Autore: Michela Formicola

Mezz’oretta di cazzeggio sui social

Non tollero più: – i “lo faccio da ministro e da padre”, e poi separiamo minorenni dalle loro famiglie, intrappolati su una nave perché papà Matteo ha deciso così: ah Salvì, mi facevi ribrezzo come ministro, non farti giudicare anche come padre, è troppo; – i “perché non li prendi a casa tua?!1!”: per lo stesso motivo per cui non mi occupo di insegnare nelle scuole, di operare negli ospedali, di curare il verde pubblico: pago già le tasse; – i “e gli italiani senza lavoro?”: Giggino è il ministro del lavoro. Un ministro del lavoro si occupa, indovinate...

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C’era una volta il silenzio

Io mi ricordo quando a scuola ci obbligavano a rispettare il minuto di silenzio, dopo tragici eventi, come l’attacco alle torri gemelle, ad esempio. Ricordo che suonava la campanella, ci si alzava in piedi, e in maniera composta, a capo chino, si stava in religioso silenzio. Cosa una classe di pre adolescenti come noi pensasse in quei sessanta secondi non lo so con certezza. In quel lasso di tempo si possono fare una marea di cose, paradossalmente. Anche solo per un attimo è facile finire per pensare davvero alle vittime, a quanto tutto possa essere così passeggero, dispiacendosi sinceramente...

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Governo del cambiamento – solita minestra

Ci vuole molto coraggio. In questi primi giorni dalla nascita del “Governo del cambiamento” altro non si legge -sui social in special modo- che la solita vecchia minestra, il nemico numero uno, causa assoluta del male del mondo: l’immigrato. Mi è capitato, vagando annoiata da commenti vuoti, tipo “le chiacchiere stanno a zero” (eh?), “se li prendessero in casa loro” (perché? Fino ad oggi stavano nella tua stanza degli ospiti?), di incontrarne uno particolarmente curioso. Una signora manifestava il proprio dubbio circa il motivo per cui la maggior parte degli immigrati africani sbarcati sulle coste italiane sia di giovane...

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Principe Libero – Vi racconto chi era realmente Fabrizio De Andrè

Sai cosa mi dispiace? Che non ci sia stata quella parte di De André che mi ha infiammata quando avevo pochi anni. Non esisteva, o almeno si percepiva appena, il Faber sociale. Quello che dava voce agli ultimi, che narrava delle tante Princesa, degli ubriachi e dei figli, “vittime di questo mondo”. È un film, ridimensionato in 3 orette di piacevole visione, ben recitato, carino. Ma null’altro. Io, Faber, non ho mai avuto il privilegio di conoscerlo. Ma le sue storie hanno accompagnato la mia vita in maniera così potente che mi pare quasi di averlo visto, di averci...

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Violenza su donne e bambini: per combatterla ripartiamo dai bambini

Ci sono tematiche le cui argomentazioni mi sembrano così ovvie, che il solo “tu cosa ne pensi?” pare il biglietto da visita per la fiera delle banalità. La giornata mondiale contro la violenza sulle donne è una di quelle. Cosa vuoi che pensi di chi usa, picchia, violenta, insulta una donna? È assurdo, così come è altrettanto assurdo il fatto che abbiamo bisogno di un giorno sul calendario per preoccuparci del problema. Della serie: «Ah, oggi è il 25 Novembre: povere donne!» Eddai… Non voglio cadere nel “le donne vanno festeggiate tutti i giorni”, perché non avrebbe senso, diventerebbe...

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