11206128_10205977512428463_7662535521148848520_nMilano, Primo maggio, ore 16.30.

Stavo serenamente dormendo nel mio letto (con tanto di tappi alle orecchie) in Via San Vittore, quando, improvvisamente, sono stata svegliata da incredibili botti proveniente da fuori. Mi è bastato prendere il telefono in mano e vedere 48 messaggi non letti su whatsapp per capire che qualcosa di grave stava accadendo in strada.

Dalla mia residenza ho potuto vedere sfilate di auto della polizia andare verso via Carducci, dove stava succedendo il finimondo. Quello che doveva essere un semplice corteo di protesta contro l’Expo, si è trasformato in una vera e propria guerriglia. Auto (soprattutto SUV, macchine sportive e costose) e cassonetti in fiamme, negozi completamente devastati, banche distrutte, locali incendiati. Insomma, nel giro di un’ora il centro di Milano è diventato un campo di battaglia. Addirittura la torre di Sant’Ambrogio è stata presa a picconate per ricavarne sassi da lanciare contro la polizia. Aria irrespirabile, fumo e fiamme ovunque. E tutto questo a due passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio e di Santa Maria delle Grazie.

Dalla mia finestra vedevo solo fumo, sentivo una gran puzza e tutto al ritmo di spari di bombe carta, molotov e petardi. La paura per un’ora è stata tanta. Non si poteva uscire in strada (ovviamente), e ci siamo limitati a vedere cosa stava accadendo per strada tramite le dirette di vari telegiornali.

Uomini mascherati di nero, con caschi, mazze e maschere antigas hanno popolato per più di un’ora le nostre strade distruggendo qualsiasi cosa incontravano lungo il loro percorso. Quando se ne sono andati hanno abbandonato tutti gli indumenti neri che indossavano, le mazze e le maschere antigas in mezzo alla strada…e sono fuggiti!11198975_10205977866877324_1398606322_n

Ora apparentemente sembra tutto concluso. Quello che rimane, sotto un cielo grigio e piovoso, sono i resti di una devastazione che ha portato milioni di euro di danni alla città di Milano, e soprattutto ai cittadini Milanesi. Cittadini che si sono trovati ad osservare, dalle finestre delle proprie abitazioni, sconosciuti incendiare le loro auto e i loro negozi.

La rabbia è tanta per strada. Ma la gente, nonostante la pioggia, si è già riunita per sistemare le strade e osservare quanto di orribile è stato compiuto dai Black bloc provenienti da tutta Europa. Qui non si parla di libertà di opinione, qui non si parla di far sentire la propria voce. Credo che non ci sia modo peggiore per esprimere il proprio dissenso verso una manifestazione come l’Expo. Qui si parla di gente violenta. Gente che, ahimè, non ha ancora ben capito che con la violenza non si va da nessuna parte. Che facendo guerra, attaccando, e distruggendo il prossimo, i problemi non si risolvono!

Finché non taceranno per primo le parole e le azioni violente dentro di noi, non riusciremo a dialogare e ogni tentativo di trovare una soluzione ai problemi sarà vano. Sembrano discorsi di una stupidità assoluta, discorsi che anche un bambino di quattro anni può farti. Eppure ancora oggi, nel 2015, sono discorsi che siamo chiamati a ribadire.

La violenza è il rifugio dei più deboli, il rifugio di chi purtroppo non ha i mezzi “umani” necessari per esprimere le proprie opinioni.