welcome-to-the-alt-right-ill-be-your-guide-thank-3442605Negli ultimi 7-8 mesi, la parola inglese “Alt-Right” ha iniziato a essere sempre più usata in quasi tutto ciò che era legato alla politica, americana o europea che fosse.

Con Alt-Right si indica generalmente una specie di movimento (ma qualcuno azzarda la parola  post-movimento), nato in America ma ormai diffuso anche in Europa, che si dichiara alternativo alla destra politica conservatrice tradizionale. E’ un conglomerato di idee e pensieri molto disparati, senza un manifesto ufficiale o un’organizzazione formale. Di base c’è un’ideologia molto estremista, razzista, antifemminista, omofoba e principalmente conservatrice in tutti gli aspetti, dalla politica sociale alla tecnologia o vita quotidiana. Mischia elementi indipendentisti a quelli isolazionisti, anti-scienza con cospirazionismo spinto, il tutto permeato da un odio generale per tutto quello che può essere poteri forti o nascosti.

Non c’è un vero leader, solo figure di riferimento che simpatizzano con il movimento come Allum Bokhari e Milo Yiannopoulos, giornalisti molto controversi di Breitbart News, Richard Spencer (a cui si attribuisce la “creazione” del termine Alt-Right) o David Duke, ex-leader del Ku Klux Klan. Non ci sono nemmeno ideologhi perché lo sono tutti ma nonostante ciò ha delle profonde ramificazioni nella politica con membri del Tea Party o indipendenti.tr

Sviluppatosi inizialmente in siti internet che garantivano l’anonimato, persone di ogni tipo potevano infatti dire la loro per quanto fosse estremista, racchiude in se tanti e tali di quegli aspetti e sfumature (dal suprematismo bianco all’anti-moralismo, dall’ideologia nazista – ma anche anarchica – al politicamente scorretto) che è davvero difficile dire con precisione dove sono i suoi contorni e soprattutto i suoi limiti. Semplificando molto, sono persone che fanno della loro rabbia uno stile di “pensiero”, principalmente sul web, noncuranti del prossimo, delle idee altrui e della possibilità di passare per razzisti, xenofobi, maschilisti, ecc.Pollicioni0001

Il web e alcune sottoculture di internet, giocano infatti un ruolo fondamentale. La provocazione nella comunicazione è fondamentale. Che sia con un immagine modificata, con un “meme” o semplicemente toccando i tasti giusti, ogni affermazione deve provocare una reazione. La ricerca di questa provocazione continua, porta spesso a scrivere le peggio cose purché abbiano effetto, non importa se vere, a volte nemmeno realistiche. E dove non arriva la ragione, basta il dileggio, la presa in giro, il semplice insulto. Proprio camuffare elementi “estremi” non ironici con un uso ironico degli stessi, porta a non capire più se siano pensieri veri o solo “trollate” fatte apposta. Un esempio è la chiusura di una conferenza tenutasi il 19 Ottobre 2016, in cui Richard Spencer grida un “Hail Trump” – Hail era il saluto nazista – a cui risponde un coro di braccia destre tese. Il gesto è stato difeso dicendo che il tono era “ironico” e provocatore.

Il ritrovo online preferito di solito è la sezione commenti di qualche testata online – esempio migliore è il già citato Breitbart News, sito molto conservatore fondato nel 2005 che negli ultimi anni ha visto una larga diffusione – oppure qualche forum di estrema destra (Stormfront su tutti). Non sono i soli. Ci sono molte trasmissioni radiofoniche, da sempre condotte da personaggi molto estremisti, senza disdegnare anche i social media più generalisti come Twitter, Facebook o Reddit.a_coloured_voting_box_no_bg-svg

Non bisogna pensare però che sia un fenomeno limitato o isolato. Sempre più persone si dicono simpatizzanti e non dobbiamo scordare che l’Alt-Right ha avuto un ruolo chiave nell’elezione di Trump. Il capo della sua campagna elettorale dall’Agosto 2016 è stato Steve Bannon che fino al giorno prima era proprio il capo di Breitbart News. Non a caso durante i molti comizi, il nuovo presidente americano ha più volte tessuto le lodi del movimento e preso a piene mani spunti dalle loro ideologie. Con la vittoria di Trump, Bannon sarà il “capo stratega” della sua presidenza, posizione non di poco conto.Matteo_Salvini,_Festa_di_Pontida_2013

Data l’eterogeneità, questo pensiero può far presa facilmente in un qualunque paese con relativa facilità. In Europa il movimento è già presente anche se con qualche differenza. Per ovvi contesti storici è molto meno legato all’ideologia nazista, pur spesso avendone le stesse caratteristiche. Basti pensare al Front National francese o ancor meglio a tutte quelle forze anti-europeiste inglesi – Ukip in testa – che hanno portato alla vittoria della cosiddetta Brexit. I principi su cui si basano sono gli stessi: isolazionismo, difesa delle tradizioni culturali, velato razzismo.

