Partiamo dicendo che l’argomento è molto, ma molto complesso e questa politica semplificazionista degli ultimi anni mi infastidisce parecchio.
L’immigrazione è sicuramente un enorme problema e, allo stesso tempo, è altrettanto vero che l’Italia non può e non deve accogliere tutti i migranti. Ma soprattutto, la questione principale, è senza dubbio una: la politica europea deve essere cambiata.
Detto ció, oltre al fatto che non stiamo parlando di oggetti, ma di persone (che non è un discorso da sinistroide radical chic, ma un discorso da essere umano) le politiche europee si cambiano all’interno del Parlamento di Bruxelles, quel posto in cui Salvini avrebbe dovuto passare gli ultimi 9 anni (per quel ruolo era stato votato dagli elettori).
Il segretario della Lega Nord è nel Parlamento Europeo dal 2004 (con una pausa di tre anni) e, di occasioni per affrontare direttamente l’UE ne avrebbe avute parecchie se si fosse degnato di presentarsi in aula.
Dopo le recenti vicende si sono scatenate non poche polemiche e molto spesso ho sentito parlare di come altri Paesi abbiano adottato la stessa dura linea utilizzata dal neo ministro dell’interno. Verissimo, Salvini non è certo il primo europeo a respingere centinaia di migranti, ma il fatto che in Ungheria costruiscano muri e in Francia rispediscano indietro delle persone a morire assiderate non autorizza anche noi ad essere delle persone di merda.

L’unico obiettivo della vicenda Aquarius è stato quello di compiere un’azione propagandistica verso gli italiani che hanno votato Lega Nord, una mossa di marketing per dimostrare che Salvini fa le cose che ha promesso in campagna elettorale. Cosa non vera tra l’altro perchè questa operazione non è assolutamente servita a nulla, specialmente non è servita “a fare la voce grossa in Europa”. Abbiamo bloccato 600 migranti e il giorno dopo a Catania ne sono sbarcati oltre 900. Oggi ne sbarcheranno altri, domani pure. E noi gli accoglieremo, tutti quanti.
È un fenomeno che niente e nessuno può fermare, neanche il razzismo mascherato (ormai neanche più tanto mascherato) di Salvini.
Quello che si dovrebbe fare è tentare di arginare questo fenomeno per riuscire a gestirlo nella maniera meno dolorosa possibile. Per fare ciò occorre modificare gli accordi europei, partendo dal trattato di Dublino. Ma gli accordi europei vanno cambiati e discussi in parlamento, non con un hashtag su facebook.
Mi rendo conto che per fare questo bisogna passare dal fare campagna elettorale al fare politica, una passo a cui, evidentemente questo governo non è pronto.

Qualche giorno fa Di Battista, in un locale a San Francisco, ha raccontato della sua esperienza in Congo (con le ONG?). Ha detto che il futuro degli africani deve essere in Africa. Loro vogliono continuare a vivere in Africa. E fino a qui non ci voleva certo un genio: una frase di una banalità immensa che supera le ridicole affermazioni di Berlusconi sui ristoranti pieni.
Se Di Battista è stato in Congo sa bene perchè gli africani non riescono ad avere un futuro in Africa. Non capisco perchè salti questa parte nei suoi comizi.

L’immigrazione è sempre esistita, ed esiterà per sempre perchè l’uomo è un essere che cerca di sopravvivere. Anche noi italiani emigriamo continuamente, ma ci consideriamo dei cervelli in fuga. In realtà l’unica differenza tra noi e loro è che noi abbiamo la fortuna di essere ricchi e arrivare in un altro paese viaggiando in economy su un aereo di linea senza dover passare per i campi di sterminio libici.