In periodo di Natale spuntano, come “babbi natale” appesi ai balconi, una quantità immensa di articoli e liste di regali da fare. Regali economici, regali costosi, regali di moda, regali vintage, regali per lui, regali per lei, regali per bambini, regali per tutti.

In queste settimane ho visto però anche alcune liste di idee e suggerimenti per regali di Natale femministi.

Subito mi è sembrata una buona idea: l’argomento è “caldo”, importante e, almeno nella mia bolla sociale, ben presente nelle nostre discussioni e considerazioni. Incuriosito e speranzoso di trovare qualche buona idea, mi sono dedicato alla loro lettura. E sono rimasto un po’ perplesso.

Premetto che non ho letto questi articoli su testate mainstream o pop che tentano l’ammiccata alla lettrice occasionale, femminista in modo stereotipato o wannabe. Parlo di siti e blog che sull’argomento sono in prima linea e lo sono in modo molto partecipato e sentito.

Forse mi aspettavo troppo o forse è stato il solito giochino del titolo acchiappa click, soprattutto in tempo di vacche magre e algoritmi balordi,però sono rimasto davvero deluso e un po’ confuso.

L’elenco infatti prevedeva oggetti molto banali e tutto sommato normali: tazze, magliette, sciarpe, borse, taccuini, agende, sottobicchieri, spille, ecc. Al netto del mero merchandise che serve a finanziare le iniziative dell’anno di questa o quella associazione, il resto mi è parso molto discutibile.

Come può essere una tazza con un loghino rosa essere un regalo femminista? Da cosa lo si capisce? Basta davvero il logo del “MeToo” a rendere una sciarpa normale in una sciarpa femminista? E i trucchi vegan friendly sono femministi perché…? I rossetti normali invece non lo sono per quale motivo?

Non so, non capisco. Qua mi aspetto la solita reazione: “Eh ma tu sei un maschio bianco etero cisgender, non puoi ASSOLUTAMENTE capire!”.

Ok, ma FATEMELO CAPIRE VOI ALLORA!!

Perchè io mi sento un po’ preso per il naso. Non più tardi del mese scorso ho letto di come se un fidanzato nerd regala alla propria fidanzata una tazza di Wonder Woman (o Bat Girl o She Hulk o Cpt. Marvel) potrebbe essere un pericoloso segnale che sia un incel sotto mentite spoglie e che quei regali rafforzino i pregiudizi di genere. Ma adesso una maglietta con LO STESSO PERSONAGGIO diventa un simbolo di lotta al patriarcato.

O forse il fatto è che se quella maglietta, con quel personaggio, è venduta direttamente dallo store online di quella associazione (di cui sottolineo l’importanza e necessità per le sue battaglie durante tutto l’anno), diventa magicamente un oggetto privo delle qualità negative che aveva nei 30 giorni precedenti.

Io sarò un banale maschio bianco etero cisgender ma a me sembra una roba paracula.

Il picco massimo di paraculaggine però l’ho trovato qualche giorno dopo, sotto lo spot di una aspirapolvere. O meglio, non era uno spot ma un adv (un video fatto da un creatore di contenuti, sponsorizzato da una marca che gli regala un prodotto per farne una “recensione sponsorizzata”) realizzato da una youtuber che si occupa anche di temi delicati e femministi.

Facendo l’equazione aspirapolvere=donna mi aspettavo sarebbe partita una sequela di commenti indignati su questo retrogado pensiero. Invece nulla. Anzi, immaginate il mio stupore nell’aver visto quel video condiviso da personalità social (ovviamente amiche della content creator di cui prima) legate alla galassia femminista con tanto di richieste di avere lo stesso prodotto per farne ulteriori adv.

Qui devo dire mi è scoppiato il cervello. Perchè parliamoci chiaro, non si può contemporaneamente perculare e indignarsi per le “mammine pancine” che ricevono l’aspirapolvere a natale dal marito mostro e mendicare lo stesso prodotto in regalo dall’azienda sfruttando la propria popolarità social. Io capisco che tutti debbano e vogliano pulirsi casa (nella mia l’aspirapolvere lo passa quello stronzo di maschio bianco etero cisgender) ma davvero, scegliamo una battaglia e manteniamo un po’ di coerenza.

Volete fare dei regali veramente femministi? Beh non chiedete a me di dirvi quali sono perché, evidentemente, mi sfugge qualcosa. Io su due piedi vi indicherei qualche libro sulla vita di Mary Shelley (la Atwood e la Wolf sono “così” mainstream!) o tutti quei volumi sull’educazione dei propri figli/compagni/mariti/uomini al rispetto verso le donne. O una donazione diretta alle associazioni. O un invito al loro prossimo evento o manifestazione. O una tazza di Wonder Woman.

Oppure un’aspirapolvere. Quest’anno vanno un casino ma non dite che ve l’ha consigliato un maschio bianco etero cisgender, quello è il male.