Boat_People_at_Sicily_in_the_Mediterranean_SeaNuova ondata di migranti? No. Sarebbe piuttosto corretto dire nuovo riflettore dei media sugli sbarchi. Sarà la primavera?

In meno di 48 ore è stato registrato l’arrivo di più di 2000 persone, sulle coste della Sicilia. Duemila persone in mare, raccolte, perchè questo è il termine più adatto, dalle imbarcazioni della flotta navale italiana Mare Nostrum. Eppure le partenze, la fuga di uomini, donne e bambini, non segue le previsioni meteo della Tv. La fuga, per definizione, avviene precipitosamente, si salpa su un barcone e dove si arriva si arriva. E quando (e se) si arriva si arriva. Per i media, invece, gli sbarchi capitano solo tre mesi all’anno, quando spunta il primo sole. “Capitano”, e guarda caso sempre di emergenza si parla. Fino a quando non si verificano tragedie come quella del 3 Ottobre scorso, e allora tutto il mondo pare ricordarsi improvvisamente che sì, l’Italia è proprio la prima frontiera europea, la porta del Mediterraneo.

Il nostro Bel Paese deve mettersi in testa che il flusso migratorio non è questione di emergenza. I conflitti, le guerre, i regimi che sono in corso intorno a noi, in altro mare, sono numerosi, e da che mondo è mondo, gli uomini continueranno, per istinto di sopravvivenza, a imbarcarsi sul primo pezzo di legno galleggiante e ad affidarsi alla corrente del mare.

Quello che possiamo, e che siamo chiamati a fare è rivedere il sistema di accoglienza dei nostri CIE e le politiche migratorie. Non è sufficiente supervisionare i confini della Fortezza Europea con navi militari, è un buon passo ma non basta. È necessaria l’apertura di canali umanitari, che facciano sì, una volta per tutte, che questo nostro altro mare non si trasformi in alto mare per milioni di vite umane.