downloadOggi la Gran Bretagna ha scelto di uscire dall’Unione Europea. La questione è abbastanza seria, perché stavamo vivendo un momento di leggera ripresa, lenta e poco visibile, sostenuta da chi sapeva quello che stava facendo, che ora ha avuto una brusca frenata. La borsa è in caduta libera, discesa di circa 10 punti percentuali sia in Europa che in Giappone. In Italia a Piazza Affari non si riesce nemmeno a far prezzo, il che significa che si sta scendendo talmente tanto che la borsa si blocca automaticamente per difesa. La Sterlina ha perso un grande valore e tutto questo a favore del dollaro, ha i valori più bassi degli ultimi 30 anni. Valori simili non si vedevano dalla questione Lehman Brothers, circa 8 anni fa. Tutto si sta muovendo come se con l’uscita degli Inglesi stesse per finire l’Unione Europea. Chi ha vinto inneggia alla vittoria della libertà, non rendendosi forse conto del passo indietro che si sta facendo.

 

La situazione è molto critica. Il primo ministro inglese Cameron entrerà sicuramente nella storia per uno degli scivoloni politici più grossi degli ultimi 50 anni, perché è stato in grado di dividere l’europa per cercare di scaricare al di fuori della Gran Bretagna i problemi interni di instabilità. Questo è confermato dagli esperti del settore che stanno dichiarando in coro che tutto questo accade in risposta all’incapacità dei governi nazionali di fare ciò che si dovrebbe fare e proprio per questo se la prendono con le istituzioni, chiedendo un cambio delle politiche europee perché non riescono a fare delle politiche nazionali adeguate.

Si sono ovviamente sprecate le dichiarazioni di altri politici europei dicendo che questo è il momento per la fine dell’austerità, ma non si rendono conto che in questo momento storico sarebbe servita come non mai la stabilità europea. Fra qualche mese ci saranno le elezioni presidenziali americane e ora si svolgeranno in un clima che sarà molto caldo. I rischi che ora correremmo in caso dell’elezione di una persona con una politica “destabilizzante”, salita al potere di una nazione di una potenza enorme come gli Stati Uniti, sarebbero troppo alti da correre.referendum2

 

Tutto questo ha sicuramente un motivo che sta nell’incomprensibilità della politica da parte della stragrande maggioranza delle persone, che non ne possono più delle tasse, della politica, delle banche, del lavoro e di qualsiasi cosa che li riguardi. Le persone sono stanche e soprattutto sono incattivite, si sente nelle dichiarazioni e si intuisce dai voti di protesta per politici che più che programmi fanno comizi populisti attirando gli scontenti di qualsiasi ideale.

Qual è la reazione che ci dev’essere? L’Europa si deve presentare più forte e più reale. Sono anni che spero negli Stati Uniti d’Europa. La cosa più importante è che ci sia però una volontà politica ed economica per salvaguardare le persone che non possono mangiare alla fine del mese, perché la politica per gli investitori di ogni genere ci ha portati a questo. Le grandi aziende sono sopravvissute alla crisi, ora la “pancia” di tutta l’Europa sta mandando un messaggio piuttosto chiaro a chi ci guida, che è: noi quelli li non li vogliamo, quelli che ci sono stati fino ad ora non ci hanno aiutato. E’ quindi ora di fare dei grossi cambiamenti. La leadership Europea dev’essere una leadership con la L maiuscola come avviene negli Usa, che sia in grado di fare qualcosa di più di un presidente che lavora con una breve scadenza.

E’ certo che molto di quello che accade noi non riusciamo nemmeno a comprenderlo nella sua complessità, ma nonostante io ritenga che in determinate situazioni sia necessario “fare” ciò che serve anche se è impopolare, in questo periodo storico sia assolutamente centrale anche apparire come la gente vuole. E’ una situazione sicuramente paradossale, ma è una necessità dettata dalla sfiducia generalizzata che ormai molti hanno nella persona che si dedica alla politica. Mai come oggi, la chiacchiera da bar, così condita di luoghi comuni, riassume il pensiero di buona parte delle persone che votano e che scelgono chi viene eletto o scelgono di non farlo, cadendo nell’errore: mai rinunciare ad un diritto.download (1)

 

La Brexit sarà una prova decisiva per l’Unione Europea, perché la Gran Bretagna è sempre stata abbastanza autonoma, per quanto fosse comunque parte di essa. Ora però la questione è allo scoperto e non bisogna però credere che il problema sia nostro. Loro vogliono uscire e usciranno in due anni – queste le previsioni – e loro quindi dovranno costruirsi un ruolo tra i grandi del mondo restando nel loro “piccolo”. Ci saranno grandi ripercussioni per gli inglesi e non solo, speriamo che il popolo britannico che ha deciso, questa volta si assuma la responsabilità del proprio gesto.