Di Alessio Mason

Da ieri, è ufficialmente finita un’era. Da ieri, il mondo della musica non è più lo stesso. Da ieri, iTunes è solo un ricordo del passato.

Ieri sera si è tenuta l’annuale Worldwide Developers Conference, conferenza che Apple organizza ogni giugno per incontrare gli sviluppatori e annunciare le ultime novità in termini di software. E proprio ieri, tra il nuovo iPadOS e il nuovo iOS 13, macOS Catalina ha fatto il suo debutto. Tante le novità, e una grande mancanza, un software che ci ha accompagnato per 18 lunghi anni: iTunes.

Ora, intendiamoci, non è ancora venuto il momento di piangere per la scomparsa di un software, ma è bello prendersi un momento per ripensare alla lunga strada che ha fatto iTunes e di come ha contribuito a cambiare il mondo, come piace dire, con fare poco megalomane, ad Apple e a tutte le altre aziende della Silicon Valley.

Innanzitutto, perché Apple ha deciso di rimuovere un programma così storico? È presto detto: iTunes era diventato un raccoglitore di funzioni troppo diverse: musica, podcast, suonerie, film, serie TV, persino i backup di tutti i nostri dispositivi. Come ha giustamente fatto notare quel leone da palcoscenico che risponde al nome di Craig Federighi (e che, quando gli capita, si occupa anche di dirigere i lavori sui nuovi sistemi operativi Apple), ci mancava solamente che Apple aggiungesse un calendario e un servizio di posta ad iTunes per renderlo un sistema operativo completo. Molto più sensato, oggi come oggi, dividere le varie funzioni in app diverse, anche per prepararsi ai nuovi arrivi, come il nuovo servizio di streaming pronto a dar battaglia a Netflix, chiamato Apple TV+.

Una scelta sensata, insomma, ma che pone fine ad un lungo viaggio, iniziato più di 18 anni fa. Era il gennaio 2001, infatti, quando Apple annunciava l’inizio di una nuova era per i computer. Così come gli anni ‘80 e i primi anni ‘90 erano stata l’era della produttività, con il computer utilizzato principalmente per scrivere documenti di testo e fogli di calcolo, e così come la seconda metà degli anni ‘90 era stata l’era della “Internet revolution”, era adesso tempo di una nuova rivoluzione: quella dell’era del “digital lifestyle”.

Il computer avrebbe nuovamente cambiato il suo ruolo, e sarebbe diventato il centro del “digital hub”, ovvero avrebbe permesso di interconnettere i vari nuovi dispositivi digitali che stavano cominciando ad essere presenti nelle vite di tutti. Videocamere, fotocamere digitali, lettori MP3, lettori CD, lettori DVD, telefoni cellulari, tutti avrebbero scambiato informazioni con il computer, che ne avrebbe incrementato enormemente le potenzialità. Al giorno d’oggi è assolutamente normale pensare di “scaricare le foto” o qualsiasi altra cosa sul computer, e anzi, è un’idea che sempre più appartiene al passato (la “digital hub era” è finita da un po’), ma nel 2001 non era certo così ovvio. Ed Apple decise di iniziare questa rivoluzione proprio con lui: iTunes.

“Rip. Mix. Burn.” Questo era il motto, ovvero: estrai la musica dai tuoi CD, crea le tue playlist nell’ordine che preferisci, crea i tuoi CD con le tue playlist da ascoltare dove vuoi. Fu davvero una rivoluzione.

Il secondo appuntamento con la storia per iTunes era alla fine di quell’anno: solo questo software poteva infatti coprire le spalle al lettore musicale più di successo di sempre, l’iPod.

Nel 2003, poi, cominciò la battaglia contro la pirateria: era arrivato il momento dell’iTunes Store. Apple, siglando importanti accordi con tutte le più grandi case discografiche, iniziò a vendere attraverso il proprio negozio online musica a basso costo, digitale, e soprattutto legale. Quelli erano infatti gli anni dei download di file MP3 di dubbia qualità da siti poco raccomandabili, e per quanto questa attività non sia mai terminata del tutto, fu proprio grazie all’iTunes Store che arrivò la prima vera alternativa legale e interessante alla pirateria. In pochi anni, quello di Apple diventò il più grande negozio di musica al mondo, negozi fisici compresi.

Negli anni, i podcast, le serie TV, i film, e chi più ne ha più ne metta, vennero tutti aggiunti ad iTunes. Ed ora, tutto questo non esisterà più. Ad essere onesti, sarà semplicemente tutto diviso in varie app, ma il nome “iTunes” cesserà di esistere per sempre. Anche se non del tutto.

Nel 2007, Steve Jobs venne interrogato su cosa pensasse della versione di iTunes per Windows, considerata da molti come il migliore programma esistente per il sistema operativo di Microsoft. Egli rispose, con il suo solito umorismo pungente: “be’, è come dare un bicchiere d’acqua ghiacciata a qualcuno che sta all’inferno”.

E ora, dopo 18 anni di onorato servizio, iTunes rimarrà solo lì: a offrire quel bicchiere d’acqua fresca a chi, purtroppo, deve patire le pene dell’inferno (si scherza!).

Rip. Mix. Burn. No more.