Angela PalestineVenite bambini, sedetevi intorno a me.

Oggi vi voglio raccontare una storia. Sì, una storia di quelle che piacciono a tutti noi, con un eroe forte e un drago da sconfiggere. Ci state tutti? Possiamo iniziare? Andiamo.

C’era una volta una bambina. Si chiama Reem, è palestinese ed è vissuta in un campo profughi in Libano. Sapete dove si trova il Libano, bambini? È un paese lontano, dove la vita non è sempre facile e i bambini giocano a palla al ritmo di bombe e sparatorie, quando sono sufficientemente fortunati da non esserne vittime. Reem, però, ha una fortuna in più: è partita, andata via da quel mondo lontano, ha fatto un viaggio lungo, con la sua famiglia per arrivare fino in Europa, qui da noi. Dove, chiedete? In Germania. Qui vicino, insomma. E questa nuova terra, dove le bombe non si sentono più, ma le si vedono in televisione, è diventata pian piano il suo nuovo rifugio.

Qui ha dovuto allenarsi a crescere: in quattro anni ha imparato il tedesco, ha cercato di diventare una piccola europea, con i sogni e le speranze che nutrono tutte le sue compagne, che probabilmente nutrite anche voi. Un giorno, nella vita della giovane Reem, una nuova bomba: il papà sta avendo problemi con la richiesta di asilo, che gli impedisce di avere un lavoro stabile e una permanenza duratura nella terra tedesca. E si sa, senza un permesso di soggiorno Reem e la sua famiglia rischiano di tornare in Libano, in quel Libano, a quella vita che pensavano di aver scampato per sempre. Che fare? Correre dal re!

Invitata da una trasmissione televisiva, Reem ha la possibilità di parlare con Angela Merkel. Chi è? Immaginatela come la sovrana del regno, colei che rappresenta i suoi sudditi davanti agli altri popoli e, aiutata da un buon numero di collaboratori, prende decisioni affinché i cittadini del regno siano sempre, o quasi, felici e soddisfatti. Le decisioni da prendere, però, sono difficili e non sempre fanno sorridere la gente dei villaggi, che qualche volta, per questa ragione, si arrabbia e si ribella. Reem le parla, le dice di essere felice di come il suo regno l’abbia accolta e le abbia permesso di imparare la lingua e integrarsi. Poi si fa seria, prende in mano tutto il coraggio che ha, e spiega la sua situazione. Parla da adolescente, una donna che ha ancora addosso la limpidezza dei bambini, ferma e decisa. Non chiede molto, solo di poter crescere come tutti gli altri sui coetanei tedeschi ed europei.DSC_0843

La sovrana la guarda, e vedendo in lei una donna in miniatura, le parla come tale: «Lo capisco.. Tuttavia, a volte la politica è molto dura, e anche se sei una persona davvero molto piacevole, ci sono altre migliaia di persone nei campi profughi palestinesi in Libano.. Se noi dicessimo “Ok, potete venire tutti qui”, e poi dicessimo “potete venire tutti dall’Africa”, e così via, non saremmo poi in grado di gestire la situazione. L’unica risposta che possiamo dare è che non venga fatto aspettare così tanto tempo prima che sia presa una decisione sull’espulsione. Ma alcuni devono tornare indietro..».

La storia finisce qui, bambini, con le lacrime della giovane Reem e un abbraccio di chi altro non ha potuto fare. O, forse, non finisce affatto.

Vi è piaciuta? Spero di no. Bene, adesso tornate nei vostri lettini, da bravi, e chiudete gli occhi. Sognate un mondo che non sia troppo stretto per alcuni di voi, e a misura solo per pochi altri. Sognate regni, villaggi, case sempre aperte. Sognate di svegliarvi e di poter condividere la vostra colazione con bambini con storie diverse. Sognate di giocare oggi qui, domani chissà, forse vicino a casa di Abdul, forse al campetto vicino a casa di Marco. Sognate di non essere mai considerati solo un numero, una quantità, ma sempre e soltanto una qualità, un pezzo di vita che arricchisce. Sognate di essere portatori di storie e culture, e sognate di mescolarle insieme, per crearne una grande, unica e colorata. Sognate di non dover più fuggire da guerre, fame o situazioni difficili, ma, se non ci riuscite, sognate di poter trovare, al di là del mare, qualcuno che tenda la mano per aiutarvi. Sognate di non essere mai additati come sbagliati, diversi o pericolosi solo per il vostro colore di pelle o per le vostre origini.

Boat_People_at_Sicily_in_the_Mediterranean_SeaSognate di studiare, di realizzarvi, di viaggiare, non per paura ma per il gusto di scoprire ogni angolo di mondo. Sognate che il posto che chiamate casa non si riduca mai alle quattro mura che vi riparano dalle intemperie, ma che si allarghi ogni giorno ai volti, ai sorrisi e alle vite di chi incrocia il vostro cammino. Sognate che un giorno Reem possa avere una nuova vita in Germania, o ovunque la sua ambizione la conduca, e che non si senta mai dire che “è di troppo”. Sognate che le carezze non siano più un modo per dire “mi spiace, ho fatto il possibile, ma non è bastato”, ma piuttosto “coraggio, ora tentiamo l’impossibile”.

Sognate tutto questo, e poi svegliatevi, bambini: è ora di realizzarlo.