Il fenomeno dell’Alt-right americana è sulla bocca di tutti, a volte a sproposito, da almeno 4 giorni, “grazie” al loro folle raduno nella città  di Charlottesville in Virginia. Cerchiamo di capirci qualcosa.

Il raduno è stato organizzato per protestare contro la paventata rimozione della statua del generale sudista Robert E. Lee, personaggio molto famoso, apprezzato stratega militare e venerato simbolo di libertà  contro l’oppressione. Come un po’ tutte le figure che ruotano intorno alla guerra civile americana, ci sono molte zone grigie nella sua storia personale ma sarebbe sbagliato definirlo un cattivo. Quel che è certo è che il generale Lee mai avrebbe voluto diventare un simbolo nazista, anzi da vero gentiluomo del sud sarebbe sceso a combattere il nazismo e la sua ideologia per primo.

La questione della statua è stata dunque un pretesto per le varie anime dell’Alt-right americana di radunarsi e fare un po’ di casino. Non a caso i vari leader dei vari sotto-movimenti nei giorni prima della manifestazione si sono detti un po’ di tutto – nei movimenti d’odio c’è poco amore – e in molti non sono nemmeno andati. Bisogna necessariamente capire che l’Alt-right, a differenza di quelli a cui siamo abituati noi in Europa, è un movimento con tanti leader e senza limiti precisi, al cui interno c’è letteralmente di tutto: dai gruppi (e sono tanti) di suprematisti bianchi al Ku Klux Klan, dai neo-nazisti ai filo-nazisti Hitleriani (e sì, c’è differenza), dalle gang di motociclisti alle frange di estrema destra degli skinhead, passando per gli indipendentisti americani. Ma non solo. Fare un elenco di tutti i simpatizzanti dell’Alt-right è operazione molto lunga. Quello che conta è che è un insieme di ideologie e post ideologie , una massa difficile da identificare formata da tantissime micro-cellule dalle idee aberranti. Nel corteo della manifestazione si leggevano e sentivano slogan contro gli ebrei, contro i neri, contro gli stranieri, contro le donne, contro gli omosessuali, contro lo stato, a favore dello stato, a favore di Trump, a favore delle armi. L’unica cosa che hanno in comune è la voglia di tornare a far considerare importante la razza bianca a costo di usare la violenza. I manifestanti infatti sono scesi in piazza armati di scudi, equipaggiamento militare, armi automatiche, torce e bandiere naziste.

A questa manifestazione si è contrapposta una contro manifestazione organizzata dai cittadini indignati, movimenti liberali e chiunque non fosse d’accordo con i suprematisti bianchi. Tra le due fazioni ci sono stati un paio di scontri fino a che un ragazzo neo nazista ha deciso di buttarsi sulla folla antagonista con la sua auto, causando 1 morto e 35 feriti. Ironico se pensiamo quanto queste persone odino l’Isis, i terroristi e i musulmani ma han utilizzato e utilizzano spesso i loro metodi.

Il presidente Trump si è comportato da Trump: subito ha minimizzato, dopo 3 giorni è stato “costretto” a fare una dichiarazione ufficiale in cui criticava i movimenti violenti e il giorno dopo si è rimangiato tutto, accusando inoltre la contro-manifestazione. Ha persino coniato il termine Alt-Left, e preparatevi perché lo sentiremo spesso d’ora in avanti. Può sembrare un fatto da poco ma è la prima volta che un atto di terrorismo viene condannato così blandamente e soprattutto è il primo presidente americano della storia a non prendere le distanze dall’Alt-Right o comunque dai movimenti che si ispirano al nazismo. Un motivo però c’è: quelle persone sono la base dei suoi elettori, sono quelli che l’hanno fatto vincere e non a caso esponenti come David Duke (ex capo del Ku Klux Klan) e Richard Spencer (capo dei suprematisti bianchi) hanno apprezzato le parole di Trump ricordando come lui fosse uno di loro. Ovviamente Trump non è uno di loro ma conta il messaggio che viene fatto passare.

