Autore: Michela Formicola

#IDEALSANREMO 2019: HA VINTO UN BRAVO ARTISTA E CON UNA BELLA CANZONE. E’ COSI’ DIFFICILE CAPIRLO?

Ammetto: sabato sera ho sperato con tutte le mie energie che Il Volo non vincesse il Festival. Il motivo? Sono tecnicamente molto bravi, ma a testo pare di ascoltare la Milly o il Tony alla sagra della salamandra in qualche piccolo comune. Dai, su, Sole Cuore Amore non va da parecchio, poi non lamentatevi se vi definiscono “i giovani vecchi” (io, ad esempio, vi avrei definiti soltanto vecchi). Ultimo? No, no dai. Ha dimostrato ampiamente la sua sportività nel “dopo”, come un chiunque ragazzino super convinto di vincere con una canzone che in radio andrà fortissimo, senza curarsi del...

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Caro elettore medio delle Lega o del M5S

CARO ELETTORE MEDIO DELLA LEGA O DEL M5S (tanto ormai, che cambia?), caro sostenitore del ministro/papà, caro tu. So che ci sei. Anche se hai smesso di urlare slogan ignobili, ti vedo commentare quasi con un filo di voce «Bravo, avanti così». Hai smesso di alzare la voce, non digiti più in stampatello, e non perché tu abbia rivalutato le tue idee, ma perché lo sai, lo vedi, che stiamo andando verso una deriva fascista che fino ad ora sentivi solo nei racconti dei nonni. Però si sa come vanno queste cose: portateli via tutti, finché non si tratta...

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Davvero pensate che abortire sia una cosa facile?

Mi viene da piangere quando sento dire che il diritto all’aborto (o IVG – interruzione di gravidanza volontaria, come sarebbe più corretto dire) lede il valore della vita. Mi si stringe il cuore sapere che c’è ancora oggi chi pensa che una donna che decide di interrompere il processo di gravidanza sia senza cuore, egoista, o peggio, assassina. Il colpo di grazia, come sempre, me lo dà il fatto che gran parte di queste accuse arrivino da altre donne. Parliamoci chiaro: non ne sapete niente. Non avete idea di cosa provi una donna a decidere di sottoporsi ad un...

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Mezz’oretta di cazzeggio sui social

Non tollero più: – i “lo faccio da ministro e da padre”, e poi separiamo minorenni dalle loro famiglie, intrappolati su una nave perché papà Matteo ha deciso così: ah Salvì, mi facevi ribrezzo come ministro, non farti giudicare anche come padre, è troppo; – i “perché non li prendi a casa tua?!1!”: per lo stesso motivo per cui non mi occupo di insegnare nelle scuole, di operare negli ospedali, di curare il verde pubblico: pago già le tasse; – i “e gli italiani senza lavoro?”: Giggino è il ministro del lavoro. Un ministro del lavoro si occupa, indovinate...

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C’era una volta il silenzio

Io mi ricordo quando a scuola ci obbligavano a rispettare il minuto di silenzio, dopo tragici eventi, come l’attacco alle torri gemelle, ad esempio. Ricordo che suonava la campanella, ci si alzava in piedi, e in maniera composta, a capo chino, si stava in religioso silenzio. Cosa una classe di pre adolescenti come noi pensasse in quei sessanta secondi non lo so con certezza. In quel lasso di tempo si possono fare una marea di cose, paradossalmente. Anche solo per un attimo è facile finire per pensare davvero alle vittime, a quanto tutto possa essere così passeggero, dispiacendosi sinceramente...

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