è arrangiato. Risultato, due vittorie per Gaviria della Quick-step Floors, due per il campione iridato Peter Sagan (anche maglia verde della classifica a punti) e due per il talentuoso sprinter olandese della Lotto NL Jumbo Dylan Gronewegen. Il doppio passaggio sul Mur de Bretagne ha regalato subito un primo antipasto dello spettacolo della Grande Boucle, quello vero che solo una domenica di metà Luglio può regalare ad un appassionato...

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Il Giro tra le Vette

La Montagna da sempre é l’anima del Giro d’Italia con i suoi campioni che hanno spianato le salite più arcigne entrando nella leggenda soprattutto perché le imprese più belle sono incorniciate da candidi muri di neve. In otto giorni si é giunti in territorio dolomitico attraversando lo stivale dall’Abruzzo. Il Gran Sasso, l’altopiano di Campo Imperatore, il vento in faccia, uscire allo scoperto é da coraggiosi ma lottare contro un gruppo di corridori sin dal primo chilometro soprattutto contro i big della classifica generale quando la montagna sembra respingerti con tutti i suoi elementi naturali é IL CICLISMO. Filippo Masnada,...

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Su due ruote – un giro di polemiche

Il Giro d’Italia è finalmente iniziato con questa tre giorni in Israele e le polemiche e le strumentalizzazioni di chi sui social trova sempre un buon spunto di polemica finisce di risultare come quei volantini sloveni nella Trieste del Giro del ’46. Andiamo con ordine: da quando questa edizione del Giro è stata presentata, anzì dalle prime indiscrezioni, le polemiche hanno cercato di infestare una manifestazione sportiva che da sempre ha saputo abbattere ogni frontiera sia essa territoriale o politica nonche farsi veicolo di speranza. Ricordate, alcuni sì molti lo hanno solo letto, di quel Giro 1946 vinto da...

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La Doyenne, la classica

La Doyenne é la corsa più antica che ogni anno si svolge fra Liegi, Bastogne e nuovamente Liegi. Tanti sono i ricordi legati a questa classica, ma queste due ultime edizioni sono pregne del ricordo di Michele Scarponi (soprattutto quest’anno che si disputa nel giorno dell’anniversario della morte). Perché il pelotòn non dimentica i suoi protagonisti, che sono uomini ancor prima che campioni. L’Astana, il team di Michele, si è impegnata per rendere omaggio a Scarponi, soprattutto al Tour of Alps, dove Michele trionfò per l’ultima volta. La domenica prima della Liegi, Valgren ha conquistato l’Amstel Gold Race, con...

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Peter Sagan trionfa e festeggia i 50 anni della Foresta di Arenberg

L’iride risplende sul cielo di Roubaix colorando le grigie stradine rurali delle campagne del nord della Francia. E’ appena terminata la classica monumento più massacrante, l’ha vinta un certo Peter Sagan. Campionissimo o Cannibale moderno (appellativi ciclistici non casuali) ha varcato le porte del velodromo in seconda posizione, dietro all’eroico elvetico Dillier fuggitivo della prima ora, aggiudicandosi così la posizione migliore al suono della campana. Il risultato è “ormai” un racconto che profuma di leggenda: una bici al cielo per sugellare il trionfo che Adriano De Zan non avrebbe esitato a descrivere con una delle sue celebri frasi che...

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