Il resto della politica Usa ha preso le distanze da Trump e i Democratici lo hanno duramente condannato e criticato ma si è già  visto in passato come serva a poco. La novità è che persino dei network molto di destra per la prima volta si sono schierati contro il presidente. Attendiamo la risposta.

Questi, in breve, sono i fatti e ci invitano a diverse riflessioni. Innanzitutto bisogno iniziare a prendere sul serio questa Alt-right. Hanno dimostrato di essere tanti, organizzati e che su internet hanno il predominio della manipolazione della verità. Nelle ore successive al raduno sono state prodotte delle finte foto e finti articoli in cui passavano per violenti la polizia e la contro-manifestazione, e i neo nazisti erano un placido gruppo di manifestanti coi cartelli. Persino il terrorista era solo un giovane spaventato che si è dimenticato di frenare. Non sono 4 idioti – quantomeno non sono solo quattro – e tra le loro fila c’è davvero di tutto, dal contadino ignorante al professore di letteratura, dallo sbandato depresso al padre di famiglia col golfino sulle spalle. Se volessi fare un paragone un po’ provocatorio direi che sono l’unione di Lega Nord, Salviniani, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle sotto steroidi. Tanti steroidi.

Un secondo punto da prendere seriamente in considerazione è che sono molto arrabbiati e molto violenti. Quasi tutti posseggono armi che non hanno paura di usare e non sono così distanti, come han dimostrato, dai gruppi terroristici di matrice islamica. Inoltre un’ampia parte di quella gente è mossa da motivazioni personali più che ideali veri e propri, sono insoddisfatti della loro vita e non gli interessano gli altri, vogliono solamente vedere il mondo bruciare. E non basta pensare di avere una superiorità  morale o intellettuale perché a molti di loro quello non interessa, non vogliono farsi valere coi discorsi ne tanto meno ascoltare. Persone così non le convinci solo con il dialogo, hanno bisogno di atti politici e concreti.

Una terza questione, molto preoccupante, è che oltre ad ampliarsi di anno in anno, fanno da esempio anche per i movimenti nostrani. Nascono nuove costole europee e asiatiche del Ku Klux Klan, dei suprematisti bianchi – di neo-nazisti ne abbiamo già  noi quindi non li importiamo – di gruppi più o meno ispirati dall’Alt-right. I loro ideali sono semplici, veloci, “di pancia” e vengono capiti da tutti. Inoltre creano spesso gruppi molto uniti in cui ci si sostiene l’un con l’altro, in cui magari è difficile entrare ma praticamente impossibile uscirne.

Un ultimo punto più generale su cui riflettere è la spinosa questione della libertà  di parola e di pensiero. Le ideologie naziste sono ideologie pericolose per loro natura e che, se vengono modificate, annacquate e ulteriormente incattivite, possono diventare la fiamma con la quale verrà  dato realmente fuoco al Mondo, soprattutto in periodi di crisi, incertezza e fake news. Allo stesso tempo però la democrazia prevede al suo interno la libertà  di parola e quindi gruppi come quelli possono esistere liberamente. Se qualche loro membro compie un reato è colpa di quel singolo, non pagano mai i loro leader. Fin dove possiamo tollerare però la diffusione di ideali così abietti e che incitano all’odio? Chi decide cosa è moralmente accettabile e cosa no? Domande facili da fare ma difficili nelle risposte.

I fatti di Charlottesville han dato un primo segnale forte di una certa mentalità che sta ritornando più forte e cattiva di prima. Ma altri piccoli segnali sono tutti intorno a noi: intolleranza, discriminazione, violenze sono in crescita. Quando il futuro ci sembra incerto  in molti si rivolgono al passato, dimenticandosi di quello che la storia ci ha insegnato.