allotmentNegli ultimi anni ormai ha preso il sopravvento l’idea per cui tutto ciò che è artificiale faccia male, mentre tutto ciò che è naturale sia buono e faccia bene. A conferma di ciò, si è sviluppato il settore della cosiddetta “agricoltura biologica”, cioè la coltivazione dei campi e degli orti senza l’utilizzo di concimi artificiali, fertilizzanti, erbicidi e pesticidi. Ancora una volta il mio intento è chiarire qualche aspetto a riguardo.

Innegabile è che faccia sempre piacere sapere che la frutta e la verdura che ogni giorno arrivano sulle nostre tavole non abbia subito troppi trattamenti, ma sia giunta fresca e pulita. La verità però è molto diversa. La maggior parte del cibo che mangiamo arriva dall’utilizzo intensivo del terreno, anche con l’uso di prodotti chimici per proteggere le piante e i frutti.

Tutto questo non avviene per caso, ma è dovuto alla necessità di sfamare la popolazione mondiale che è sempre più numerosa. Questo non sarebbe certamente possibile con l’agricoltura biologica per via delle basse rese dei raccolti. Inoltre non è affatto vero che il prodotto cosiddetto “biologico” (come se gli altri fossero di plastica o di chissà quale altro materiale) sia più sano del prodotto trattato con pesticidi, fertilizzanti, ecc.

Spesso il non utilizzo di metodi di difesa artificiale porta addirittura allo sviluppo nella pianta di “pesticidi naturali” che possono essere ancora più dannosi di quelli chimici utilizzati dagli agricoltori e che permettono alla pianta di difendersi dai parassiti. La differenza sta nel fatto che i pesticidi artificiali possono essere lavati via con un po’ d’acqua prima di mangiare il frutto o la verdura, mentre per le difese che la pianta stessa mette in atto la situazione alle volte può non essere così facile.

A prova di ciò, nonostante quello si possa pensare o vi abbiano detto, non c’è nessuna prova scientifica che la frutta e la verdura biologica siano più sane rispetto a quelle coltivate tradizionalmente. Si può dire quindi che l’agricoltura biologica è una bella realtà, applicabile all’orto dei nostri nonni o padri, ma non su grande scala per via della non sostenibilità  della stessa, la produzione per il sostentamento di un numero elevato di persone richiederebbe un utilizzo smisurato di energia, di molte volte superiore rispetto alla normale agricoltura, il che sarebbe in netta contrapposizione con l’intento primario del “biologico”, la salvaguardia dell’ambiente e della salute.