In Italia la situazione non è da meno. Come sicuramente chi legge avrà notato, molti elementi dell’Alt-Right sono facilmente riscontrabili nella politica del nostro Paese. Complice un clima da perenne campagna elettorale che facilita molto la presa di posizione ad oltranza, il terreno è estremamente fertile. A volte anche in modo inconsapevole. La Lega Nord a marchio Salvini o il Movimento 5 Stelle sono casi emblematici (e insieme rappresentano la maggioranza dei votanti). Se nel primo caso il leader leghista si rifà apertamente al modello “trumpiano” – vedasi cartelli presidenziali ai suoi comizi – e dell’Alt-right in generale, con il M5S la cosa è leggermente diversa ma più interessante. I suoi leader, politici e non, puntano tutto su concetti un pò più moderati e dichiarazioni populiste ma mai estremiste mentre i loro sostenitori si muovono esattamente come i lettori di Breitbart. Stesse metodologie di propaganda, stessi temi, stesse azioni. Un reale controllo sui propri “supporter” non si può avere.download (1)

Basti pensare alla sezione commenti di testate online come “il Fatto Quotidiano” o “il Giornale” in cui si possono trovare tutti gli elementi base dell’Alt-Right. Un giornalista come Marco Travaglio, se dicesse cose apertamente razziste o xenofobe, sarebbe il corrispettivo intellettuale di  Yiannopoulos (con le dovute eccezioni). Una prova è che spesso vengono usate sue frasi – decontestualizzate e parziali – per la creazioni di immagini da linkare nei contesti più disparati. Non è un caso che è prevista nel prossimo futuro, l’apertura di una sezione italiana di Breitbart.giuseppe_cruciani_-_ijf_2012_-_photo_paolo_visone

Se pensiamo alla radio, due programmi vengono in mente: “La Zanzara” di Radio 24 e “Benvenuti nella giungla” di Radio 105. Nuovamente ci sono dei distinguo da fare ma Cruciani o Paragone ben rappresentano un certo modo di dire e dare le notizie, di esporre le proprie idee dichiaratamente anti-sistema. Entrambi poi hanno un seguito online che li segue e difende in maniera troppo spesso acritica, scagliandosi contro chiunque non sia d’accordo.

Non parliamo poi del social per eccellenza, Facebook. Si può tranquillamente dire che il 70% delle pagine ospiti al suo interno elementi o persone dichiaratamente schierati. Dalle pagine di “contro-informazione” o più semplicemente post-verità, ai gruppi palesemente troll il campionario è abbondante. Anche senza fare grosse ricerche, quasi tutti hanno un amico o parente che condivide contenuti di quel tipo. Aggiungiamo anche tutto il “gentismo” dilagante, gli opinionisti tv in cerca di pubblico, personaggi in cerca di fama e visibilità e il gioco è fatto.

Tutti esempi di come questo movimento senza leader sia già presente in massa. E sarà sempre più trasversale. Non c’è bisogno di essere maschio, bianco, eterosessuale e di destra. Esistono gruppi di donne che ne fanno orgogliosamente parte come anche gruppi di immigrati (pensiamo ai “Latinos for Trump”) o omossessuali. Rimanendo sulla politica americana recente, i sostenitori più estremisti di Bernie Sanders, i cosiddetti Bernie Bros, o alcune fazioni di Black Lives Matters, non si sono fatti problemi a scendere a scorrettezze e bassezze varie.248144_36922685

Tornando in Italia, durante questa estenuante campagna referendaria, abbiamo visto, letto e sentito di tutto. Se la politica diventa barbarie, questi sono i risultati. Il rischio grande è che da questo pantano ideologico non se ne esca facilmente. Tutti vogliamo avere ragione e tutti vogliamo fare parte di qualcosa. Allo stesso tempo tutti siamo arrabbiati per qualcosa e tutti vogliamo sfogarci. Tutti abbiamo qualcosa da difendere e tutti ci creiamo un nemico. Quale miglior movimento di uno che abbraccia tutte queste cose?