Autore: Alessio Cappello

Perché assegnare il Nobel a Bob Dylan è un gesto rivoluzionario

“Per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”. Così, il 13 ottobre 2016, Bob Dylan, al secolo Robert Zimmerman, decide di scrivere un’altra pagina rivoluzionaria, per la sua carriera e per il mondo intero. Rivoluzionaria come la scelta, insolita per un menestrello, di imbracciare una chitarra elettrica e cantare quello che la Beat Generation andava predicando nel più o meno ruggente ventennio Fifties-Sixties. Un uomo, Dylan, capace di confezionare poesie delicatissime (“Love Minus Zero/No limits”, “Shelter from the Storm”, “Just like a Woman”) ed essere, al contempo, un pungente animale sociale (“Hurricane”, “The Times...

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CINEMENTRE-‘THE HATEFUL EIGHT’, TANTO RUMORE PER NULLA?

Che Tarantino sia un genio disturbato è tanto vero quanto banale. Dunque, per evitare banalità di sorta, supponiamo soltanto che “The Hateful Eight” sia la sua ultima tribolazione, e che dunque, visti i precedenti, sia indispensabile vederla. Girato su pellicola Panavision 70mm, musicato dal Maestro Morricone, interpretato da Kurt Russel, Samuel L. Jackson e Tim Roth. Ciò basterebbe. Eppure. L’incipit è straordinario. Tarantino si diverte con il formato della pellicola e sperimenta nuove (ma antiche) viste grandangolari da cinema western. Poi tutto si perde. Nella prima ora di film lo spettatore viene colto da una letargia indotta dalla lentezza...

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TESTE DI CALCIO-GOL E TAJARIN, MAXI LOPEZ EROE DELLA CURVA

Einstein sosteneva che la struttura alare del calabrone fosse inadatta al volo, ma che lo stesso, non sapendolo, volava ugualmente. Se il fisico fosse ancora tra noi a deliziarci con le sue geniali scoperte, si troverebbe a dire lo stesso di Maxi Lopez, ovvero che il suo fisico è inadatto al gioco del calcio, ma lui, non sapendolo, segna lo stesso. Archivia il Chievo con due gol. Il secondo da cineteca. Tutti zitti, anche Wanda. Se perde quindici chili per il prossimo anno, altro che Europa League. PROMOSSI: Domenico Berardi, che quando vede rossonero, evidentemente, gli scatta qualche meccanismo...

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TESTE DI CALCIO – MIRACOLI A MILANO. TORO, ADDIO EUROPA

Eppure Tino Costa ero sicuro di conoscerlo. Ecco, ci sono. E’ quel cetaceo abbonato al tavolo della pinnacola, Alpestre in una mano, le carte nell’altra. Centoquaranta chili, zippati in un metro e cinquantotto. E invece mi confondevo. Tino Costa, argentino, faccia da Marlboro rosse, rifila una doppietta farlocca al Toro. Nella Caporetto granata, Ventura & Co. salutano le speranza europee, lasciando spazio al Gasp e a Tino Costa. Certo un calo era prevedibile. Nulla di male, può accadere. D’altronde, come mi disse la mia prima morosa, l’amore non svanisce con un paio di prestazioni insufficienti. L’Europa presto saprà le...

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IDEALRACCONTO – Visioni e deliri sulle alture messicane

Mia nonna, sul sedile del passeggero, masticava Alka-Seltzer e proponeva rutti acidi, incurante del buco nell’ozono. Proprio in quell’istante, la mia anda fu sverniciata dalle sirene spiegate di un camion dei pompieri, che nella luce del giorno sembrava un fuoco blu lampeggiante. Solo allora la vidi. Una colonna di fumo nerastro si alzava verso il cielo e, a occhio e croce, a bruciare doveva essere proprio l’ospedale. Eravamo diretti nello stesso posto, il camion dei pompieri e io. E mia nonna, ovviamente. E la mia Alfa Romeo, se la si considera come un personaggio chiave della vicenda. Per me è un personaggio chiave della vicenda,...

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